A tutta B: i Campioni d’Inverno, l’orgoglio in coda, l’apripista di Ascoli, i 3 giovani per 3 giornate, l’Airone centenario e la pace fatta di Mangia col Natale

CAMPIONI D’INVERNO – Finale concitatissimo, con 3 giornate racchiuse nello spazio di poco più di una settimana, per chiudere un girone d’andata all’insegna delle sorprese e dei continui avvicendamenti in testa alla classifica. E questo ultimo scorcio non si è sottratto all’andamento generale, con un nuovo sorpasso, che ha portato a laureare campione d’inverno la squadra che non era in testa prima del trittico di giornate, ed una serie di risultati inaspettati che hanno creato una prima spaccatura netta tra il duo di testa e le inseguitrici. In testa e, quindi, campione d’inverno è il Cagliari, che, con un trittico di vittorie, in casa col Bari, a Salerno e in casa con la Pro Vercelli, guadagna 9 punti e sale a 46, riuscendo a sopravanzare di un punto un Crotone che di punti ne fa solo 5, pareggiando a Latina e in casa col Trapani e strappando la vittoria solo all’ultimo turno, a Chiavari. Come si diceva, ora, però, c’è una spaccatura netta col resto del gruppo, visto che la terza in classifica, il Novara, è distante ben 7 punti, a 38, visto che i piemontesi non si son fatti mancare varietà nei risultati, vincendo ad Ascoli, pareggiando in casa col Cesena e perdendo, inaspettatamente, questa domenica a Modena. Questi risultati hanno permesso al Pescara di avvicinarsi, visto che gli abruzzesi ora sono a 37 punti, grazie ai 9 punti incamerati con le vittorie a Lanciano, col Modena e a Latina. Il quinto posto se lo dividono in due, a 35 punti: una squadra che ha conservato l’andamento dell’ultimo periodo prima del terzetto di partite, mantenendosi nella parte alta della classifica, ovvero il Brescia, che pareggia in casa con Spezia e Ternana e va a vincere a Bari, e i pugliesi stessi, una squadra che, invece, ha avuto un tracollo in questo scorcio di stagione, passando dalla lotta per le prime posizioni a quella per non uscire dalla zona play off, a causa delle 3 sconfitte consecutive, con Cagliari, Brescia, appunto, e Trapani, che hanno messo a serio rischio la panchina di Nicola. Gli ultimi due posti se li spartiscono a pari punti, 31, altre due squadre agli antipodi dell’umore: il Cesena, che vince con la Ternana, pareggia a Novara e perde in casa con l’Avellino, proseguendo la sua discesa verso il basso, e gli irpini stessi, che, invece, sono reduci da un trittico di vittorie (che porta il conto a 5 consecutive) con Como, Entella e, appunto, Cesena, che li ha rilanciati in piena zona play off. Posizioni, comunque, ancora “sub judice” visto che appena un punto sotto, a 30, c’è il Perugia, che, però, ha una partita in meno, visto che, dopo la vittoria col Livorno e quella a Vercelli, domenica si è dovuta fermare contro il Vicenza per la nebbia (partita recuperata il 19 gennaio), e con un risultato positivo potrebbe balzare al 7° posto. Bene anche il Trapani, che, con i pareggi con Pro Vercelli e Crotone e la vittoria col Bari, sale a 29 e vede la zona play off ad appena 2 punti, mentre male per l’Entella che, in piena zona spareggi prima del tour de force, ne esce dopo i soli 3 punti raccolti, grazie alla vittoria col Vicenza, seguita dalle sconfitte con Avellino e Crotone, che la portano a 28, sancendone la discesa in classifica.

ORGOGLIO IN CODA – Frangente molto positivo anche per alcune delle compagini che occupano la parte bassa della classifica, tanto che la coda ha subito qualche cambiamento rilevante. Ultimo è sempre il Como, che, però, esce dal terzetto di partite con 4 punti in più, grazie al pareggio di La Spezia e la vittoria con la Salernitana, seguiti alla sconfitta con l’Avellino, che lo fanno salire a 14 punti. Guadagna gli stessi punti il Lanciano penultimo, che sale a 18 grazie al pareggio di Terni e alla vittoria col Livorno, che hanno fatto seguito alla sconfitta nel derby con il Pescara. Questo, però, consente un avvicinamento al terzultimo posto, occupato dalla Salernitana a 20 punti, reduce da 3 sconfitte, con Modena, Cagliari e Como, ma, soprattutto alla zona play out, che, al momento è a 21 punti, anche se il Vicenza, che occupa la quartultima posizione, dopo aver proseguito la sua discesa con la sconfitta di Chiavari e il pareggio col Latina, ha una partita in meno, per il rinvio della partita di Perugia. L’altro posto, a 22 punti, è occupato dal Latina, che, invece, nelle 3 partite, di punti ne raccoglie 2, con i pareggi con Crotone e, appunto, Vicenza seguiti dalla sconfitta col Pescara. Chi esce meglio da questo periodo è l’Ascoli, che, grazie ai 6 punti raccolti con le vittorie su Livorno e Spezia, seguite alla sconfitta interna col Novara, balza, dopo tanto tempo, fuori dalla zona retrocessione grazie ai suoi 23 punti, con cui appaia il Livorno, che, invece, non conosce fine alla propria crisi, acuita anche dalle 3 sconfitte consecutive con Perugia, Ascoli e Como. Non del tutto tranquilla neppure la situazione del terzetto di squadre a 24 punti, anche se composto da compagini con umore diverso. Il peggiore ce l’ha la Pro Vercelli, che in 3 partite di punto ne fa solo 1, grazie al pareggio col Trapani, seguito dalle sconfitte con Perugia e Cagliari. Intermedio quello della Ternana, che di punti, invece, ne fa 4, grazie alla vittoria col Como, seguita dalla sconfitta di Cesena e dal pareggio col Lanciano. Molto alto, invece, quello del Modena, che di punti ne fa 6, grazie alle vittorie interne con Salernitana e Novara, intervallate dalla sconfitta di Pescara.

L’APRIPISTA DI ASCOLI – Classifica marcatori che, nonostante i 3 turni, non subisce rivoluzioni, ma qualche movimento importante lo mette, comunque, a referto. Capocannoniere del girone d’andata è, infatti, ancora Lapadula (foto di copertina) che aggiunge il gol vittoria col Modena alla 20^ giornata e chiude con 11 reti. Il primo gruppo di inseguitori è a quota 9: Budimir che segna il gol del momentaneo 2-1 nel 2-2 del Crotone a Latina alla 19^; Geijo, che segna il gol vittoria nel 2-1 del Brescia a Bari alla 20^, e Vantaggiato, che, invece, nei 3 turni rimane a secco. Quindi coppia sul terzo gradino del podio, a 8 gol: Piccolo del Lanciano che, per stavolta, lascia i gol ai propri compagni, e Caputo che, invece, di gol in questo turno ne segna addirittura 2, anche se entrambi nella stessa partita, il secondo e il terzo nel 4-1 dell’Entella al Vicenza alla 19^. Fatta la dovuta menzione degli altri marcatori multipli di questi 3 turni, ovvero Ardemagni, che segna 2 gol nel 4-1 del Perugia al Livorno alla 19^, Caracciolo, che segna sia il pareggio con lo Spezia alla 19^ che quello a Bari alla 20^, Luppi che segna 2 dei 3 gol del Modena al Novara nell’ultima giornata, Caputo, che realizza 2 delle 4 reti rifilate dall’Entella al Vicenza alla 19^, Castaldo, che chiude le vittorie dell’Avellino con Entella e Cesena, Galano, che segna gli unici gol del Vicenza nei due turni giocati, quello inutile nel 4-1 con l’Entella e quello del pareggio con il Latina, e Cacia, che segna un gol in ciascuna delle ultime due vittorie dell’Ascoli, sia contro lo Spezia che contro il Livorno, la vetrina di questa puntata tocca proprio ad un altro marcatore di queste ultime due partite dei marchigiani, per i gol che, con quelli del più esperto compagno (e a cui è già stato dedicato un paragrafo di questa rubrica), hanno contribuito a portare a casa 6 punti fondamentali per la propria squadra, donandole nuovo ossigeno, ovvero Petagna dell’Ascoli. Andrea Petagna è un giovane attaccante, nato a Trieste il 30 giugno 1995, che da qualche stagione calca i campi di calcio della B, ma che, ad Ascoli, pare aver trovato la sua dimensione. Cresciuto nelle giovanili del Donatello Calcio, squadra di Udine, e, quindi, del Milan, vince due scudetti nelle formazioni giovanili rossonere, fino ad approdare alla Primavera e, infine, alla prima squadra nel corso della stagione 12/13, in cui esordisce in Champions League. All’inizio della successiva mette insieme una presenza in campionato, prima di passare in prestito alla Samp, dove, però, trova poco spazio, cosicché a gennaio, dopo appena 3 apparizioni con i genovesi, torna a Milano per chiudere la stagione con altre 2 presenze con la maglia rossonera e la conquista del Viareggio con la Primavera. Fin da subito nel giro delle Nazionali giovanili, dalla stagione 14/15 il Milan decide di mandarlo a farsi le ossa in serie cadetta: comincia a Latina, dove gioca fino a gennaio, con poca visibilità e nessun gol, quindi va a Vicenza, dove entra bene nell’oliato organico biancorosso che tanto bene ha fatto nella scorsa stagione, realizzando anche 1 gol, suo primo da professionista. Dall’inizio di questa stagione è all’Ascoli, dove sta trovando molto spazio, sia con Petrone che con Mangia, avendo giocato, fin qui, 16 delle 21 partite disputate, fiducia ripagata con i gol, che, 2 segnati fino a sabato scorso, sono diventati 4 nel corso del trittico di partite: al 2′ della partita col Livorno, apre le marcature trasformando in un preciso diagonale di sinistro il cross rasoterra di Cacia dalla sinistra; al 53′ della partita interna con lo Spezia è ancora lui a sbloccare il risultato con una deviazione sotto misura su passaggio di Jankto. In entrambe i casi i suoi compagni ne faranno altri 2, chiudendo il girone d’andata con 2 vittorie fondamentali che, al momento, portano l’Ascoli, per la prima volta dopo tanto tempo, fuori dalla zona retrocessione.

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3 GIOVANI PER 3 GIORNATE – Neanche il triplo turno si sottrae alla legge del gol giovane, visto che in ciascuna giornata c’è stato almeno un gol segnato da un giovanissimo, più o meno importante. Alla 19^ è toccato a Drolè del Perugia, quello, forse, con la storia più suggestiva: ivoriano classe ’97, Jean Armel è nato ad Abidjan, capitale della Costa d’Avorio, devastata dalla guerra civile, da cui fugge giovanissimo su uno dei tanti barconi che approdano sulle coste della Sicilia. Qui viene accolto e, poi, successivamente, adottato da Massimo Tutrone, che, gestendo una scuola calcio affiliata con la Juventus, lo porta a muovere i primi passi nel mondo del calcio. Fallito un provino proprio con i bianconeri, va meglio con il Perugia, che lo aggrega al suo settore giovanile e lo mette sotto contratto al compimento del 18° anno d’età. Da quest’anno entra nell’ambito della prima squadra e conquista la fiducia di Bisoli che, fin qui, l’ha già impegnato in 15 occasioni. Alla 19^ giornata, nell’anticipo col Livorno, in cui subentra ad inizio secondo tempo, e in cui è assoluto protagonista, regalando anche i 2 assist ad Ardemagni, il primo gol da professionista: al 56′ si trova nel punto giusto per calciare al volo di destro un pallone che si alza in un’azione concitata in area amaranto, insaccando il momentaneo 1-0 per la sua squadra che spianerà la strada alla goleada. Alla 20^ è stata la volta di Bessa del Como. Daniel Bessa, nato a San Paolo del Brasile il 14 gennaio 1993, ma di doppia nazionalità italiana e brasiliana, è un trequartista cresciuto nel settore giovanile dell’Inter. Raggiunta la prima squadra nella stagione 12/13, a gennaio di quello stesso campionato passa in prestito al Vicenza, in B, dove colleziona 3 presenze. Nella stagione 13/14 va, sempre in prestito, all’estero: fino a gennaio in Portogallo all’Olhanense (1 presenza) e poi in Olanda allo Sparta Rotterdam (7 gettoni). Nello scorso campionato è stato uno dei protagonisti della promozione del Bologna, in cui ha giocato tutta la stagione,mettendo insieme 26 presenze e il primo gol tra i professionisti. Da quest’anno è in prestito al Como, dove è uno dei titolari (20 fin qui le presenze), con già 2 gol all’attivo, di cui mercoledì il secondo: al 65′ della partita con lo Spezia, sullo 0-0, al termine di un rapido contropiede, riceve palla al limite dell’area e con una zampata in diagonale, anticipa l’uscita di Chichizola, insaccando il gol del vantaggio per i lariani. Alla 21^ è stato il turno di Bunino del Livorno. Cristian Bunino è un attaccante nato a Pinerolo, in provincia di Torino, il 27 agosto 1996, cresciuto nelle giovanili della Pro Vercelli, di cui raggiunge la prima squadra nella stagione 14/15. A gennaio dello stesso anno lo acquista la Juventus, che lo lascia, comunque, in prestito ai piemontesi fino a fine stagione. Per lui 4 presenze in B la scorsa stagione e il passaggio, sempre in prestito, al Livorno durante il mercato estivo di questo campionato. Nove le sue presenze fin qui, per un totale di 268′, e, domenica, il primo gol tra i professionisti: subentrato a Vantaggiato al 71′, ci impiega 9′ a realizzare la rete che accorcia le distanze contro il Lanciano in vantaggio di 2 gol, che gli regala grande soddisfazione, ma che, alla fine, a differenza dei colleghi precedenti, non serve a portare punti alla sua squadra.

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UN AIRONE CENTENARIO – Il recente tour de force è stato anche l’occasione per il raggiungimento di un traguardo annunciato: Caracciolo ha raggiunto (e, nel frattempo, anche superato) il tetto dei 100 gol in B. Lunga la carriera dell’Airone in giro per l’Italia, vestendo diverse maglie tra i campi di A, B, C1 e Dilettanti. In serie B ha vestito, però, un sola maglia, quella che, tra l’altro, in carriera, ha indossato più a lungo, come una sua seconda pelle, quella del Brescia. Con quella in corso, sono 7 le stagioni giocate con le Rondinelle nel campionato cadetto (su 10 totali nella squadra lombarda): 7 gol tra gennaio e giugno 2008; 15 nel 2008/09; 24 nel 2009/10; 16 nel 2012/13; 18 nel 2013/14 e 14 la scorsa stagione (anche se a queste andrebbero aggiunte 3 reti segnate nel corso dei play off). In questa stagione, cominciata tardi a causa di un infortunio, erano 5 le reti segnate fino alla 18^ giornata, che portavano il totale a 99. Nel corso dell’incontro con lo Spezia alla 19^ è arrivato il centesimo centro, peraltro importantissimo: al 69′, con il risultato sull’1-0 per gli ospiti, riceve il cross rasoterra di Embalo dalla destra e, a pochi passi dalla porta, devia di destro il pallone per il pareggio. Ma, da bomber vero, non si è fermato al traguardo acquisito e, nel frattempo, col gol del pareggio a Bari alla 20^, ha già portato il suo bottino a 101.

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MANGIA FA PACE COL NATALE – Non è che Devis Mangia in questi anni abbia avuto dei rapporti idilliaci col Natale, da un punto di vista professionale. Basta ricordarsi cosa successe quando era tecnico del Palermo: visti i deludenti risultati della sua squadra, più di un giornalista profetizzava il suo mancato arrivo a mangiare il panettone, ovvero ipotizzava un suo esonero prima del Natale. Per esorcizzare queste voci, il tecnico, con abbondante anticipo sulla data, si fece ritrarre in sala stampa mentre addentava una fetta del dolce natalizio. La cosa non gli portò bene perché fu, effettivamente, esonerato prima di Natale. Tornato ad allenare una squadra di club, dopo la parentesi con l’under 21, nella stagione 13/14, non ebbe problemi a raggiungere il Natale, essendo ingaggiato il 15 dicembre, in sostituzione di Stroppa, ma dopo la vittoria del 26 a Bari per 2-1, che sembrava poter rilanciare gli aquilotti, il tecnico non riuscì a godersi fino in fondo le feste perché il 29 arrivo l’1-4 casalingo contro il Latina. Natale 2014 Mangia se lo fa negli studi di Sky, dove viene ingaggiato come opinionista dopo essere stato esonerato dalla guida del Bari. Nel corso di questa stagione si imbarca in un’impresa non semplice, rilevando Petrone sulla panchina di un Ascoli invischiato nella zona bassa della classifica. Non riesce a dare una scrollata all’ambiente, i risultati arrivano col contagocce e i bianconeri non abbandonano mai il terzultimo posto, in piena zona retrocessione diretta. Il trittico di partite parte male, con la sconfitta interna del 19 col Novara. Qualche voce comincia a circolare anche sulla sua panchina e si avvicina l’accoppiata di partite proprio esattamente attorno al Natale. Ma, stavolta, evidentemente, il tecnico fa pace con la festa e inanella un’accoppiata di risultati da favola: 3-1 a Livorno e 3-0 alla sua ex squadra, lo Spezia, per 6 punti che valgono il balzo fuori dalla zona calda della classifica. Quest’anno Mangia il panettone lo digerirà fino in fondo.

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