A tutta B: la partenza col botto e il risveglio delle ultime; lo scioglilingua vicentino e i figli d’arte sincronizzati; la nuova X di Camplone, le tante storie del Derby e gli amici pericolosi

Foto LaPresse - Valerio Andreani 21 11 2015 Chiavari - Italia Sport Calcio Virtus Entella vs Lanciano Campionato di Calcio Serie B 2015/2016 ConTe.it - Stadio Comunale Chiavari Nella foto: francesco caputo esulta dopo il gol del 1-1 Photo LaPresse - Valerio Andreani 21 11 2015 Chiavari - Italy Sport Soccer Virtus Entella vs Lanciano Italian Football Championship League B 2015/2016 ConTe.it - Comunale Chiavari Stadium In the pic: francesco caputo esulta dopo il gol del 1-1

PARTENZA COL BOTTO – Si riparte! Con la prima giornata del girone di ritorno il campionato di B riprende ufficialmente il via dopo la pausa invernale e lo fa col botto. Subito in programma, infatti, il super scontro diretto tra le due prime della classe, quello che all’andata sembrò un normalissimo scontro tra la superfavorita e una squadra che avrebbe lottato per salvarsi, terminato nel modo che, allora, sembrava più scontato. Stavolta ad avere la meglio è stata l’allora “squadra che lottava per salvarsi”, che, invece, da lì partì per un campionato, fin qui, spettacolare, confermato e impreziosito dal 3-1 di lunedì ai danni della “superfavorita”, che tale la resta ancora, ma con qualche certezza in meno di fare proprio il torneo a man basse. Intanto, con questo risultato, c’è una nuova capolista, visto che la vittoria consente al Crotone di scavalcare proprio i diretti avversari, salendo a 48 punti e lasciando i sardi al secondo posto a 46. Si riducono, così, anche le distanze dal 3° posto, 7 fino all’ultima giornata del ritorno, 6 ora, visto che anche il Pescara si prende la sua rivincita sul Livorno, dopo lo 0-4 dell’andata, e, col 2-1 casalingo, balza a 40 punti, scavalcando il Novara, che perde a Latina e resta fermo a 38, scivolando al 4° posto, raggiunto anche dal Brescia, che, invece, vince lo scontro diretto con il Cesena. Sesto posto occupato, stabilmente, a 36 punti, dal Bari, che riparte, con l’esordio di Camplone in panchina, con uno 0-0 al Picco di La Spezia, ma che vede avvicinarsi l’Avellino che, con la vittoria nel derby campano con la Salernitana, sale a 34 e fortifica la propria posizione al 7° posto, mettendo 3 punti tra sé e l’8° occupato dalla coppia formata dal Cesena, che, come detto, esce con le ossa rotte dal Rigamonti di Brescia, e l’Entella, che, invece, balza nuovamente avanti grazie alla vittoria netta sull’Ascoli nel secondo posticipo di lunedì. Fallisce l’aggancio alla zona play off il Perugia che, non solo perde a Como nella prima del girone di ritorno, ma perde anche il recupero del match casalingo dell’ultima dell’andata con il Vicenza, giocata ieri, restando fermo a 30 punti. Fallito aggancio anche per il Trapani, che, con la sconfitta di Terni, resta a 29.

IL RISVEGLIO DELLE ULTIME – E grande ripartenza, ricca di sorprese, anche nel campionato delle squadre che occupano le zone più basse della classifica, che ha portato ad un ulteriore schiacciamento della graduatoria stessa. Ultimo è sempre il Como, ma grazie all’importantissima e imprevedibile vittoria sul Perugia, i lariani salgono a 17 punti, a soli 3 dal penultimo posto e a 6 da una zona play out che qualche settimana fa sembrava diventata irraggiungibile. Al penultimo posto, ora, c’è la Salernitana, rimasta, come detto, a 20 punti, dopo la sconfitta nel sentitissimo derby campano, che ne ha fatto proseguire la lenta discesa, scavalcata anche da Lanciano, che, con la vittoria casalinga con la Pro Vercelli, è balzata a 21 punti, avvicinandosi a soli 2 dalla zona play out. Zona spareggi che, attualmente, è occupata, in coabitazione, a 23 punti, da 2 squadre: l’Ascoli, che dopo il bel finale di andata, incappa nella pesante sconfitta di Chiavari, e il Livorno, la cui crisi sembra non aver fine ed esce sconfitto anche dal confronto col Pescara, proseguendo la sua discesa verso le zone più basse della classifica. Appena fuori dalla zona calda, per un punto, a 24, c’è un’altra coppia di squadre, la Pro Vercelli, uscita sconfitta, come detto, dal confronto col Lanciano, e il Modena, battuto dal Vicenza.

A VICENZA RAICEVIC C’E’ – Non tantissimi i gol della 22^ giornata, soprattutto per quel che ha riguardato i primi due giorni del turno, ma che, comunque, hanno determinato movimenti interessanti nella classifica marcatori. Capocannoniere, a 11 gol, è sempre Lapadula, che lascia i gol vittoria del suo Pescara ai compagni e resta a secco in questa giornata. Questo, però, consente agli inseguitori di avvicinarsi, visto che ora, a 10 gol, c’è una coppia: Budimir, che apre le marcature del big match tra Crotone e Cagliari, e Caputo (foto di copertina), che nei 4 gol rifilati dall’Entella all’Ascoli realizza una doppietta, nel giro di 7′. E se c’è un giocatore sul primo gradino e 2 sul secondo, la progressione prosegue in modo preciso, con 3 giocatori sul terzo, tutti a 9 gol: Geijo del Brescia e Vantaggiato del Livorno, che restano a secco e si vedono raggiungere da Raicevic, autore di una doppietta decisiva nella partita del Vicenza col Modena e a cui, quindi, è dedicata la vetrina di questa puntata. Filip Raicevic è un giovanissimo attaccante, nato a Podgorica, in Montenegro, il 2 luglio 1993. Ha cominciato la propria carriera calcistica in formazioni giovanili del proprio paese, l’FK Partizan fino al 2011, l’OFK Petrovac fino al 2013, prima di migrare in Belgio, nella stagione 13/14, nelle giovanili dell’RRFC Montegnée, squadra militante in quarta divisione belga. Da lì lo preleva la Lucchese, militante in Lega Pro, con cui mette insieme 36 presenze, segnando 6 gol. Questo attira le attenzioni delle squadre di serie superiori, ma la prima ad accaparrarselo è il Vicenza, che, all’inizio di questa stagione, gli fa firmare un triennale. Positivissimo l’inserimento del giocatore che, fin da subito, diventa una delle pedine preferite di Marino, che, fin qui, lo ha fatto scendere in campo 19 volte. Lui ha ripagato la fiducia diventando un importante terminale offensivo dell’attacco biancorosso e segnando, fino a sabato, 7 gol. Poi, nel corso dell’ultima giornata, l’exploit: entrato al 73′, al posto di Capitan Cinelli, all’ultima partita col Vicenza, con gli ospiti in vantaggio per 1-0, ci impiega solo 2′ per ristabilire la parità, gettandosi in spaccata sul pallone messo all’indietro da una caparbia azione di Sampirisi, giunto sulla linea di fondo ad un passo dalla porta; poi al 1′ di recupero completa il capolavoro, gettandosi ancora una volta su un cross dalla sinistra dello stesso Sampirisi e spingendo la palla in porta dopo che portiere e difensore avevano mancato la deviazione. Questo ha determinato il decisivo sorpasso che ha consegnato il match ai veneti, consentendo, se si somma anche la vittoria nel recupero di Perugia, di fare un bel balzo in avanti, cancellando l’ultimo periodo che aveva portato la squadra al limite della zona play out.

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FIGLI D’ARTE – A volte le vie del gol e le storie legate alle partite prendono strane strade e si sovrappongono in modi che sembrano costruiti ad arte. Sabato, ad esempio, si giocavano due partite importanti in chiave salvezza, in casa di due squadre che avevano bisogno di punti come l’aria, per non decretare il forfait con ancora mezza stagione da giocare. Una è il Como, ultimo in classifica, in cui gioca Simone Andrea Ganz, attaccante classe ’93, figlio del mitico Maurizio “El segna semper lu” di nerazzurra memoria, cecchino di Atalanta, Inter, appunto, e Milan, squadra nelle cui giovanili Simone Andrea ha cominciato a muove i passi nel mondo del calcio. Anche morfologicamente simile al padre, ha ereditato, sicuramente, da lui l’istinto per il gol. Brevi esperienze a Lumezzane e Barletta, prima di approdare al Como, dove è esploso, contribuendo alla promozione dello scorso anno e continuando a segnare anche in questa, 6 i gol segnati fino a sabato. L’altra è il Lanciano, penultima in classifica, in cui gioca Federico Di Francesco, figlio di Eusebio, colonna della Roma fine anni ’90, attuale tecnico del Sassuolo. Anche lui attaccante, è cresciuto calcisticamente nel Pescara, con una fugace apparizione al Gubbio e una stagione, la scorsa, alla Cremonese, da 5 gol in 27 apparizioni. Nessun gol per lui fino a sabato. Il programma dell’ultima giornata prevedeva Como-Perugia e Lanciano-Pro Vercelli. Due, importantissime, vittorie, entrambe per 1-0, che danno un nuovo senso al campionato delle due squadre, avvicinando le possibilità di salvezza che, fino a qualche settimana fa, sembravano un miraggio. I gol: a Como, al 35′, segna Ganz; a Lanciano, all’86’ segna di Francesco. Le azioni, pura fotocopia: cross dalla sinistra di un compagno e l’attaccante che svetta di testa da centro area mettendola imparabilmente alle spalle del portiere. Il calcio, a volte, stupisce.

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UN’ALTRA X PER CAMPLONE – Questa prima giornata del ritorno è stata anche l’inizio di una nuova avventura per un allenatore, frutto di uno dei tanti cambi stagionali, che non hanno scampato neppure la fine del girone d’andata, quando, la sconfitta di Trapani, la terza consecutiva, è costata la panchina del Bari a Davide Nicola. Al suo posto è stato chiamato Andrea Camplone, che conosciamo bene, perché è stato lontano da questa Serie B appena pochi mesi, avendo allenato, fino a giugno, il Perugia. Camplone è un ex difensore classe ’66, la cui carriera calcistica si è sviluppata, soprattutto nella sua città natale, Pescara, avendo cominciato dalla formazione giovanile biancazzurra ed essendo rimasto nel delfinato fino al 1992, giocando per 9 stagioni, di cui 2 anche in massima serie. Al raggiungimento di una nuova promozione in A, nel 91/92, lascia il Pescara per trasferirsi a Perugia, in C1, dove, nel giro di 4 stagioni, conquista la doppia promozione (meglio tripla, visto che una promozione in B viene annullata per illecito) che porta, nel ’96, il grifo nuovamente in A. Anche stavolta non sale in massima serie con i compagni, ma va per 2 stagioni ad Ancona e, quindi, a Gubbio, dove, nel 1999, appende definitivamente le scarpette al chiodo. Diventa allenatore nel 2002, cominciando dalla Promozione, per una stagione nel Penne e per una nell’Alba Adriatica, quindi nuovamente 2 stagioni al Penne, ma stavolta in Eccellenza. Nel 2006 la prima stagione su un panchina professionistica, il Lanciano, in C1, dove non trova l’appoggio della società che lo esonera a febbraio, salvo richiamarlo ad aprile, consentendogli di salvare la squadra. Nel 2007 arriva la chiamata più attesa, quella del Pescara, ma la stagione non comincia neppure, visto che per dissensi con la società ed una parte della tifoseria, lascia ancor prima di cominciare il campionato. Va quindi al Martina, dove, però, si dimette prima della fine del campionato. Nel 2008/09 è alla Cavese, in Lega Pro Prima Divisione, che conduce al 6° posto, mentre nella successiva subentra sulla panchina del Benevento ad dicembre, salvo venir esonerato ad aprile. Nel 2010/11 viene chiamato nuovamente dal Lanciano, in Lega Pro, che conduce all’8° posto. A novembre 2012 viene chiamato a subentrare sulla panchina del Perugia, che, preso a metà classifica in Lega Pro, conduce fino ai play off, dove perde in semifinale col Pisa. Non avendo centrato la promozione, a fine torneo viene sollevato dall’incarico, salvo essere richiamato all’inizio del successivo. La mossa si rivela azzeccata, visto che l’allenatore porta il Perugia alla promozione in B, vincendo anche la Supercoppa Lega Pro. Come ricordato, per tutto lo scorso torneo, tra alti e bassi, ha guidato la squadra fino alla qualificazione ai play off, dove è stato eliminato nel preliminare col “suo” Pescara. A questo punto il rapporto con gli umbri si è interrotto e Camplone è rimasto fermo fino alla chiamata per risollevare il campionato di un Bari che, raggiunta la zona play off e lottato anche per le zone alte della classifica, aveva subito in un’involuzione nell’ultimo periodo, culminato nelle 3 sconfitte consecutive, che l’aveva portata ai limiti della zona play off. In tutte le occasioni in cui il tecnico era subentrato ad un altro allenatore aveva sempre pareggiato. E non ha voluto essere da meno neppure stavolta: 0-0 nell’esordio al Picco, che, almeno, però, torna a muovere la classifica dei galletti.

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UN DERBY TANTE STORIE – Sabato è stato anche il giorno del ritorno di un match sentitissimo che, non fosse già stata una partita particolare per i fatti suoi, ha racchiuso anche altre piccole storie. Si parla, ovviamente, del derby Avellino-Salernitana, uno dei più caldi della Campania. L’incontro è sempre molto atteso dalle due tifoserie, tra cui esiste un’accesa rivalità. Sabato arrivavano due compagini con umori nettamente divergenti. I padroni di casa esaltati dal fatto di aver raggiunto la zona play off, grazie a ben 5 vittorie consecutive, gli ospiti un po’ demoralizzati dal pessimo campionato fin qui disputato, con la squadra latitante nelle ultime posizioni della classifica, in una crisi da cui sembra sempre più difficile uscire. All’andata finì 3-1 per la Salernitana, in quello che sembrava un trampolino per gli uomini di Torrente, dati tra i favoriti del campionato, dopo il sontuoso mercato estivo. In quella partita giocava, nelle file dei biancoverdi, Zito, che, invece, nel corso del mercato invernale è passato alla Salernitana e, come partita d’esordio, non poteva che trovarsi di fronte i suoi ex compagni. Oltre all’ira degli ex tifosi. In questa partita, invece, non doveva giocare Trotta, destinato a trasferirsi al Sassuolo, ma che Tesser ha convinto a scendere in campo, motivandolo ad essere uno dei protagonisti, foss’anche l’ultima partita che avesse giocato con i lupi. E lui lo è stato: al 73′ ha messo il piede sul rasoterra dalla sinistra di Insigne, deviando la palla in rete per il gol vittoria. Così gli irpini hanno portato a casa la sesta vittoria consecutiva, consolidando la propria posizione in zona play off. La Salernitana è scivolata al penultimo posto, scavalcata anche dal Lanciano e ora spera, con un nuovo sontuoso mercato, di trovare una via d’uscita dalla crisi. Intanto le statistiche aggiornate dicono che, tra Serie B, Serie C, Coppa Italia e Coppa Italia di C, Avellino e Salernitana si sono incontrate 42 volte (10 in serie cadetta), con 12 vittorie dell’Avellino (3), 16 pareggi (4) e 14 vittorie della Salernitana (3), 33 i gol segnati dai biancoverdi (7), 34 dai granata (8).

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AMICI PERICOLOSI – Un noto proverbio recita “Dagli amici mi guardi iddio, che dai nemici mi guardo io” ed è bene che un giocatore della Serie B lo faccia suo. Si tratta di Niccolò Brighenti del Vicenza, ragazzo particolarmente sfortunato, soprattutto negli scontri con i propri compagni. Sabato è stata una bella giornata sportiva, soprattutto per lui, ma anche per tutti gli amanti del calcio giocato, perché vedeva il ritorno in campo proprio del 26enne difensore biancorosso dal 19 settembre, data che per lui poteva anche essere fatale. Quel giorno, infatti, durante la partita col Como, in uno scontro fortuito con il proprio portiere Vigorito, il giocatore riportò una rottura del pancreas, rilevata solo quando le sue condizioni subirono un grave crollo dopo essere stato condotto all’ospedale per un controllo a fine partita. Il rischio per la vita, l’intervento, la lunga riabilitazione, fino a sabato quando, finalmente, è tornato titolare nel suo Vicenza nella partita contro il Modena, in cui è stato uno dei migliori in campo. Non senza nuovi attimi di apprensione. Ad un certo momento dell’incontro, infatti, su un pallone alto, un compagno è saltato di testa all’indietro, senza notare lui che stava accorrendo e che, affiancato anche da un avversario, non ha potuto evitare l’impatto con il gomito cadente del giocatore. Si è subito accasciato a terra e, ovviamente, si sono vissuti attimi di apprensione, poi, fortunatamente si è rialzato, rimediando solo un voluminoso bernoccolo all’altezza della tempia destra. Nelle prossime partite il buon Brighenti farà bene a muoversi a debita distanza dai compagni di squadra.

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