Roma – H. Verona (1-1): All’Olimpico cambia il tecnico ma non il risultato, terzo di fila e pareggite diagnosticata

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ROMA – Il ritorno in giallorosso di Luciano Spalletti ha fatto salire l’entusiasmo nella Capitale. Il tecnico toscano è approdato a Fiumicino lo scorso giovedì, dopo aver incontrato a Miami Baldissoni per sostituire Rudi Garcia. Un au revoir per il francese, sollevato dall’incarico in seguito al pareggio (ed ennesima prestazione sottotono) rimediato contro un Milan per nulla irresistibile. Per Spalletti è il ritorno sulla panchina della Roma, allenata da lui per quattro anni (dal 2005 al 2009) e con la quale ha vissuto momenti di gioia oltre ad alzare qualche trofeo (Coppa Italia e Supercoppa Italiana) che quest’anno è sfumato troppo presto. Ma il tecnico non fa molti giri di parole nella sua prima intervista e va dritto al concreto, puntando alla vittoria già da questa domenica in casa davanti ad un Olimpico che “ruggisce”. Il Verona è a pezzi e fatica  a dare una scossa al suo campionato, nelle ultime due gare (perse) ha subito quattro reti e staziona ultimo a soli 8 punti, senza contare l’assenza di vittorie nelle diciannove gare di A. Allo scadere del primo tempo Nainggolan regala con un preciso rasoterra il vantaggio casalingo, che nella ripresa è gelato dal rigore (dubbio) trasformato da Pazzini al 61’. Deludente ancora una volta la prestazione e come detto da Spalletti alla vigilia non ci sono alibi. Vedremo.

PRIMO TEMPO SBLOCCATO ALLA FINE – La Roma cambia modulo e parte con un 4-2-3-1, Pjanic al fianco di De Rossi mentre Nainggolan è alle spalle di Dzeko con Florenzi e Salah sugli esterni. Il Verona si affida in attacco a Wszolek, Rebic e Pazzini che ha rimpiazzato l’indisponibile Toni. Al 5’ prima fiammata giallorossa con Salah e il suo cross respinto dalla difesa. Passano due minuti ed è bravo Castan in scivolata a stroncare un contropiede degli ospiti senza concedere l’angolo. Al 8’ Nainggolan conclude ma il tiro è sbilenco e va ampiamente a lato. La Roma parte leggermente ammassata davanti alla difesa, i giocatori devono adattarsi alle nuove disposizioni tecniche, infatti ne beneficia il Verona che scende senza troppa opposizione sul settore di destra con Sala e Wszolek, quest’ultimo al 18’ impegna sul primo palo Szczezny. Al 23’ Dzeko è lanciato bene a rete ma si allunga la sfera e favorisce l’intervento di Gollini. La Roma appare timorosa, il gioco è lento con poca sicurezza negli scambi semplici. Il Verona, seppur schiacciato dal possesso romanista, riesce a contrastare l’avversario ed essere più reattivo. La punizione di Digne al 35’ finisce a un metro dal palo sinistro. Al 41’ arriva il vantaggio dei padroni di casa: si proiettano sulla destra con un buon fraseggio nel raggio di 20 metri, cross in area per Dzeko che colpisce il palo, sugli sviluppi dell’azione un Nainggolan rapace ringrazia il retropassaggio di tacco di De Rossi e deposita con un preciso rasoterra l’1-0. Un Salah impalpabile nel dribbling sbaglia il colpo di testa per chiudere il primo tempo sul 2-0 al 44’ e dulcis in fundo la meta di Dzeko su assist dell’egiziano manda tutti negli spogliatoi.

ddrRIPRESA DAL COPIONE GIA’ VISTO – Del Neri opta per una doppia sostituzione: in campo Hallfredsson e il giovane Fares per Bianchetti ed Emanuelson (Sala è spostato in difesa). Iniziativa degli ospiti al 48’ con Wszolek che all’altezza del dischetto si fa respingere a mano aperta il tiro da Szczezny. Giallorossi in bambola coerenti con i precedenti inizi di ripresa, faticano ad uscire abilmente dal centrocampo. Doppio legno suonato dalle compagini in cinque minuti prima da parte dei gialloblu con Rebic al 50’ che colpisce con un diagonale il palo interno a portiere ormai battuto, risponde al 55’ Salah con un gran tiro di sinistro al volo smorzato in tuffo da Gollini. Al 58’ l’ultimo sussulto di Salah è una galoppata (partendo in fuorigioco) riuscita solo fino al momento di finalizzare, quando perde lucidità con palla annessa. Si allungano i reparti, il Verona prova a lanciare il più in forma Rebic, che si fa parare in uscita da Szczezny e nell’azione successiva furbescamente guadagna il rigore per fallo in area di Castan: minuto 61 e Pazzini pareggia i conti dal dischetto colpendo prima la traversa interna. Partono i cambi, Rudiger sostituisce Castan al 66’ mentre al 72’ entrano Gomez per Wszolek nel Verona e Falque per rigenerare la spinta sulle fasce al posto di Torosidis (Florenzi arretra in difesa) nella Roma. Ma pur aumentando i giri nelle gambe la stella (eclissata) con la luna storta (non solo) è stata Dzeko che ha mancato in due ghiotte occasioni l’appuntamento con il gol; al 76’ centra lo stop in corsa ma si divora sparando in tribuna mentre in pieno recupero al 93’ l’ultima opportunità la sciupa come nel primo tempo, stavolta di testa e di qualche metro più in basso ma comunque lontano dalle giocate a cui ci aveva abituato ad inizio stagione. Bisogna giustamente dare tempo per vedere a frutto il lavoro di Spalletti con la squadra che oggi ha dato i sintomi della pareggite (terzo nelle ultime tre gare) ed una prestazione buona solo a tratti. La prossima è contro la Juventus che viaggia a suon di gol per togliere terreno di fuga al Napoli. Work in progress.

ROMA – HELLAS VERONA 1-1 (1-0)

Roma (4-2-3-1): Szczezny 6.5; Torosidis 6 (73’ Falque 6), Manolas 6, Castan 5.5 (66’ Rudiger 5.5), Digne 6.5; De Rossi 6, Nainggolan 7; Pjanic 5, Florenzi 6.5, Salah 5; Dzeko 5.5. All. Spalletti

Hellas Verona (3-4-3): Gollini 6.5; Bianchetti 5.5 (45’ Hallfredsson 5.5), Moras 6, Helander 6; Sala 6.5, Greco 6, Ionita 6, Emanuelson 5.5 (45’ Fares 6); Wszolek 6 (72′ Gomez), Rebic 6.5, Pazzini 6.5. All. Del Neri

Marcatori: 41’ Nainggolan (R), 61’ Pazzini rig. (V)

Ammoniti: 67’ Sala (V), 74’ Greco (V)

MIGLIORE IN CAMPO SPORTMAIN: Nainggolan 7 – oggi ha giocato in un ruolo non abituale, fungendo da finto trequartista e rubapalloni allo stesso tempo. Bravo a seguire come sempre l’azione nel gol del pareggio per i suoi, nella ripresa ha spaziato di più andando a tamponare anche sulle corsie laterali. Ha svolto un lavoro importante, considerando la nullità di Pjanic in cabina di regia.

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