Forever Aquile: Stefano Okaka, dall’Olimpico al Picco all’Europa

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Per la nuova puntata della rubrica si torna a correre in mezzo ad un campo, e stavolta lo si fa con un giocatore che è ancora in attività. Un calciatore giovane, che, comunque, ha già una discreta carriera alle spalle con presenze in B ed A ed un crescendo che l’ha portato a vestire la maglia della Nazionale e a diventare un giocatore di livello internazionale. Un attaccante che allo Spezia c’è passato poco tempo fa, con risultati, tutto sommato, positivi. La puntata di oggi è dedicata a Stefano Okaka.

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UN INIZIO DI CARRIERA SOTTO I COLORI GIALLOROSSI – Stefano Okaka Chuka nasce a Castiglione del Lago, in provincia di Perugia, il 9 agosto 1989, da genitori nigeriani emigrati in Italia. Comincia a muovere i primi passi nel mondo del calcio nell’ACD Trasimeno, passando al Centro Italia Parma (società che oggi si chiama Pievese) nel 2001, quindi al settore giovanile del Cittadella nel 2003. Attaccante con buona visione di gioco, buon senso della posizione e discreta tecnica che gli permette di mettersi anche al servizio dei compagni, attira le attenzioni di diverse squadre, anche a livello internazionale, come Milan e Aston Villa, ma la più rapida di tutte è la Roma, che lo ingaggia per la propria Primavera. Qui, realizzando 20 gol nella stagione 04/05, contribuisce alla conquista dello scudetto di categoria. Entra, fin da subito, nel giro della prima squadra, ma scende in campo solo nel 2005, quando fa il suo esordio in Coppa Uefa e, quindi, pochi mesi dopo, anche in Serie A, dove mette insieme 8 presenze. La stagione successiva, la 06/07, arriva anche il primo gol in massima serie, nel 3-1, in trasferta, al Siena. Dopo 3 stagioni complete nell’ambito della rosa della prima squadra, fatti, però, di poche presenze, comincia la girandola dei prestiti per farlo maturare. Nel campionato 07/08 va al Modena in B, dove segna 7 gol in 33 partite, quindi torna a Roma, per giocare 9 partite nella prima parte del torneo successivo e passare, nel mercato o invernale, in prestito al Brescia, sempre in B, dove realizza 2 reti in 18 partite. La stagione 09/10 comincia, ancora, nelle file della Roma, con cui gioca in Europa League, dove segna 3 reti, e in campionato, dove gioca appena 7 incontri, segnando, comunque, il suo secondo gol in massima serie. Ma a gennaio va di nuovo via in prestito, ma, stavolta, va all’estero e, più precisamente, in Premier League, nel Fulham, con cui disputa 11 incontri, segnando 2 gol. Nuovo ritorno a Roma all’inizio del torneo 10/11 e, ancora, primi mesi nella Capitale, dove, però, gioca solo 4 partite, prima di trasferirsi al Bari a gennaio, sempre in A, con cui gioca 10 partite e segna 2 gol, anche se il primo è importantissimo, visto che è all’esordio e nel derby col Lecce. Stesso copione delle altre stagioni per il campionato 11/12, con i primi mesi a Roma, ma, stavolta, in campionato non ci scende neppure una volta, giocando solo 2 partite di Europa League. Okaka in questi anni dà l’impressione di essere una grossa incompiuta, non sembra riuscire a fare il salto di qualità e, quindi, benché da diversi anni sia nel giro delle Nazionali giovanili, la Roma smette di credere in lui. A gennaio lo cede in prestito al Parma con diritto di riscatto. Con i ducali finisce il campionato, giocando 14 partite e segnando 3 gol, ma a fine stagione la squadra emiliana decide di non riscattarlo. Nonostante questo, all’inizio del campionato successivo passa ai gialloblu a titolo definitivo e gratuito, i quali, a loro volta, lo girano subito in prestito allo Spezia.

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LA STAGIONE DA AQUILOTTO – Lo Spezia in cui giunge Okaka, nella stagione 2012/13, è una squadra appena promossa in Serie B dopo un’annata chiusa in modo straordinario, con la conquista del Triplete (Campionato, Coppa Italia e Supercoppa di Lega Pro). E’ una neopromossa, ma si presenta ai nastri di partenza con una rosa di altissimo spessore, fatta di giovani interessanti, di esperti della categoria ed di ex giocatori di Serie A. Okaka entra bene in queste classificazioni, avendo militato in entrambe le serie. L’attacco aquilotto avrà il suo apice nel bomber Sansovini, ma l’ex giocatore della Roma sembra il giusto rincalzo, dotato anche di quella voglia di rivalsa che potrebbe fare il gioco di una squadra che appare fin da subito molto ambiziosa, al punto che più di un esperto addita gli aquilotti come una delle compagini accreditate per la salita diretta in massima serie. In realtà l’avventura dei liguri parte sotto alcuni coni d’ombra che, alla lunga, si riveleranno fondamentali: l’allenatore, Serena, ha ottenuto risultati straordinari, ma non è amatissimo dalla piazza che ne critica il modo di far giocare la squadra, poco spettacolare e concreto solo a tratti, e, anche la stagione precedente, quasi fino all’ultimo, ne ha chiesto l’allontanamento; la rosa della promozione viene completamente cancellata, non salvando nessuno (a parte due) dei giocatori che hanno conquistato i trofei, nonostante più d’uno non avrebbe sfigurato in serie cadetta, allestendo una nuova lista di giocatori che, per ovvie ragioni, non hanno mai giocato assieme e non trovano neppure riferimenti in uno zoccolo duro della squadra. E, infatti, presto si vedono i risultati di queste decisioni avventate: dopo una partenza sprint, con 7 punti conquistati in 3 giornate, la squadra lentamente si uniforma ad un andamento di mediocrità che la relega alla metà della classifica. Il pubblico si spazientisce e ricomincia a chiedere la testa del tecnico. Okaka non trova tantissimo spazio in squadra, molto spesso entra a partita in corso e solo raramente parte da titolare. Nonostante questo, non fa mai mancare il suo apporto in termini di impegno e vivacità di manovra, così che è sempre ben visto dalla tifoseria. Nel girone d’andata va a segno 3 volte: alla 14^ segna il pareggio col Grosseto, in trasferta, a 5′ dalla fine; alla 19^ realizza, ancora una volta, il pareggio nell’1-1 a Lanciano al 67′; la giornata successiva, al 19′, risponde al vantaggio di Farias nel match al Picco contro il Padova, chiuso, poi, con la vittoria degli ospiti per 3-2. La società difende a spada tratta l’allenatore anche nei momenti più critici, salvo poi cacciarlo nel momento meno aspettato, dopo la vittoria in trasferta a Vicenza, nella 1^ giornata del girone di ritorno, proprio al limite della pausa invernale. Lo sostituisce Atzori che resiste solo 5 giornate e viene esonerato dopo l’umiliante 0-6 casalingo col Novara, sostituito da Cagni. Okaka fa subito un regalo al nuovo tecnico, portando in vantaggio lo Spezia a Reggio Calabria nell’incontro che terminerà 1-1. Tra alti e bassi lo Spezia si porta verso il finale di stagione, lottando nella parte bassa della classifica, cercando di salvare al meglio possibile la stagione. L’attaccante italo-nigeriano cerca di dare il suo contributo mettendo sul piatto altri 3 gol, in sequenza, tra la 36^ e la 38^, due dei quali molto importanti: il gol che accorcia le distanze nel 2-1 finale per la Juve Stabia a Castellammare; il gol vittoria nel match interno col Cesena e il secondo dei 3 gol rifilati all’Empoli al Picco. Con tanta fatica Cagni porta la nave in porto, conquistando la salvezza con una giornata d’anticipo. Lo Spezia chiude 12° con 51 punti, frutto di 12 vittorie, 15 pareggi e 15 sconfitte. A fine stagione la società si prepara ad una nuova rivoluzione, per dare un taglio netto con questo deludente campionato, che porterà tanti nuovi giocatori in maglia bianca e la, ovvia, partenza di tanti della presente rosa, che vengono ceduti o a cui non viene rinnovato il prestito. Okaka, benché il suo apporto alla causa, alla fine, sia da considerarsi positivo, è uno di questi e, così, dopo 38 presenze e 7 gol in maglia bianca, lascia il Golfo.

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UNA CARRIERA IN CRESCENDO TRA NAZIONALE E BELGIO – Lasciato lo Spezia veste nuovamente la maglia del Parma, ma solo per due partite, perché gli emiliani lo cedono, a gennaio, alla Samp. Qui comincia una nuova fase della carriera di Okaka. Nelle 13 partite che gioca fino alla fine della stagione realizza 5 reti, dimostrandosi, con la sua velocità, spesso determinante per il reparto offensivo blucerchiato. Confermato anche la stagione successiva, gioca, praticamente, da titolare fisso, tutto il torneo, anche se non sui livelli alti della stagione precedente, ma, comunque, rivestendo un ruolo importante nell’attacco genovese, con cui, realizza 4 gol. In queste stagioni entra anche nell’ambito della Nazionale maggiore, convocato da Antonio Conte. Il suo esordio lo fa nel novembre del 2014, bagnandolo col gol vittoria sull’Albania. A luglio 2015 viene acquistato dall’Anderlecht, con cui trova, fin da subito una dimensione ottimale: 9 gol, finora, in campionato, dove è uno dei protagonisti assoluti della sua squadra, e 2 nella fase a gironi dell’Europa League, dove ha contribuito al passaggio del turno dei belgi.

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