Top e Flop 21^ Giornata: Montella, esci dallo stallo! Finalmente Candreva, meno male che Bacca c’è!

La seconda giornata del girone di ritorno si apre con le reti inviolate dell’Atalanta in Ciociaria e con l’Empoli che riacciuffa due volte un Milan trascinato dai soliti Bacca e Bonaventura. A mezzogiorno la Fiorentina ritrova la vittoria contro il Torino, nel pomeriggio da segnalare le larghe vittorie casalinghe di Lazio e Palermo a discapito di Chievo e Udinese (con Malesani che scalpita), i pareggi di Carpi e Genoa a Milano e Verona, e la vittoria del Napoli a Genova, trascinato dai soliti Higuain ed Insigne. Big match serale che vede la Roma ospite allo Juventus Stadium: Spalletti fatica ancora a lasciare la sua impronta in una squadra ancora scombussolata dagli ultimi mesi, Dybala firma la dodicesima rete stagionale e porta i bianconeri all’undicesima vittoria consecutiva.

 

FLOP 21^ GIORNATA

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3. Stefano Colantuono

Sempre più in bilico l’allenatore romano, che dopo i quattro gol subiti da un Palermo finalmente in giornata, manda i suoi in ritiro. Pozzo pensa a Malesani, posizione in classifica (15esimo posto) e le ultime sonore sconfitte (comprensibile quella contro una Juventus schiacciasassi, meno quelle di Palermo e Carpi) fanno tremare la poltrona dell’ex Atalanta. Stramaccioni e Colantuono non sono Guidolin, Thereau e Zapata sono distanti anni luce dal miglior Di Natale: patron Pozzo dovrà lavorare duro per riportare il suo gioiellino ai fasti di un tempo (riportare Ighalo dal suo Watford sarebbe un colpaccio..)

2. Vincenzo Montella

Ambientarsi è un conto, sette punti in nove partite (e quartultimo posto) è un altro. D’accordo che l’ex coach viola ha idee chiare e precise su come debba muoversi la sua squadra, ma la scelta di implementare un allenatore del genere a stagione in corso comporta rischi che possono far dimenticare ai piani alti il periodo di assestamento. Fosse stato assunto a luglio difficilmente parleremo di un Montella con una media punti da retrocessione, che non riesce a far meglio di un ex (signor) portiere con più trascorsi in Romania ed Arabia che in campionati di livello. L’augurio è quello di far assimilare al più presto i suoi complicati, ma efficaci, concetti ai blucerchiati, prima di finire anzitempo la stagione.

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1. Attacco interista

“Io a 50 anni avrei fatto gol, se ti capita quella palla devi fare gol”, dice Mancini dopo i raddoppi mancati da Icardi e Palacio contro il Carpi.  Mancini appare sempre più nervoso, forse intimorito da una difesa che, dopo aver trascinato la squadra per un girone, entra in un ovvio calo fisico. L’attacco non funziona da inizio campionato (oltre a Icardi con 8 reti e Jovetic con 4, nessuno ha collezionato più di 2 reti), ed il coach jesino, consapevole che prima o poi sarebbe successo, le ha provate tutte per “svegliare” il reparto offensivo. Icardi capitano, Icardi in panchina, Perisic dentro e fuori Ljajic, dentro Ljajic fuori Jovetic, e via discorrendo. L’argentino fatica a ritrovare la continuità della stagione precedente, e i nerazzurri non hanno un vero trascinatore là davanti. Con il tesoretto ricavato dalle cessioni di Guarin e Ranocchia, Ausilio proverà a coprire l’ennesimo buco (Eder nome caldissimo, ma attenzione al Leicester, oggi a colloquio con gli agenti del capitano blucerchiato): senza Icardi in versione Mark Lenders (come accennavamo nei Top&Flop della scorsa giornata) l’Inter dovrà sudare e sudare per star dietro alle prime due.

TOP 21^ GIORNATA

3. Antonio Candreva

Tra i più criticati nell’ultimo momento nero biancoceleste, con 5 gol e 2 assist nelle ultime cinque partite ha contribuito in maniera decisiva alla risalita dell’undici di Pioli: prestazioni valgono una maglia da titolare nell’undici azzurro all’europeo. Le sue scorribande sulla fascia servono come il pane sia alla Lazio che a Conte, deve continuare su questa linea.

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2. Carlos Bacca

Una delle poche gioie, con Bonaventura, del campionato milanista. La stagione dei rossoneri è l’antitesi di quella interista: se ai nerazzurri manca un trascinatore in attacco, ma possiedono basi solide nei reparti arretrati, per il Milan l’unica certezza è rappresentata dalla prima punta colombiana. Una volta lanciato, raramente spreca: in 24 partite ha messo a segno 12 reti, chissà se avesse alle spalle un trequartista come si deve ed un regista di primo livello..

Marek Hamsik Napoli, Napoli 03-05-2015 Stadio San Paolo Football Calcio Serie A Napoli - Milan Foto Cesare Purini / Insidefoto PUBLICATIONxNOTxINxITAxFRAxSUI cesarexpurini

1. Marek Hamsik 

Maurizio Sarri, oltre ad aver rivitalizzato Higuain ed Insigne, è riuscito a galvanizzare Hamsik, riportando il capitano azzurro nel ruolo di mezzala, che ha riscoperto una gran vena realizzativa: 4 gol nelle ultime 5 partite. Di nuovo trascinatore e fulcro del gioco azzurro, si è svegliato dal torpore “beniteziano”: una continuità del genere non si vedeva dall’epoca Mazzarri.

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