Una mostruosa Modena si aggiudica la Coppa Italia. Asfaltata Trento

Modena festeggia il titolo

Partita divertente e spettacolare, in un contesto meraviglioso quale il Mediolanum Forum e il VolleyLand. Una vittoria della pallavolo, prima di tutto. Una due giorni che ha visto scendere in campo le 4 squadre più forti del campionato, che si sono affrontate prima nelle semifinali e poi nella finalissima. Inoltre, erano presenti le due finaliste di Coppa Italia di A2: la Tonno Callipo Calabria e la Globo Sora. Partita quest’ultima vinta dai calabresi, che bissando il successo dello scorso anno si incoronano la squadra più vincente della Coppa Italia A2.

Le semifinali

Per accedere alla finale, Modena e Trento hanno dovuto affrontare rispettivamente Perugia e Civitanova. La prima partita è stata letteralmente dominata dalla squadra modenese, che entra in campo carica e concentrata e sciorina una pallavolo fatta di estro, fantasia e classe, lasciando un solo set agli avversari.
Mattatori della serata sono il solito Ngapeth e il duo brasiliano Bruno-Lucas. “Monsieur magie” è inarrestabile, fa divertire i tantissimi spettatori presenti e mette in mostra colpi ma visti prima d’ora: chiuderà con 22 punti, prezioso in ogni fondamentale e in ogni lato del campo: ha fatto le prove generali.
Unica nota negativa per Modena è la prestazione di Luca Vettori: spento, troppo nervoso e spesso falloso, ma saprà farsi perdonare.

Perugia dalla sua gioca una gara meritevole di rispetto, contro le furie in gialloblù. Forse sarebbe stato provvidenziale avere una panchina più lunga, ma diversi infortuni hanno costretto Kovac a non poter fare praticamente nessun cambio.

Altra storia è la sfida tra Trento e Civitanova. I marchigiani arrivano alla partita con la loro punta di diamante (Juantorena) dolorante per una infiammazione alla spalla che lo perseguita da diverso tempo. Lui, da grande campione qual è, sa che se non può fare la differenza in attacco deve concentrarsi in ricezione, dove prende molto campo e riceve con percentuali non indifferenti. Prestazione superlativa è quella di Stankovic, inarrestabile in battuta e attacco. Ciò non basta però alla squadra di Blengini, perché escludendo il già citato Stankovic e il sempreverde Miljkovic nelle altre posizioni del campo c’è il deserto. Il tecnico le prova tutte, ma non trova un vero trascinatore.

Trascinatore dei suoi è invece il 19enne Giannelli, guidato dalla mente astuta del tecnico Radostin Stoytchev. Il giovane palleggiatore esegue alla lettera le indicazioni che provengono dalla panchina e il risultato può essere uno solo: gestisce al meglio i suoi attaccanti e manda letteralmente in panne Civitanova. Ottima la prestazione dell’opposto Djuric.

La finale

L’atto conclusivo della manifestazione è ciò che di più bello il volley possa regalare. Lorenzetti dall’alto della sua esperienza gasa i suoi dal primo all’ultimo punto, i giocatori scendono in campo con i proverbiali “occhi di tigre” e conducono quella che forse è una delle migliori prestazioni della storia: la partita che se non è quella perfetta, poco ci manca.

Trento è una squadra che gioca una pallavolo di altissimo livello, ma questa volta se dovessi trovare un termine per descriverla sarebbe: “neutralizzata”. Luca Vettori entra in campo con il fuoco sacro nelle vene e ogni pallone che tocca si trasforma in punto. Ngapeth è “on fire” prendendo a prestito un termine cestistico. Le statistiche sanno di incredibile, ma la realtà ancor di più. I ragazzi tutto estro, classe e pazzia fanno vedere colpi da stropicciarsi gli occhi e lo stesso Stoytchev potrà solo dare merito alle gesta degli avversari.

Mvp del match è Luca Vettori: si è fatto perdonare. 19 punti, 63% in attacco e due muri. Fino alla fine i giudici sono stati indecisi, perché a contendere il premio all’opposto c’era un compagno di squadra: quel francese croce e delizia del suo allenatore, capace di ammaliare pubblico, avversari e il suo stesso tecnico con numeri da capogiro. Dal suo cilindro usciranno fuori 16 punti con l’83% di ricezione positiva, un ace, un muro e il 78% di attacchi perfetti. Divino.

Ad essere premiata però non è stata solo l’individualità modenese, quello che sa di incredibile è infatti proprio la prestazione complessiva. Mettiamo da parte il fatto che Trento ha martellato per tutta la partita in battuta e Rossini e compagni hanno risposto con il 76% di ricezione positiva e un solo ace subito. Non possiamo però fare a meno di notare le difese e i contrattacchi di cui sono stati capaci. Bruno è un orologio svizzero, nessuno dei suoi attaccanti va sotto il 50% escludendo il dolorante Petric. Giostra al meglio il suo fido scudiero Lucas e il cavallo pazzo Earvin. Mostra al mondo che, se bisogna decretare il palleggiatore più forte al mondo, quello è lui.

Che dire, quando si scrive su partite di questo tipo si rischia sempre di enfatizzare più del dovuto. Di esaltare gesta che agli occhi dei più risultano normali. Cadere in errore, ingannati dall’entusiasmo.
Ma mi si conceda: che spettacolo la pallavolo. Che spettacolo.

Giovanni Sorrentino

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