Top e Flop 24^ Giornata: Male i Felipe, che Donnarumma!

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L’1 a 1 di sabato tra Bologna e Fiorentina è il match che inizia la 24esima giornata di serie A, seguito da un altro pareggio, a reti bianche, tra Genoa e Lazio. Il lunch match domenicale vede l’Inter di Mancini sempre più in difficoltà, che agguanta il pareggio a Verona dopo il doppio svantaggio degli scaligeri. La giornata prosegue con Napoli e Juventus vincenti contro le neopromosse Carpi e Frosinone, i pareggi di Milan, Atalanta, Sassuolo contro Udinese, Empoli, e Palermo. Il Chievo vince di misura in trasferta a Torino, e nel posticipo la Roma vince a fatica contro una Sampdoria in apparente ripresa.

FLOP 24^ GIORNATA

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3. Felipe Anderson

Processo diametralmente opposto rispetto a quello della stagione passata, dove da oggetto misterioso senza quasi uno straccio di aspettative, passò a craque. Dopo aver attirato le attenzioni di mezza europa (Real Madrid e Manchester United su tutte) convincendo Lotito a rifiutare offerte da 30 milioni, era chiamato a ripetere le prestazioni superlative offerte nel campionato passato. Aspettative quindi alle stelle, che hanno riportato a galla l’insicurezza che aveva caratterizzato il suo primo anno in biancoceleste. 5 gol in 23 partite il suo score finora, al limite della sufficienza. A Roma sta passando da nuovo CR7 a nuovo Mendieta, sta solo a lui ri-smentire i tifosi laziali.

 

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2. Felipe Melo

Da Roma a Milano, da un Felipe all’altro, il flop rimane. Il mediano brasiliano raffigura alla perfezione il momento di nervosismo interista. Un conto è la dedizione alla causa, pregevole, ma un’irruenza cieca e controproducente del genere in un centrocampista della sua età è ai limiti del vergognoso. Schierarlo significa giocare sempre con la paura di giocare in 10, se a 32 anni non è ancora riuscito perlomeno a limare quest’aspetto, non merita palcoscenici come quello nerazzurro. Di Ringhio ne esiste uno solo, e a differenza di Felipe Melo, i mondiali ce li ha fatti vincere, non perdere in semifinale.

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1. Giampiero Ventura

Momento cupissimo per uno dei tecnici più elogiati delle ultime stagioni. 9 punti in 10 partite rappresentano una media punti da retrocessione. Tralasciando la vittoria interna col Frosinone di gennaio, i tre punti mancano da fine novembre (contro il Bologna): ora i punti dalla Sampdoria quartultima sono solo 4. Cairo-braccino ha riportato Immobile a Torino, ora tocca al tecnico ex Bari compiere l’ennesima impresa e ristabilire l’equilibrio tattico dell’undici granata degli ultimi due anni.

TOP 24^ GIORNATA

Empoli's miedfielder Leandro Daniel Paredes celebrates after scoring the golal of the 1-1 during the Italian Serie A soccer match between Udinese Calcio and Empoli FC at Friuli Stadium in Udine, 19 September 2015. ANSA/ LANCIA

3. Leandro Paredes

L’argentino classe 1994 dell’Empoli, in prestito dalla Roma, si è conquistato il centrocampo toscano. Reinventato regista da Giampaolo, è l’elemento di spicco del centrocampo azzurro, sorpresa del campionato. Schierato perno basso, con Zielinski e Buchel a sua protezione, gestisce con rara sicurezza il giro palla, alternando lanci di precisione millimetrica (ultima perla quello per Saponara, che colpirà il palo nell’ultima giornata contro l’Atalanta). A fine stagione farà sicuramente ritorno tra i giallorossi dove, se valorizzato, potrà esplodere definitivamente.

WCENTER 0XPMCAQCIM Roma's Alessandro Florenzi jubilates after scoring the goal during the Italian Serie A soccer match AS Roma vs Genoa CFC at Olimpico stadium in Rome, Italy, 20 December 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

2. Alessandro Florenzi

Stesso score di Felipe Anderson per l’ex barista Romano, 5 gol e 3 assist. Con l’unica differenza che, togliendo le ultime partite, ha giocato come terzino. Definirlo jolly sembrerebbe quasi riduttivo: nel 4-3-3 di Garcia poteva svolgere tutti i ruoli eccetto il difensore centrale e la prima punta. Tra gli ultimi difensori dell’ex allenatore giallorosso, è rimasto una pedina inamovibile anche per Spalletti che, contro la Sampdoria, lo schiera nel tridente venendo ripagato col gol del vantaggio. Anno della consacrazione per il numero 24, destinato a scrivere pagine importanti dei giallorossi.

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1. Gianluigi Donnarumma

Il numero 99 rossonero riscatta la prestazione, timida e insicura, del derby con due parate che non fanno altro che confermare l’appellativo di predestinato. Le due parate antecedenti al gol di Armero, in particolare la seconda, ricordano un altro Gianluigi, anche lui titolare a 16 anni in serie A. Finalmente i rossoneri sembrano aver trovato un portiere affidabile e con un futuro decisamente più che florido. Ora sta al Milan tenerselo stretto, cercando di non ripetere la gestione friulana di Scuffet, passato dal possibile approdo all’Atletico Madrid al Como, fanalino di coda della serie B.

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