Roma, il caso Totti-Spalletti: tanto rumore per nulla?

Foto Alfredo Falcone - LaPresse
17/02/2016 Roma ( Italia)
Sport Calcio
Roma - Real Madrid
Uefa Champions League 2015 2016 Ottavi di Finale - Stadio Olimpico di Roma
Nella foto:Francesco Totti

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17/02/2016 Roma (Italy)
Sport Soccer
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Uefa Champions League 2015 2016  -Fourth Round
Olimpico Stadium of Roma
In the pic:Francesco Totti
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ROMA – Prima lo sfogo di Totti al Tg1, poi la scelta di Spalletti di escludere il capitano giallorosso dalla partita contro il Palermo. Una decisione appoggiata dalla società americana. La sorprendente rottura tra Totti e la Roma non è mai sembrata così vicina, eppure il caso sembra già rientrato. Dopo il successo di ieri sera per 5-0 sulla squadra di Iachini, Spalletti ha rilasciato dichiarazioni concilianti, pur mantenendo la propria posizione, e questa mattina Francesco Totti è sceso regolarmente in campo per l’allenamento.

Fonte: www.rai.tv

“PRETENDO RISPETTO” – Lo stato d’animo di Totti non poteva essere dei migliori. I cinque minuti finali contro il Real Madrid sono stati la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Lui era abituato a giocarle e a deciderle certe partite. Ora non più. L’età pesa come un macigno: trentanove anni compiuti, quaranta a settembre. Contro le merengues, Spalletti ha schierato una formazione in cui il più “anziano”, Radja Nainggolan, ha 27 anni. Correre tanto e tutti, soprattutto in Europa, è fondamentale. Impossibile per Totti reggere certi ritmi, e lui in fondo lo sa. Ma come si fanno i conti con la fine, con il tramonto della propria carriera da calciatore? E se la storia del calcio, e della Roma, si intreccia con la propria, sarà possibile separarle? Si sono sovrapposte per molto tempo: 24 anni. Totti ha sbagliato per troppo amore. Ha sbagliato perché ha preteso di rimanere attaccato al filo, sempre più sottile, che lo lega al calcio giocato. Forse l’intervista è stato l’ultimo tentativo, disperato. “Mi fa male in silenzio”. Un addio senza clamore, sommesso, non è ciò che desidera. Un addio fatto di manciate di minuti contro il Frosinone di turno. Smettere di giocare è un momento traumatico per molti calciatori, ancora di più per un campione e una bandiera. Le scelte di Spalletti sono razionali: “Servono risultati, non sentimenti”. Lo sfogo di Totti esclusivamente emotivo, contro un allenatore che si trova nella posizione di invitarlo a chiudere la carriera. Fosse per lui, continuerebbe a giocare ancora, è comprensibile: “Ho ancora voglia e passione”. La Roma gli sta indicando una strada diversa. Pallotta gli propose un contratto dirigenziale di sei anni. I due si incontreranno ancora a inizio marzo. Spalletti è pronto a dargli carta bianca: “Ho chiesto a Totti: vuoi fare il Nedved o Giggs?”. La gratitudine nei suoi confronti da parte di società e allenatore è immensa. Quando Totti capirà di dover voltare pagina, sarà pronto a riceverla.

“RISPETTO PER TUTTI” – Chiaro e determinato Spalletti nel post-partita, che motiva così la scelta di escludere Totti dalla partita: “Io non potevo fare altrimenti, io devo rispettare il grande campione che è Totti, ma anche i suoi venti compagni. Lui può convocare una conferenza e dire tutto quello che vuole, ma io non posso accettarlo”. Società e allenatore hanno agito di comune accordo. Totti ha accettato la decisione e ha assistito dal palchetto, in tribuna, alla vittoria dei suoi compagni. E questa mattina è sceso regolarmente in campo a Trigoria in vista della sfida di sabato contro l’Empoli. La situazione sembra essersi ricomposta. Allo stadio Spalletti è stato fischiato, ma la vittoria ha placato qualche malumore di troppo. Come spesso accade a Roma, si passa facilmente dall’acclamazione alla contestazione, e viceversa. Il conflitto era inevitabile, e prima o poi si sarebbe manifestato: però l’intenzione di entrambe le parti è quella di proseguire insieme. L’incontro di marzo tra Pallotta e Totti potrebbe rivelarsi risolutivo.

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