Top e Flop 19^ Giornata: Napoli campione d’inverno, au revoir Rudi!

Termina il girone d’andata e termina l’avventura di Rudi Garcia sulla panchina della Roma, che paga caro il pareggio all’Olimpico contro il Milan di Mihajlovic, altro coach sempre in bilico. Gli anticipi di sabato di concludono con la vittoria casalinga del Carpi sull’Udinese, con la Lazio che espugna il Franchi 3 a 1 e con la sovracitata Roma-Milan. Domenica all’insegna del segno 2: l’Inter perde in casa col Sassuolo, il Genoa vince a Bergamo, il Chievo a Bologna, l’Empoli a Torino, il Palermo a Verona, il Napoli in Cociaria, la Juventus a Genova nel match serale.

 

FLOP 19^ GIORNATA

 

5. Fiorentina

Sconfitta che costa cara: la Juventus, vincente a Genova contro la Sampdoria, le ruba il secondo posto. Błaszczykowski deve ancora recuperare, e Mati Fernandez ha perso confidenza col campo. La speranza è che il calo sia solo fisico.

 

4. Attacco Torino

Belotti e Martinez non centrano la porta neanche per sbaglio, quando (per carità divina) riescono a farlo, ci pensa uno Skorupski in versione superman a fermarli. Senza Quagliarella l’attacco granata perde gran parte del suo peso, il ritorno di Immobile sarebbe un toccasana.

 

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3. Giampaolo Pazzini

Il gemello del gol blucerchiato è ormai un lontano ricordo, l’attaccante scuola Atalanta, fresco di quinquennale con gli scaligeri, non solo non ha ancora rimpiazzato Toni (solo un gol, tre per l’ex Bayern), ma non ha mai convinto. Il declino dell’Hellas non è sufficiente a spiegare il calo di un attaccante come lui, ci si aspetta molto di più.

 

2. Mattia Destro

Stesso discorso fatto per il Pazzo: vale molto di più del suo rendimento attuale. Il rigore sbagliato a Verona contro il Chievo è l’ennesima dimostrazione del momento no del numero 10 di Donadoni, che ormai dura da un anno: ultimi fasti i primi sei mesi della stagione 2014-15, prima del trasferimento al Milan. Il Bologna sembra aver iniziato a girare anche senza i suoi gol, il girone di ritorno probabilmente definirà al sua conferma in rossoblu.

 

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1. Rudi Garcia

Epitaffio del tecnico ex Lille, che viene esonerato dopo il pareggio casalingo col Milan di Mihajlovic (in bilico pure lui). Paragonando obiettivi, risultati, spese e gioco espresso coi rossoneri pare difficile spiegare il perché dell’esonero del francese, e non del serbo. Quinto posto giallorosso, ottavo rossonero, con spese alte sia per Sabatini che per Galliani. Pallotta avrebbe cacciato Garcia già da Maggio, ma il secondo posto acciuffato all’ultima giornata ha rimandato tutto ad oggi, causando solo sei mesi di inutili tensioni e di ricerche spasmodiche del sostituto (Spalletti l’unico all’altezza). Considerando il contratto fino al 2018 a 2.5 milioni a stagione e la mancanza di alternative valide, le tensioni tra presidenza e dirigenza-allenatore devono aver raggiunto livelli inimmaginabili dopo il botta e risposta tra il tecnico e Pallotta dopo il pareggio contro il Milan. In serata, massimo domani in giornata, verrà ufficializzato il sostituto, a cui spetta l’arduo compito di riportare i giallorossi in corsa per lo scudetto.

 

 

TOP 19^ GIORNATA

Genova, 27/09/2015 Serie A/Genoa-Milan Leonardo Pavoletti

5. Leonardo Pavoletti

Il bomber ex Sassuolo, dopo i sei gol in dieci partite nel girone di ritorno della passata stagione, con la rete a Bergamo contro l’Atalanta raggiunge quota 8 in 14 partite in questa stagione. Con Laxalt e Rincon rappresenta i punti fermi dell’undici di Gasperini, che si affida a loro per scappare dalla lotta retrocessione.

4. I Portieri

L’ultima giornata del girone d’andata è all’insegna delle grandi prestazioni dei portieri: Consigli e Handanovic in Inter – Sassuolo compiono nell’insieme una decina di interventi decisivi; Skorupski annichilisce l’attacco granata e Sorrentino abbassa la saracinesca ai gialloblu veronesi. Prestazioni particolarmente importanti in ottica fantacalcio, Consigli su tutti si afferma il miglior portiere di giornata (dopo esser entrato nei flop la scorsa giornata).

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3. Empoli

Ad inizio stagione, al momento del cambio Sarri-Giampaolo in panchina, chi avrebbe immaginato un Empoli al settimo posto, a soli quattro punti dalla zona Europa League? Probabilmente solo qualche pazzo visionario, dato gli ultimi trascorsi a Cesena (datato 2011), Brescia (2013, dimissionario a fine settembre dopo poche partite) e Cremonese (ottavo posto in lega pro) dell’allenatore nato a Bellinzona. Invece a quanto pare la dirigenza toscana ci ha visto fin troppo bene, gioco e valorizzazione dei giovani sono ancora i punti di forza di una squadra che, una volta fatto partire Sarri in direzione Napoli, sembrava privata della sua guida. Oltre ai giovani Zielinski, Saponara, Paredes, Mario Rui e Buchel, Maccarone si conferma trascinatore dei toscani, con gol (quello al Torino è l’ottavo stagionale) e assist che non si vedevano dai tempi di Siena.

2. Massimiliano Allegri

Dopo la sconfitta col Sassuolo per 1-0 a zero, molti lo davano per finito, non capitan Buffon. Servivano nove vittorie per riportarsi in zona Champions League, e nove vittorie sono arrivate. Secondo posto a pari merito con l’Inter, e primato distante solo due punti. Con i ritorni a metà campo di Marchisio e Khedira, l’esplosione di Dybala ed il risveglio di Mandzukic, Allegri ha ritrovato la quadra della passata stagione: gioco rapido e attacco prolifico. Unica pecca la mancata qualificazione agli ottavi di Champions League come prima del girone, che ha portato all’estrazione della prima classificata del gruppo F: il Bayern Monaco. Ripetere la stagione passata sarà molto complicato per il coach ex Milan e Cagliari: sconfiggere i bavaresi e superare questo Napoli appare più intricato degli ostacoli incontrati la stagione passata.

Gonzalo Higuain

1. Napoli

Articoli, periodi, frasi e parole ne sono già state spese in abbondanza per il Napoli di Sarri: gioco piacevole, rapido ed efficace. Nei top della scorsa giornata ho citato Insigne, in questa vorrei citare il Napoli, che conclude il girone d’andata più che meritatamente al primo posto. Napoli campione d’inverno non si vedeva dai tempi di Maradona, argentino che segnava, faceva segnare e faceva vincere. Tre caratteristiche che appartengono anche all’attuale puntero azzurro, Gonzalo Higuain. Lui gira la boa con 18 gol segnati, in prospettiva, a fine campionato, sono 36 (il record assoluto è di Nordahl, 35 gol nella stagione 1949-50). Sarri ha saputo portare umiltà e cultura del lavoro a Napoli, ideali che Benitez non è mai stato in grado di integrare nella mentalità degli azzurri. A conferma dell’importanza del lavoro svolto dall’allenatore ex Empoli è il mercato scarno tenuto da Giuntoli in Estate: Allan, Chiriches, Hysaj e Reina sono “solo” ottime integrazioni in una alla rosa già ampiamente competitiva. Con Gabbiadini capace di certi gol (il quinto gol al Frosinone di difficoltà altissima) e comunque ai margini non per suoi demeriti, gli azzurri sono, per la prima volta nella gestione De Laurentiis, veramente in corsa per il titolo.

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