Top e Flop 22^ e 23^ Giornata: Berardi, dove sei finito? Per lo scudetto riappaiono due Furie Rosse!

Terza e quarta giornata che consegnano alla Juventus di Max Allegri la tredicesima vittoria consecutiva, che permette all’allenatore livornese di superare il precedente record di Antonio Conte. Il derby di Milano è rossonero: decisivo l’errore di Icardi dal dischetto che spiana la strada al Milan, che vince 3-0. Il capitano nerazzurro si riscatta contro il Chievo la giornata seguente, trovando la 50esima rete nella massima serie italiana. Il Napoli riesce a tenere a distanza la Juventus, inanellando la sesta e la settima vittoria consecutiva: 5 reti contro l’Empoli, 2 a Roma contro la Lazio nel segno, oltre dei soliti Insigne ed Higuain (alla ventitreesima rete in 23 giornate), di un ritrovato Callejon, autore di tre gol. Spalletti, grazie anche all’inserimento immediato dei nuovi acquisti, riesce a riportare i giallorossi a conquistare 6 punti in due partite: non accadeva dal 28 di Ottobre.

 

FLOP 22-23 GIORNATA

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3. Miroslav Klose

Dopo cenni di ripresa, con il ritorno a pieni regimi di Candreva, grazie alle vittorie su Inter e Fiorentina, l’undici di Pioli mostra nuovamente i limiti mostrati nel resto di stagione: lentezza in costruzione e attacco decisamente lontano dal concetto di prolificità. E qui entra in gioco Miroslav Klose, miglior marcatore della storia dei Mondiali ma ancora a secco in questo campionato. Decisamente doloroso assistere alla fase finale della carriera di un campione del suo calibro, la stagione degli Higuain e dei Dybala sarà probabilmente l’ultima del panzer tedesco in un campionato di alto livello.

 

2. Domenico Berardi

Il Sassuolo di Di Francesco è senza dubbio nel periodo più cupo della stagione: la vittoria manca da un mese (contro l’Inter) e la loro punta di diamante, il classe 1994 con più reti realizzate a livello europeo, è nell’anno più tetro della sua carriera. Nella sua terza stagione neroverde nella massima serie italiana, tutti attendevano la sua consacrazione definitiva e il conseguente passaggio alla Juventus. L’eccesso di aspettative non ha fatto altro che mostrare il lato più irruente del suo carattere, mostrato già più volte in passato: a cospetto delle 4 reti realizzate in 16 partite, presenta anche ben 6 ammonizioni ed un’espulsione (un fallo di reazione che costò tre giornate di squalifica). Di Francesco protegge da tempo il suo pupillo, cosciente del suo potenziale e del pericolo che una mente poco fredda e lucida possa trascinare nel baratro un talento del genere. Se la Juventus vuole giocarsi al meglio le possibilità di esplosione del 25 emiliano, probabilmente dovrà posticipare di una stagione il suo approdo in bianconero.

 

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1. Andrea Ranocchia

Probabilmente uno degli acquisti invernali più chiacchierati: quel difensore centrale che al Genoa aveva fatto così bene dopo l’anno nel Bari di Ventura, che arrivò in nerazzurro per circa 19 milioni, che Thohir nominò capitano, che doveva diventare pilastro di Inter e Nazionale italiana. Ma prestazioni raccapriccianti e strafalcioni al limite dell’assurdo portarono Mancini a ricredersi e a cederlo, questo gennaio, alla Sampdoria. Difensori del suo calibro servono come il pane a Montella, che lo schiera subito titolare nelle partite contro Bologna e Torino. Nonostante il cambio d’aria e l’iniezione di fiducia datagli dal coach ex Fiorentina e Catania, Ranocchia conferma i suoi evidenti limiti con due prestazioni da brivido: il liscio con cui regala il pareggio a Belotti è la dimostrazione dell’insicurezza, peggior malattia per un difensore, che lo attanaglia la tempo. Toccherà a Montella e all’aria genovese, riportarlo ai livelli visti proprio nel capoluogo genovese.

 

TOP 22-23^ GIORNATA

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3. Josè Maria Callejon

Tra gli attaccanti del Napoli era quello che con Sarri aveva dimostrato di meno, non bucava la rete da circa un anno. Oscurato dall’anno di grazia di Insigne ed Higuain, l’ex pupillo di Mourinho era apparso spesso nervoso ed impreciso: Sarri ha saputo gestire perfettamente anche questa problematica: tre gol nelle ultime due giornate e prestazioni finalmente all’altezza di quelle della passata stagione. Un suo recupero completo sarebbe ulteriore benzina per scappare dalle inseguitrici, Juventus in particolare.

 

2. Alvaro Morata

Un altro spagnolo, ex Real Madrid, che non segnava da mesi e mesi (ultima rete in campionato contro il Bologna ad ottobre) torna ai livelli dimostrati nella scorsa stagione: Alvaro Morata, con due doppiette consecutive, ritrova (anche grazie allo stop di Mandzukic) minuti e fiducia. Quattro gol (due contro l’Inter in Coppa Italia, due contro il Chievo Verona) da predatore d’area, come ha sempre abituato i tifosi bianconeri. Stesso discorso fatto per Callejon, il suo ritorno rappresenterebbe una pedina fondamentale nello scacchiere di Allegri.

 

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1. New entry in attacco

Il primo posto va agli attaccanti che hanno cambiato maglia e hanno saputo subito dimostrare il proprio valore: El Shaarawy e Perotti alla Roma, Zarate alla Fiorentina e Mancosu al Carpi.

Il faraone, scaricato da Monaco e Milan, ha dato subito ragione a Walter Sabatini che ha puntato sulla sua cresta per lo Spalletti-bis: il gol contro il Frosinone dimostra che, quando in forma, il prodotto delle giovanili del Genoa è di altri livelli. La rete nel finale contro il Sassuolo mette in mostra, oltre al faraone, l’altro acquisto giallorosso: Diego Perotti. La finta con cui stende Paolo Cannavaro a tempo scaduto e la precisione con cui serve El Shaarawyy, sottolineano come le sue qualità l’abbiano reso, da un anno a questa parte, uno dei trequartisti più ricercati del campionato italiano. Degni di nota anche Mauro Zarate, ex craque laziale, che entra e regala la vittoria all’ultimo minuto alla Fiorentina con una parabola perfetta; e Matteo Mancosu, che, una volta subentrato a Mbakogu, si guadagna e trasforma il rigore del pareggio del Carpi sul Palermo.

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