Top e Flop 18^ Giornata: Sinisa e Rudi, Simone e Lorenzo

La befana si porta via la penultima giornata del campionato di Serie A: vincono le prime quattro della classe, staccando ulteriormente Roma e Milan. I rossoneri capitolano in casa contro il Bologna dell’ex (e rimpianto estivo) Roberto Donadoni, Giallorossi che vengono riacciuffati in extremis dal Chievo grazie allo storico gol su punizione di Simone Pepe, prima rete assegnata grazie alla Goal Line Technology. L’Inter mantiene la vetta grazie alla nona (su 12) vittoria per 1-0 sull’Empoli, al San Paolo il Napoli vince di misura 2-1 su un ottimo Torino (a segno anche l’ex Quagliarella), vittoria straripante della Fiorentina in casa del Palermo e ordinaria amministrazione per la Juventus, 3 a 0 in casa contro il fanalino di coda Hellas Verona. Il derby della lanterna va alla Sampdoria, che si impone 3 a 2 su un Genoa pressochè assente nella prima ora di gioco. Il Frosinone riesce ad ottenere il secondo punto fuori casa in tutta la stagione, Colantuono sconfigge di misura la sua ex squadra, l’Atalanta.

FLOP 18^ Giornata

5. Andrea Consigli

Purtoppo finisce nei flop uno dei portieri più costanti finora, ma la papera sul tiro innocuo di Dionisi che regala il vantaggio al Frosinone non si può perdonare.

4. Hellas Verona

Al quarto posto solamente perchè non fa più notizia, gli 8 punti degli scaligeri derivano da altrettanti pareggi, lo 0 nel tabellino delle vittorie è vergognoso. Favolosi nel primo anno di A, buoni l’anno passato, spentasi la stella di Toni si è spenta anche la favola di Mandorlini. Da rivedere le scelte di mercato fatte in estate dall’ex Napoli Bigon: un quinquennale a Pazzini è da sconsiderati, così come affidare il reparto difensivo a giocatori non abituati alla peculiarità di questa fase tipica italiana. Ricostruendo bene da gennaio si potrebbero evitare figuracce e ritornare velocemente nella massima serie.

Il centrocampista dell'Inter, Geoffrey Kondogbia, in azione durante la partita amichevole contro il Carpi presso il centro sportivo di Riscone di Brunico (Bolzano), sede del ritiro estivo dei nerazzurri, 15 luglio 2015. ANSA/ELISABETTA BARACCHI

3. Geoffrey Kondogbia

L’acquisto più caro, più atteso, più romanzato (l’onta subita da Galliani non è facile da digerire per i rossoneri) dai tifosi interisti si è rivelato, per ora (date le indiscutibili prospettive del francese classe 1993), l’acquisto meno azzeccato dalla dirigenza nerazzurra. Ambientamento e lingua non sono da trascurare, ma dopo i 31 milioni spesi in estate per il suo cartellino, ci si aspetta di più, e subito (siamo in Italia, mica in Germania..).

 

2. Roma e Rudi Garcia

Citiamo sia la società che l’allenatore perchè vanno le colpe van sicuramente condivise: la Roma non sembra essersi mai ripresa dalle 7 scoppole subite l’anno scorso dal Bayern Monaco. Fin lì era la rivale numero uno della Juventus, Rudi Garcia era vicino alla beatificazione. Tutto andava alla stragrande, finchè una sbandata occasionale (l’11 di Guardiola era e rimane una macchina da gol incredibile) non ha aperto una crepa nella fiducia nei propri mezzi di squadra, allenatore e società. Allo stesso modo, l’inizio di questa stagione sembrava aver seminato i fantasmi di quella passata, ma questa volta è il Barcellona a rifilargliene 6. E aridaje con le incertezze, la paura ad imporsi, la fatica a recuperare. La gioia della vittoria nel derby non è bastata a rinvigorire i giallorossi: nelle sei partite successive una vittoria, quattro pareggi ed una sconfitta. Ora galleggia al quinto posto, ben lontana dall’obiettivo dichiarato da Garcia in più conferenze: lo scudetto. 2015 decisamente da dimenticare: se Sabatini aveva costruito una macchina che pareva perfetta, ora dovrà risistemarla senza ripetere gli errori (da lui ampiamente confessati) del gennaio scorso.

miha

1. Milan e Sinisa Mihajlovic

Stesso discorso per i giallorossi, i demeriti sono di entrambi. Con l’unica differenza che l’instabilità societaria sta raggiungendo un livello esagerato: o si rifonda o si rifonda. Un Mihajlovic così agnellino non se l’aspettava nessuno, probabilmente neanche Sinisa stesso. Non è Sinisa il problema di questo Milan, che contro Sampdoria, Carpi, Hellas Verona, Frosinone, Bologna e Genoa (le ultime 6 della classe), colleziona 8 punti su 18. Il problema sta in chi ha scelto Sinisa e dopo 6 mesi lo rinnega. Sinisa non è Inzaghi, e potrebbe seguire la scia di Seedorf, cacciato perchè aveva detto le cose come stanno ormai 2 anni fa. Non è cambiato niente, Galliani necessita assolutamente di una spalla che lo diriga (il Condor resta fenomenale nel concludere le trattative, ma nella scelta degli obiettivi sbaglia spesso) e Berlusconi deve far chiarezza su Mr. Bee: i soldi devono arrivare da luglio, ma rimandano ogni volta di un mese. Sul campo manca sicuramente un centrocampista dai piedi buoni che non è Boateng (e neanche Montolivo) , ed un difensore di esperienza da affiancare da Romagnoli, di grandissima prospettiva.

 

TOP 18^ Giornata

5. Umar Sadiq

L’attaccante nigeriano classe 1997 della Roma non fa rimpiangere (non che ci volesse molto, a dirla tutta) Edin Dzeko, riuscendo a segnare il secondo gol consecutivo ed andando vicinissimo al terzo con una gran azione personale. Punta di diamante delle giovanili capitoline dove finora ha messo a segno 14 gol in 10 partite.,er ora in prima squadra è a 2 gol in 4 partite (di cui solo una da titolare), Dzeko a 3 (con due rigori) in 15 partite, Walter tienitelo stretto..

zaza

4. Simone Zaza

Ultimo nella gerarchia dell’attacco juventino, primo nel rapporto minuti giocati/gol segnati: 63 minuti, praticamente 3 gol ogni 2 partite. Mezza Premier League lo segue (Marotta ha recentemente rifiutato 27 milioni dal Crystal Palace) facendo leva sul minutaggio scarso. Con tutte le ragioni del mondo, il compagno di Immobile nella coppia d’attacco “ignorante” (come si definirino in una delle prime conferenze stampa della nazionale di Conte) scalpita, chiedendo più spazio. Probabilmente resterà bianconero fino a giugno, la sua permanenza nella prossima stagione è legata direttamente a quella di Morata: senza cessione dello spagnolo difficilmente l’attaccante di Policoro continuerà la sua avventura sotto la mole.

3. Antonio Cassano

Molti lo consideravano ormai da Serie B (Transfermrkt compreso, valutato 800.000€) : sovrappeso, lento e stanco. Montella no. Lo rilancia al posto di Muriel (che di chili in più ne sa qualcosa pure lui) e una volta ritrovati i 90 minuti nelle gambe, fa intravedere il Fantantonio che tutti conosciamo. Il derby della lanterna è nuovamente suo: suoi i tre assist che regalano ai blucerchiati la partita più importante della stagione.

ilic

2. Josip Ilicic

L’antitesi di quello visto a Firenze la prima stagione: un giocatore fermo, svogliato ed egoista (alla Balotelli, per interderci..), ormai catalogato come un flop. Prima Montella nel finale della scorsa stagione, Sousa poi in questa, han saputo rilanciare lo sloveno, facendogli ritrovare forma e motivazioni nei primi anni palermitani. Pressa, si inserisce, segna che è un piacere: con 5 gol nelle ultime 4 partite si è portato a 9 gol in campionato, al pari di Dybala ed ad una sola signatura dal compagno Kalinic. I due gol di Palermo sono gemme di rara bellezza, riuscisse a ripetere il girone d’andata la valutazione raddoppierebbe andando a toccare i 30 milioni, non male dato che ADV lo pagò poco meno di 10.

Napoli's Slovak forward Marek Hamsik (2ndR) celebrates with teammates after scoring during the Italian Serie A football match SSC Napoli vs Torino FC on January 6, 2016 at the San Paolo stadium in Naples. AFP PHOTO / CARLO HERMANN / AFP / CARLO HERMANN        (Photo credit should read CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)

1. Lorenzo Insigne

Come Higuain non smette più di stupire: se le due reti messe a segno dal numero 72 fiorentino sono due gemme, quella realizzata ieri dal folletto di Frattamaggiore è un diamante. Ne ha regalate parecchie in queste 18 giornate, lui ed il Pipita sembra giochino insieme da anni ed anni, si trovano ad occhi chiusi. Unico vero fuoriclasse italiano, con Verratti, su cui Conte deve giocarsi tutto per portare a casa Euro 2016.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *