Lazio, fallimento o sfortuna che sia, torna Aquila!

Foto LaPresse - Massimo Paolone
17/01/2016 Bologna ( Italia)
Sport Calcio
Bologna - Lazio
Campionato di Calcio Serie A TIM 2015 2016 - Stadio "Renato Dall'Ara"
Nella foto: Antonio Candreva esulta dopo aver realizzato un gol 

Photo LaPresse - Massimo Paolone
17 January 2016 Bologna ( Italy)
Sport Soccer
Bologna - Lazio
Italian Football Championship League A TIM 2015 2016 - "Renato Dall'Ara" Stadium 
In the pic: Antonio Candreva celebrates for a gol
Foto LaPresse - Massimo Paolone 17/01/2016 Bologna ( Italia) Sport Calcio Bologna - Lazio Campionato di Calcio Serie A TIM 2015 2016 - Stadio "Renato Dall'Ara" Nella foto: Antonio Candreva esulta dopo aver realizzato un gol Photo LaPresse - Massimo Paolone 17 January 2016 Bologna ( Italy) Sport Soccer Bologna - Lazio Italian Football Championship League A TIM 2015 2016 - "Renato Dall'Ara" Stadium In the pic: Antonio Candreva celebrates for a gol

Scriviamo sui biancocelesti all’indomani dello striminzito, ma potenzialmente fondamentale, pareggio in Europa League contro il Galatasaray.
L’ultima stagione bianconera di Antonio Conte dimostra quanto sia difficile portare a casa il risultato in Turchia, ma tutto ciò puzza leggermente di fallimento.
Il terzo posto in campionato (e conseguente qualificazione in Champions League) e la finale di Coppa Italia avevano innalzato l’asticella delle aspettative dei tifosi laziali.
Asticella che saliva ulteriormente a settembre alla chiusura del mercato estivo: Lotito e Tare resistono alle avance per Felipe Anderson, Candreva e Biglia e puntellano la rosa con ragazzi di prospettiva (Milinkovic-Savic, Hoedt, Kishna, Ravel Morrison), a cui vanno ad aggiungersi il riscatto di Mauricio e Basta, e l’arrivo in prestito di Matri (dopo essersi lasciati scappare Yilmaz, finito pochi giorni fa in Cina).

Lazio's players celebrate after scoring a goal during the UEFA Europa League round of 32 football match between Lazio and Galatasaray at Ali Sami Yen Sports Complex in Istanbul on February 18, 2016. / AFP / STR (Photo credit should read STR/AFP/Getty Images)

I festeggiamenti dopo il pareggio di Milinkovic-Savic ad Istanbul 

I biancocelesti si presentano quindi a Shanghai per la Supercoppa Italiana, con una rosa potenzialmente di prim’ordine: Marchetti sempre più leader; De Vrij tra i migliori centrali della sua età; Parolo con 10 gol realizzati è il capocannoniere tra i centrocampisti centrali; Biglia promosso meritatamente capitano; Felipe Anderson e Candreva alle spalle di uno tra Keita, Djordjevic e Klose, tridente con nulla da invidiare ai top europei.
Col senno di poi, la sconfitta cinese contro la Juventus (due reti a zero), potrebbe sembrare un monito per la stagione che inizierà da lì a poco, con il deficit offensivo già evidente.
Nelle prime dieci giornate Pioli colleziona 18 punti, arrivando a toccare anche la terza posizione nonostante le sonore sconfitte contro Chievo (4-0) e Napoli (5-0): poi il tracollo.
La seconda decina inizia con un punto in sei partite e si conclude con dieci: le vittorie contro Inter (2-1) e Fiorentina (3-1) sembrano indicare una ripresa, ma più che una rinascita dimostrano i pochi picchi del reparto avanzato, spesso e volentieri improduttivo.
Le seguenti cinque partite conducono ad altri otto punti: a 13 incontri dal termine i biancocelesti occupano la settima piazza, ben distanti dal Milan in sesta (7 punti).
In Europa League il cammino è più agevole: vincono il Girone G con poche difficoltà e senza sconfitte. Ai sedicisimi di finale l’avversario estratto è il Galatasaray e come già accennato, il match d’andata in turchia finisce in parità, con una rete a squadra.

Lazio's players jubilates after scoring (1-0) during the Italian Serie A soccer match SS Lazio vs Hellas Verona FC at Olimpico stadium in Rome, Italy, 22 march 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Per arrivare a spiegare l’odoraccio di fallimento è necessario andar oltre alla mera analisi di risultati e soffermarsi su altre componenti: iniziamo dall’attacco, già più volte menzionato.
La rosa annovera i seguenti attaccanti: Djordjevic, Matri, Klose, Keita, Kishna, in ordine gerarchico. Le speranze erano riposte particolarmente sul serbo che ha risposto con sole tre reti in 21 presenze; meglio di lui ha fatto l’acquisto dell’ultimo secondo Matri, per lui 4 signature. Tralasciando Keita e Kishna, che possono essere adattati prime punte, concludiamo con Klose.
Il panzer tedesco, complice l’età, fa molta fatica a ritrovare la via del gol, non ancora arrivato in stagione, ma è riuscito comunque a far sentire la sua presenza, fornendo 5 gol ai compagni. Contando anche le reti di Keita (4) e quelle di Kishna (2), il reparto offensivo laziale conta tredici reti: le reti segnate finora sia da Bacca che da Dybala, ma anche quelle, complessive, di Felipe Anderson (6) e Candreva (7) e quelle siglate dallo stesso Klose la stagione passata.
Le due ali, stando ai numeri, sono i due migliori marcatori biancocelesti ma, guardando le prestazioni, rappresentano i due più grandi punti di domanda del campionato laziale.
L’azzurro, dopo un inizio incerto, sta pian piano risalendo le preferenze di Pioli: nelle ultime 12 partite ha messo a segno 6 reti; processo inverso per Felipe Anderson che da futuro Cristiano Ronaldo è passato a nuovo Mendieta.
Dopo un inizio roboante che presagiva ad una stagione di definitiva consacrazione, Felipao si è perso nei suoi dribbling, spesso senza fine, riportando a galla l’insicurezza che ha contraddistinto la sua prima stagione romana.
Le speranze di Lotito e Tare passavano da questi ultimi che, accendendosi ad intermittenza, hanno compromesso la continuità dei biancocelesti, spesso smarriti una volta chiamati a finalizzare.

devrij

Al contrario dell’attacco, tutto sommato al completo ma ben lontano dalla forma migliore, il reparto difensivo non riesce ad uscire dall’emergenza infortuni.
Il ginocchio di De Vrij, perno indiscusso della retroguardia, cede dopo appena due partite: neanche il tempo di iniziare e il campionato dell’olandese classe 1992 si conclude. Nel proseguo della stagione, l’unico difensore a scampare dalla maledizione è il redivivo Konko, più volte vicino all’adattamento a difensore centrale per mancanza di alternative.
In queste 25 giornate, i più presenti sono Mauricio e Basta con 18 presenze, Hoedt con 16 e Radu con 13: se la solidità difensiva dipende particolarmente dall’abitudine a giocare insieme, le ripetute assenze hanno minato alla stabilità del reparto fondamentale nella Serie A.
La dirigenza ha provato a rattopparlo a gennaio con l’innesto dell’ex Lione e PSG Milan Bisevac che, come se non bastasse, si ferma dopo sole due presenze per problemi muscolari.

biglia

Passiamo ora al centrocampo, reparto meno tartassato e trascinatore nel fango dell’annata storta biancoceleste. L’unica pecca è sempre la stessa, la vena realizzativa: dopo i dieci gol della stagione passata, Parolo ora ne conta a malapena uno. Piacevole scoperta il classe 1995 Milinkovic-Savic, strappato alla Fiorentina in estate, che sa coniugare gran quantità e fisico (1,92m per quasi 80Kg) ad una discretà qualità in tecnica ed impostazione. Ci si aspettava di più anche da Danilo Cataldi, Under-21 italiano, spesso relegato in panchina e timido quando chiamato in causa.

fine

Ed eccoci finalmente a spiegare perchè un pareggio in trasferta, in uno degli stadi più difficili d’europa, può puzzare di fallimento.
Se a fine agosto fossimo andati da un tifoso biancoceleste a dire che a Febbraio la sua Lazio sarebbe già stata quasi fuori dalla lotta-europa e che la tanto sudata Champions League sarebbe finita già prima di iniziare, probabilmente ci avrebbe definito “un gufo giallorosso”.
Anche se gli fornissimo le motivazioni elencate precedentemente, l’epiteto affibbiatoci difficilmente cambierebbe. I romani vivono il calcio più di ogni altra piazza italiana, e raramente perdonano, chiedete a Garcia, già condannato a giugno scorso.
Per quanto il mancato acquisto del sostituto di Klose, la conseguente discontinuità del reparto offensivo e la sfortuna negli infortuni possano sembrare attenuanti, i numeri e soprattutto la classifica non lasciano vie di fuga: sarà un fallimento.
Quindi ora tocca a Klose, agli attaccanti e perchè no, alla fortuna, riportare la Lazio dove tutti pensavano potesse arrivare ad inizio stagione.
Si riparte domani, manco a farlo apposta, contro il Frosinone: una vittoria nel derby sarebbe, per tifosi, squadra e società, un ottimo “stepping stone” per l’Europa.

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