B ready, per essere pronti alla 22^ giornata: comincia il ritorno, ripartendo da dove si è arrivati, pensando a come ci si è arrivati, nel confronto con come si era partiti un girone fa, con nuove rose, un mister all’esordio e subito il big match più atteso

Si riparte! Da questo week end, ufficialmente, prende il via il girone di ritorno di un altro appassionante ed equilibrato campionato di Serie B. Quasi un nuovo torneo, alla moda sudamericana, visti i nuovi assetti di partenza, peraltro non ancora completi, delle squadre al via. Una giornata, che si dipanerà in 4 giorni (un anticipo al venerdì alle 20.30, 7 partite sabato alle 15, un posticipo domenica alle 17.30 e 2 ulteriori posticipi al lunedì alle 20.30) per vedere cosa è rimasto dopo la pausa di quello che di buono, o di gramo, si era visto nelle ultime fasi del girone d’andata, per testare le nuove rose e vedere all’opera anche il nuovo tecnico, figlio dell’ennesimo cambio stagionale. E per capire se il torneo proseguirà sulla falsariga segnata dal girone d’andata, o qualcosa cambierà. Partendo subito col botto.

SI APRE SUBITO CON LO SCONTRO AL VERTICE – Incontro clou della giornata è, senza ombra di dubbio, uno dei due posticipi di lunedì, ovvero il super scontro al vertice tra le prime due della classe, da disputarsi in casa del Crotone. Sembrano passati anni luce dalla partita dell’andata, ma, soprattutto, dal suo risultato: allora finì con un secco e inequivocabile 4-0 per il Cagliari, che sembrò un risultato più che preventivatile, visto che i sardi erano la super corazzata che voleva tornare subito in A e i calabresi un’onesta formazione che voleva raggiungere l’ennesima salvezza il più tranquillamente possibile. Vedendo quel risultato sembra quasi impossibile che, da allora, le due squadre abbiano dominato il campionato con un esaltante testa a testa fatto di sorpassi e controsorpassi e l’inserimento, di volta in volta, di nuovi comprimari, praticamente mai in grado di scalzarle dalle prime due posizioni, fino all’epilogo dell’ultima giornata che ha sancito la “predominanza” del Cagliari, Campione d’Inverno per un solo punto. Ancor più impossibile sembra che, ad oggi, la partita sia da considerarsi equilibratissima ed aperta a qualsiasi risultato, con la quasi certezza di vedere un bell’incontro tra due squadre che fanno (quasi sempre) del bel gioco una delle loro prerogative. Modo migliore di riprendere il campionato non poteva esserci.

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PESCARA CERCA VENDETTA COL LIVORNO – Per quel che riguarda le più dirette inseguitrici, che hanno tutto l’interesse di sfruttare lo scontro diretto là davanti per ridurre il gap che ha creato la prima spaccatura di questo campionato (7 punti), anche in questo caso, le partite interessanti non mancano. Il Novara, ad esempio, è impegnato sabato pomeriggio a Latina. I piemontesi vogliono riprendere a correre all’inseguimento delle due battistrada, dimenticando l’ultima giornata, in cui, la sconfitta pesante a Modena, ha contribuito a creare il gap con le due di testa. Di fronte un Latina in stato confusionale, reduce dalla sconfitta interna col Pescara che ha portato la squadra in piena zona play out, ma, soprattutto, dal caos delle ultime settimane, in cui l’esonero di Somma sembrava cosa fatta, con l’allenatore che sanciva, in questo modo, anche la fine della propria carriera, salvo poi assistere al passo indietro della società con il tecnico pontino che tornava a dirigere gli allenamenti. All’andata finì 1-1, con il Novara che toglieva il primo punto di penalità e riprendeva confidenza con la B dopo la promozione e il Latina che sperava di dimenticare la stagione difficile dell’anno prima, in mano al tecnico Iuliano. Il Pescara, sempre sabato, invece, riceve il Livorno. Gli uomini di Oddo vogliono proseguire sul trend positivo delle ultime giornate dell’andata, che ha portato gli abruzzesi al quarto posto, ad un solo punto dal Novara, grazie anche alla vittoria di Latina, appunto, dell’ultima giornata. Ma, soprattutto vogliono vendicare l’andata, quando un secco 4-0 dei padroni di casa dipinse un quadro che, anche in questo caso, in questo momento sembra incredibile e diametralmente opposta all’attualità: il Livorno si avviava a inanellare una serie di vittorie consecutive che la incoronava assoluta regina dell’inizio di stagione, facendo apparire la squadra, al tempo agli ordini di Panucci, una corazzata invincibile; il Pescara appariva come una squadra del tutto impreparata, mal costruita, carente sotto molti punti di vista, primo fra tutti il carattere, e rendeva la posizione di Oddo, fin da subito, molto instabile. Ora, invece, i biancazzurri viaggiano nelle zone alte, mentre gli amaranto, che, nel frattempo hanno cambiato tecnico, passando a Mutti, senza trarne un reale beneficio, si stanno pericolosamente avvicinano alle zone basse della classifica. All’ultima giornata di andata del scorso campionato, in questo stesso stadio, finì 2-1 per gli ospiti.

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L’ANTICIPO, TEST PER CAMPLONE – Tutto ricomincia venerdì sera alle 20.30, con l’anticipo, al Picco, tra Spezia e Bari. La partita rappresenta un bel test per due squadre in un periodo poco chiaro della propria stagione: lo Spezia sembrava aver ritrovato, con Di Carlo, lo spirito per sferrare nuovamente l’attacco ai play off, salvo incappare in due giornate in cui, affrontando squadre di bassa classifica, ha portato a casa un solo punto, dopo il pareggio col Como e la sconfitta, pesante, di Ascoli all’ultima giornata, che hanno mostrato notevoli passi indietro sulla tabella di marcia; il Bari, dopo aver veleggiato alla caccia delle primissime posizioni è entrato in un ciclo involutivo che ne ha decretato la discesa fino al 6° posto e, dopo la sconfitta di Trapani, anche il cambio di allenatore, con la cacciata di Nicola e l’arrivo di Camplone, per cui la partita del Picco sarà il passo d’esordio. All’andata, quando sulle panchine sedevano tutt’altri tecnici, Nicola, appunto, da una parte, e Bjelica dall’altra, e le due squadre arrivavano con il credito di favorite per la lotta d’alta classifica, viste le rose allestite, fu una partita pirotecnica, chiusa con un 4-3, con gli spezzini capaci di ribaltare il 2-0 iniziale, trovandosi sul 3-2 ad inizio secondo tempo e con un uomo in più, e i galletti in grado di controribaltare l’incontro, segnando 2 gol in inferiorità numerica. Sembravano le premesse per una buona stagione da parte di entrambe che, invece, per quel che riguarda lo Spezia, si interruppe presto, visto che a 7 risultati utili consecutivi che fecero sfiorare la vetta agli aquilotti seguì un periodo nero di sconfitte che culminò con l’esonero di Bjelica. La partita di venerdì sarà anche l’occasione per vedere i risultati del processo di ricostruzione della squadra operato da Di Carlo, impegnato a “decroatizzare” una squadra costruita troppo ad immagine dell’ex tecnico, ma anche rivelatasi estremamente fragile e mediocre. Sono 10 gli incontri giocati nella storia, al Picco, tra spezia e Bari, tra B e Coppa Italia, a partire dal 29/30, con 2 imposizioni degli ospiti, 3 pareggi e 5 vittorie dei padroni di casa, ultima delle quali proprio all’ultima giornata dello scorso campionato, per 1-0.

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LA LOTTA PER I PLAY OFF SI INCROCIA CON QUELLA PER LA SALVEZZA – Due incontri di sabato vedono un interessante incrocio tra la zona play off e quella salvezza. Il più interessante e suggestivo è senza dubbio il derby campano, al Partenio, tra Avellino e Salernitana, che accese anche la prima giornata d’andata, quando entrambe le squadre giungevano al via del campionato con i favori del pronostico per l’importante mercato estivo che avevano portato avanti. L’incontro aveva dato una sentenza netta, che aveva, sicuramente, illuso i tifosi dei padroni di casa, che avevano assistito ad un 3-1 meritato, con un Gabionetta assoluto mattatore dell’incontro, convinti di aver di fronte una squadra che poteva essere tra le protagoniste del torneo. E, invece, così non è stato, perché, quasi fin da subito, i granata hanno cominciato a disputare una stagione molto al di sotto delle aspettative, con risultati deludenti e pochi punti incamerati, come dimostra anche il risultato dell’ultima giornata, la sconfitta col Como ultimo in classifica, che hanno portato la squadra campana a lottare per le zone basse della classifica e Torrente, il suo allenatore, ad essere più volte vicino all’esonero. In modo non più esaltante sono andate le cose per gli irpini, che hanno viaggiato per tutto il resto della stagione tra alti e bassi da montagne russe, arrivando a ridosso della zona play off, per poi sprofondare improvvisamente ad un passo dalla zona retrocessione. Tutto questo fino all’ultimo periodo dell’andata, quando, con un filotto di 5 vittorie consecutive, i lupi sono balzati, nuovamente, in piena zona play off. Da una rivincita nel derby, pur con un Trotta in meno, ma un Castaldo in più, rispetto all’andata, potrebbe arrivare nuovo slancio per proseguire la corsa in zona spareggi. Sempre sabato pomeriggio, invece, a Como, è di scena il match tra i padroni di casa e il Perugia. L’andata fu profetica per la stagione, soprattutto per i lariani: un 2-0 secco per i grifoni che anticipò le tribolazioni che avrebbero accompagnato la neopromossa per tutto il corso dell’andata. Quella dei lombardi, infatti, è stata una corsa col freno a mano tirato, sempre nelle ultime posizioni della classifica, con un ultimo posto che, una volta raggiunto non è stato più abbandonato, raggiungendo, talvolta, anche distacchi preoccupanti da chi la sopravanzava. Percorso che è toccato la panchina a Sabatini, sostituito, in corsa, da Festa. A dare una sveglia al popolo comasco proprio le ultime due giornate, in cui i lariani hanno incamerato 4 punti, grazie anche alla vittoria con la Salernitana alla 21^, che ha portato a ridurre il gap con il penultimo posto e, addirittura, con la zona play out, che ora non sembra più così irraggiungibile. Da qui vogliono, e devono, ripartire gli azzurri per cercare, fin da subito, la rimonta. Gli uomini di Bisoli, invece, da allora hanno cominciato un campionato strano, con un andamento altalenante e poca continuità, che li ha portati ad entrare e uscire dalla zona play off. L’andata è finita in trend positivo, tanto che gli umbri sono ad un solo punto dalla zona spareggi e con un incontro in meno, dato che sono andati in ferie prima degli altri, non avendo disputato l’ultima per la nebbia (partita che sarà recuperata il 19).

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GLI ALTRI POSTICIPI – Assolutamente da non sottovalutare neppure il posticipo domenicale, che vede un interessante scontro play off tra due squadre separate da 4 punti, il Brescia, padrone di casa, a 35 e il Cesena a 31. Anche in questo caso, l’andata portò ad un risultato che poteva apparire scontato e profetico di un andamento stagionale che, invece, almeno in parte, è stato disatteso: i romagnoli si imposero con un netto 2-0. Gli uomini di Drago, che arrivavano da fresca retrocessa dalla A, con voglia di ritornare il prima possibile, hanno effettivamente compiuto un percorso d’alta classifica, che li ha portati a lottare anche per le primissime posizioni, salvo incappare in una leggera flessione nell’ultimo periodo, culminata nella sconfitta interna con l’Avellino alla 21^, che ha portato ad una lenta discesa in classifica, fino al limite della zona importante. Le rondinelle, invece, che erano una squadra ripescata all’ultimo momento dalla Lega Pro e che sembrava, quindi, destinata a pagare il dazio di un mercato fatto all’ultimo momento, in sordina hanno cominciato, dopo quella sconfitta, un campionato fatto di un lavoro che, mentre tutti erano concentrati sulle grandi favorite del torneo, li ha portati, pian piano a raggiungere la zona play off, fino a diventarne una salda occupante. All’ultima giornata è arrivato il pareggio interno con la Ternana. Un bel match interessante che se si fosse giocato con gli umori di qualche settimana fa, avrebbe avuto, probabilmente un risultato scontato. Resta quindi da capire quali ripercussioni può avere avuto il tempo concesso ai bianconeri per riordinare le idee. Nell’altro posticipo del lunedì, invece, si affrontano le ultime due ripescate in ordine di tempo, l’Entella e l’Ascoli, che quella prima giornata, proprio per il suddetto motivo, non la giocarono con gli altri, ma solo qualche giorno dopo, per consentire loro di completare al meglio il mercato di riparazione. Allora vinse l’Ascoli 1-0, che, infatti delle due fu quella che sembrò partire meglio. Poi, col tempo, le tendenze si sono invertite, con l’Ascoli che ha cominciato un lento percorso involutivo, scendendo in classifica fino a lottare per la salvezza e a vedere l’esonero di mister Petrone a favore di Mangia, e l’Entella che, invece, ha assestato il timone della sua barca ed ha cominciato un lento processo di risalita, caratterizzato anche da un lungo periodo di impenetrabilità della porta, che l’ha portata a lottare anche per la zona play off. Diverso anche l’umore dell’ultima giornata: sconfitta interna per i chiavaresi col Crotone, con la zona spareggi che si allontana a 3 punti; vittoria sonante, 3-0, dei bianconeri con lo Spezia, seconda consecutiva, che ha portato i marchigiani addirittura ad uscire, dopo tanto tempo dalla zona calda. Da cosa prevarrà tra la voglia di riscatto e quella di continuità, uscirà il risultato di questo incontro.

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LE ALTRE PARTITE – Tra le altre partite del sabato, la Ternana ospita il Trapani. All’andata fu un secco 3-0 dei siciliani sulle fere. Campionato non esaltante fin qui quello dei rossoverdi, che hanno sempre gravitato tra la metà classifica e la zona salvezza, con anche un cambio di allenatore, con la cacciata di Toscano e l’arrivo di Breda. Ora la squadra occupa la metà classifica, anche grazie al positivo pareggio di Brescia dell’ultima giornata. I siciliani, invece, arrivano dall’esaltare vittoria interna col Bari che rappresenta l’ennesima dimostrazione di un campionato incostante, fatto di saliscendi, che a più riprese ha portato gli uomini di Cosmi tanto vicino alla zona play out, che a ridosso di quella promozione, dove si trova attualmente, a 3 punti dai play off. Nello steso stadio, la scorsa stagione, alla 10^, finì 2-1 per gli ospiti. A Vicenza, invece, è di scena l’incontro tra i padroni di casa e il Modena. All’andata finì 1-0 per gli ospiti veneti, che preventivava un campionato difficile per gli emiliani e uno da protagonisti, sulla falsariga del precedente, per i biancorossi. Gli uomini di Crespo hanno “rispettato” le aspettative, disputando un campionato in tono minore, con tante difficoltà e una classifica deficitaria, che, però, ha trovato una buona sferzata nei risultati dell’ultimo periodo, come l’inaspettato secco 3-0 al Novara, che ha riportato i canarini a metà classifica dopo tante settimane in zona play out. Quelli di Marino, invece lo hanno fatto solo in parte, disputando una buona prima parte, che li ha portati a lottare anche per la zona play off, e una disastrosa seconda, con una lunga fila di risultati negativi che, sommati all’ultima partita non giocata, nella nebbia di Perugia, ha portato i biancorossi a entrare in piena zona play out. Con l’arrivo di Ebagua e il ritorno di Moretti, Marino spera di ritrovare la spinta per ricominciare la risalita. Nell’ultima partita giocata al Menti, all’11^ dello scorso torneo, finì 2-0 per gli ospiti. Infine, a Lanciano, i rossoneri aspettano la Pro Vercelli. Un girone fa vinsero i piemontesi 2-1. Quello fu l’inizio di un campionato di pochi alti e molti bassi per gli uomini di Scazzola, che, infatti, dopo qualche giornata venne esonerato a favore di Foscarini, che, fin qui, solo in parte ha raddrizzato il timone, come dimostra lo 0-3 col Cagliari all’ultima giornata che porta la squadra a stazionare a metà classifica. Per gli abruzzesi, invece, fu l’inizio di un piccolo calvario, fatto di risultati negativi, che hanno portato la squadra a stazionare negli ultimi posti della classifica a cui, negli ultimi tempi, si sono aggiunti preoccupanti scricchiolii dal punto di vista economico, che hanno portato anche ad una piccola smobilitazione della squadra nell’ultimo mercato. All’11^ giornata dello scorso campionato, finì 2-0 per i rossoneri.

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