Toro, panettone dolceamaro: tra una stagione positiva ed il finale con due brutte sconfitte

Urbano Cairo, presidente del Torino

TORINO – A fine anno, oltre ovviamente a festeggiare, è anche bene fare qualche riflessione e qualche bilancio. Il Toro chiude un 2015 sicuramente positivo: il ritorno in Europa onorato con una partecipazione competitiva, la vittoria ritrovata nel derby, il piazzamento a metà classifica la scorsa stagione e quello attuale, che vede comunque i granata con diversi punti in più rispetto al 2014-2015.

TROPPO BRUTTI PER ESSERE VERI – Al tempo stesso, quello visto nell’ultima settimana prima delle feste è un Toro da dimenticare. Prima ha rinunciato a recuperare la partita con il Sassuolo per preparare meglio il derby, attirandosi accuse di antisportività non del tutto infondate. Nel suddetto derby, però, non è praticamente sceso in campo; i bianconeri sono certamente in un periodo di grazia ma hanno trovato ben poca resistenza, restando praticamente liberi di gonfiare la rete quattro volte. I tifosi si aspettavano segnali di riscossa nella sfida con gli altri bianconeri, quelli dell’Udinese; il match però è stato ancora peggio, con i granata incapaci di reagire allo svantaggio né di tirare in porta in 35 minuti di superiorità numerica. I fischi ricevuti non sono simpatici, certo, ma neanche del tutto immeritati…

Daniele Padelli, portiere del Torino (immagine La Stampa)
Daniele Padelli, portiere del Torino (immagine La Stampa)

IL BORSINO GRANATA: CHI SALE E CHI SCENDE – Che dire quindi? Difficile individuare una tendenza: in questi primi mesi di stagione il Toro è partito fortissimo, poi si è fermato, poi è ripartito e adesso si è fermato ancora. Nessun reparto gode di particolare salute. La difesa sembrava essersi registrata, invece ha ripreso a dare vistosi segni di debolezza. Il centrocampo poi, fatica molto a creare occasioni da gol; in questo ha fondamentalmente seguito la parabola di Baselli, strepitoso a inizio stagione e poi involutosi giornata dopo giornata. Quanto all’attacco, vedi sopra: Quagliarella partito alla grande e poi scomparso, Belotti generoso ma ancora impreciso, Maxi Lopez che mostra la solita classe ma è fuori condizione, Martinez che gioca poco ma convince ancora meno. Resta quindi un Toro da rivedere in tutti i reparti. Sulla carta ha forse la rosa migliore degli ultimi anni, quello che sembra mancare è la continuità e l’incisività, oltre a qualche ricambio in più. Come attenuante vanno comunque ricordati i tanti infortuni e qualche circostanza sfortunata (vedi il derby di campionato).

Fabio Quagliarella

ORA IL NAPOLI…E IL MERCATO DI GENNAIO – L’impegno al rientro non è mica da ridere. Il Napoli ha il potenziale per schiacciare le velleità granata, basti solo pensare a ciò che sta facendo Higuain… Comunque Ventura spera nel recupero di Avelar (già sceso in campo con l’Udinese) e attende con ansia i lungodegenti Maksimovic e Farnerud, che potrebbero portare un po’ di energie fresche ad una squadra usurata. Nel frattempo, domani inizia il mercato di riparazione. Alcune voci parlano di un nuovo innesto per reparto, altre affermano che la squadra va già bene così… Chi vivrà vedrà, come sempre.

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IL RESTO DEL TORO: IL PUNTO SULLE SQUADRE GIOVANILI – L’avvio di stagione delle giovanili è stato sicuramente positivo, o meglio è andato in crescendo. Non si intravedono gli squilli della stagione passata, che hanno portato tra l’altro al successo in campionato della Primavera dopo oltre vent’anni. È comunque un Toro che cresce bene e dà qualche soddisfazione ai suoi tifosi, in modo particolare tra i Giovanissimi attualmente primi nel loro girone. Speriamo che questi ragazzi crescano bene, nell’interesse del Toro ma anche dell’Italia che ha evidentemente bisogno di giovani di talento.

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