A tutta B: l’uomo giusto al posto giusto, lo slalom sul mare, gli emulatori di Budimir, l’assist a Crespo e il profeta in patria, ma da straniero

falletti

FUGHE DI TESTA – Giornata decisamente positiva per le squadre ai due lati della zona promozione. Chi gode di più e sicuramente il Cagliari, che vince lo scontro d’alta classifica con il Pescara e sale 61 punti, allungando ulteriormente sul Crotone che pareggia per la seconda giornata consecutiva, stavolta a Salerno, e sale a 56. I calabresi riescono, comunque, a sfruttare positivamente il risultato, perché, vista la sconfitta del Pescara, che resa a 48, ora i punti sul terzo posto sono 8. Cominciare a parlare di Serie A per le due là davanti potrebbe non essere più un azzardo. Chi si sta salvando grazie ai risultati delle ultime giornate è, sicuramente, la disputa dei play off, messa a rischio qualche settimana fa dalla possibilità che la squadra di Oddo passasse i 10 punti di vantaggio sulla quarta. Ora sono solo 5, anche se, in realtà, gli abruzzesi devono ringraziare le inseguitrici, che hanno fatto a gara a non fare risultato pieno, così da non ridurre ulteriormente il gap. Il Cesena, ad esempio, è uscito con un solo punto dal campo del Livorno, salendo, appunto, a 43 punti e mantenendo la quarta posizione, anche grazie al fatto che il Novara è riuscito a fare ancor peggio, perdendo in casa con la Ternana e confermando di attraversare un pessimo periodo di forma. Anche il Bari fallisce l’aggancio al quarto posto non andando oltre il pari interno con Latina. Così, le uniche altre squadre che approfittano a pieno del turno sono Entella e Spezia che, con le vittorie, rispettivamente, su Pro Vercelli, grazie ad una straordinaria rimonta, e Lanciano, balzano, in coppia a 40 punti, scavalcando il Brescia, che con la sconfitta di Modena resta a 39, così da occupare gli ultimi due posti della zona spareggi. Passettino in avanti anche dell’Avellino, che resta 10°, a portata play off, dopo il pareggio di Vicenza che lo fa salire a 37.

MODENA E ASCOLI, VITTORIE IMPORTANTI – Anche in coda sono poche le squadre che hanno approfittato a pieno del turno. Ultimo è sempre il Como, a 21, che interrompe la striscia positiva, tornando alla sconfitta, proprio nello scontro diretto con l’Ascoli. I lariani vedono, così, anche allontanarsi il penultimo posto, ora a 4 punti, grazie al fatto che la Salernitana, dopo il Pescara, ferma in casa sul pareggio anche il Crotone, portandosi a 25. I granata recuperano, comunque, un punto sia sul terzultimo posto, ora a 2, occupato dal Lanciano, sconfitto a La Spezia, e sul quartultimo, a 3, della Pro Vercelli, battuta in casa dall’Entella. Di tutti questi risultati approfitta a pieno il Modena, che, con la vittoria sul Brescia, balza a 29 punti, abbandonando la zona retrocessione diretta e occupando uno dei due posti play out, con la salvezza ad un solo punto, rappresentata dal Vicenza, che, col pareggio con l’Avellino, sale a 30. I veneti, in questo modo, però, si vedono scavalcati dall’Ascoli, l’altra squadra che sfrutta a pieno la giornata, che, grazie alla vittoria nello scontro diretto col Como, va a 31, agganciando anche il Livorno, che ritorna a muovere la propria classifica con il pareggio interno col Cesena.

L’UOMO GIUSTO AL POSTO GIUSTO – Immobilismo quasi totale in testa alla classifica cannonieri, con i bomber di classifica che, dove accaduto, lasciano il compito ai compagni di squadra di segnare i gol per la propria squadra. Così, capocannoniere è sempre Lapadula che, nonostante un gol lo abbia, in qualche modo, segnato, resta a 16 marcature, mentre secondo è ancora Budimir a 12 gol. L’unica variazione nella parte alta della classifica marcatori si ha nel gruppo a 10 gol in cui, assieme a Geijo, Caputo, Vantaggiato, Raicevic e Ganz, tutti a secco, approda Farias, autore del gol del momentaneo pareggio del Cagliari con il Pescara. Polveri bagnate anche per il gruppo a 9, formato da Maniero, Caprari, Evacuo e Caracciolo. Vetrina della giornata spetta, però, di diritto ad un attaccante che, con estrema semplicità, facendosi trovare al posto giusto al momento giusto, ha deciso una partita, permettendo una straordinaria rimonta, impresa della giornata, regalando 3 punti importantissimi alla propria squadra, ovvero Samuel Di Carmine del’Entella. Di Carmine nasce a Firenze il 29 settembre 1988 e cresce calcisticamente nel settore giovanile della squadra della sua città, giungendo fino al debutto in A, nel 2006. Con la squadra viola debutta anche in Coppa Uefa, segnando il suo primo gol in Europa nel 6-1 all’Elfsborg. Tra il 2008 e il 2010 comincia il giro dei prestiti: una stagione in Inghilterra al QPR (27 presenze 2 gol), una al Gallipoli in B (34 presenze 2 gol) e una al Frosinone, sempre in B (14 presenze, nessun gol). A giugno 2011 passa al Cittadella, con cui gioca altre due stagioni in serie cadetta: 8 gol in 38 partite la prima, 6 in 34 la seconda. Quindi passa alla Juve Stabia, con cui gioca altre due stagioni, una in B, in cui realizza 6 gol, e una in Lega Pro, dove fa vedere il suo valore, realizzando 14 centri. Vista la buona prestazione, a giugno 2015 viene ingaggiato dal Perugia, dove, però, la sua vena realizzativa cala vistosamente, mettendo a segno appena 3 gol in 20 partite. Così, in sede di mercato invernale, passa in prestito all’Entella. Qui gli basta una giornata di ambientamento, la prima presenza, da subentrante, nella sconfitta di Cagliari, poi, alla seconda presenza, la scorsa settimana, segna subito il suo primo gol coi liguri, il terzo nei 4 gol rifilati al Trapani. Sabato ha fatto ancor meglio: titolare nella partita in trasferta a Vercelli, con la squadra di casa sul 2-0, letteralmente si erge a protagonista, trovandosi nel posto giusto, al 54′ per deviare, con il più classico dei tap in, la respinta corta di Pigliacelli su un diagonale insidioso di Masucci dalla destra, entrando in area al 64′ e costringendo lo stesso portiere al fallo da ultimo uomo, con conseguente rigore, trasformato da Troiano, ed espulsione, e, infine, al 69′ essendo ancora pronto a ribadire in rete il pallone non trattenuto da Melgrati sulla botta da fuori area, nuovamente, da parte di Masucci, completando una rimonta incredibile che consente alla sua squadra di agganciare ufficialmente la zona play off.

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SLALOM SUL MARE – Che l’aria sia cambiata sul Golfo della Spezia dopo l’arrivo di Di Carlo sembra essere testimoniato anche dal diverso atteggiamento che una società quasi storicamente ostica per un giovane, per di più del vivaio, sta tenendo verso i propri Under. Lo Spezia, particolarmente da qualche hanno a questa parte, da quando è alla ricerca del risultato di rilievo, ha preferito affidarsi a giocatori d’esperienza, calciatori di nome, abituati alla categoria in cui si trovava la squadra, o anche a quelle superiori, addirittura, da due stagioni a questa parte, preferibilmente stranieri, mentre i giovani hanno trovato sempre uno spazio infinitesimale, poco valorizzati e per nulla responsabilizzati (come il Crotone, invece, insegnerebbe…), sia che fossero giovani di prospettiva provenienti da altre squadre, sia che, soprattutto, appartenessero al proprio settore giovanile. L’esempio di Sadiq e Nura, mandati direttamente a giocare nella Roma, dopo le cose splendide mostrate in Primavera, senza averne approfittato neppure un po’, è sotto gli occhi di tutti. Si preferiva, insomma, dare credito al giocatore mediocre, proveniente, spesso, da campionati poco seguiti, considerato una scommessa da qualcuno, piuttosto che puntare su un proprio giovane. Ora sembra non essere più così e le presenze, condite dai gol, di Ciurria e Vignali sembrano testimoniare proprio per un’inversione di tendenza. Che sta, inequivocabilmente, facendo il bene dello Spezia. Il gol di Ciurria portò i 3 punti col Vicenza; Vignali, con una prestazione magistrale, segnò il pareggio con la Salernitana e diede il la alla vittori finale. Stavolta è toccato ad Acampora. Gennaro Acampora è un centrocampista centrale, nato a Napoli il 29 marzo 1994 che nella giovanili della squadra della sua città ha cominciato a muovere i primi passi nel mondo del calcio. Da lì, all’inizio della stagione 10/11 l’ha prelevato lo Spezia per il proprio settore giovanile, in cui ha militato fino alla stagione 12/13, quando è andato in prestito all’Inter. Due stagioni nella Primavera nerazzurra, con una decina di presenze a stagione, quindi il ritorno nelle file degli aquilotti nel 14/15. Aggregato alla Primavera bianconera, ha giocato qui solo una partita, entrando subito nelle grazie di Bjelica, che ha dimostrato la sua fiducia schierandolo in campo in 13 occasioni. La fiducia è proseguita anche in questa stagione, in cui è stato riconfermato in maglia bianca, ed è stata ereditata anche da Di Carlo, successore del tecnico croato, che, come detto, non disdegna la fiducia ai giovani di valore. Fino a sabato erano 10 le presenze di Acampora in questa stagione, in cui si era già, comunque, reso protagonista realizzando l’ultimo rigore, quello della vittoria, nella trasferta di Roma di Coppa Italia. All’81’ della partita con il Lanciano, con la squadra in vantaggio per 1-0, ma gli ospiti pericolosamente vicini al pareggio in più di un’occasione, ha fatto il suo ingresso in campo ed ha impegnato 4′ a chiudere l’incontro, con il suo primo gol tra i professionisti: lui, napoletano, impiantato in una città di mare, ha preso palla sulla fascia sinistra, e, con un inarrestabile slalom, quasi sciistico, con gli avversari come bandierine, è penetrato in area fino al limite dell’area piccola dove ha scaraventato in porta il gol del 2-0. Il “vecchio” Spezia ha un giovane in più nel suo carniere.

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SCUOLA BUDIMIR – Che la piccola “impresa” di Budimir della scorsa settimana, autore di entrambe i gol nell’1-1 del Crotone con la Pro Vercelli, uno in ciascuna porta, fosse una piccola rarità degna di nota era comprensibile, che ci fosse qualcuno “desideroso” di emularlo è un po’ meno comprensibile. Eppure sabato così è stato e, più precisamente, ciò è avvenuto al Piola, dove era in programma Novara-Ternana. Qui a 6′ dalla fine della partita, con gli ospiti già in vantaggio grazie al bellissimo gol di Falletti (foto di copertina), con un preciso destro rasoterra dal limite dell’area, Meccariello si è fatto trovare pronto sul secondo palo dove ha ricevuto palla sugli sviluppi di un angolo dalla destra, insaccando con un piattone sinistro il gol che, in quel momento, sembrava chiudere definitivamente l’incontro. Ma dopo appena 5′ a riaprire l’incontro e rendere infuocati gli ultimi minuti di recupero c’ha pensato… lo stesso Meccariello, che, con un tuffo plastico di testa, su un cross avversario dalla destra, nel tentativo di deviare in angolo, proprio come il suo predecessore Budimir, ha battuto, invece, il proprio portiere con un imparabile gol da scafato ariete d’area. Per fortuna del difensore, la Ternana ha retto fino alla fine, così che ha potuto godersi la gloria di essere stato, in tutti sensi, l’uomo partita.

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INVIDIA DA BOMBER – Lapadula ha preso molto sul serio la sfida con Budimir per la classifica cannonieri. Tanto che, evidentemente, benché sopravanzasse il diretto avversario nella classifica delle reti segnate, al bomber del Pescara non andava giù che l’avversario potesse annoverare in tabellino un gol in più, ovvero quello segnato nella propria porta la scorsa settimana. E, così, non ha voluto essere da meno: al 67′ del big match tra Cagliari e Pescara, con il risultato fissato sull’1-1 dai gol di Torreira e dal pareggio di Farias nel secondo tempo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con il pallone impennatosi con una strana traiettoria per la spizzata di Cinelli, Lapadula si fa trovare, sfortunatamente, sulla traiettoria del pallone colpito di testa da Giannetti, sospingendo in rete, con il petto, un pallone, probabilmente, destinato a danzare sulla linea di porta. Ancora una volta il capocannoniere del campionato cadetto ha inciso sul risultato finale. Solo che l’ha fatto nel modo peggiore per la propria squadra. Così ha eguagliato l’avversario Budimir. Meglio sarebbe stato se ne avesse pareggiato anche le gesta fino in fondo, andando a segnare il gol del 2-2…

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L’ASSIST A CRESPO – Hernan Crespo, uno dei più prolifici bomber del calcio italiano, da quest’anno tecnico del Modena, anche stavolta, benché non sia più uomo d’area, ha sfruttato al meglio un assist ricevuto. Che questa non sia la stagione migliore del Modena è un po’ sotto gli occhi di tutti, vista la brutta situazione di classifica occupata dalla società emiliana. Eppure, nonostante questo, il gioco espresso dai canarini non è tra i peggiori del campionato e, più di una volta, i gialloblu sono usciti dal campo sconfitti, puniti da episodi o da prodezze degli avversari, pur senza demeritare. Nonostante questo, come da miglior tradizione del calcio, presto la responsabilità dei risultati è ricaduta sul tecnico, tanto che, dopo la sconfitta di Lanciano, ottava sconfitta consecutiva in trasferta, la società era sul punto di esonerare il tecnico argentino. A scongiurare la cosa ci hanno pensato gli stessi giocatori del Modena, che hanno mostrato fin da subito un grande affiatamento con il giovane allenatore, scrivendo una lettera alla società in cui si schieravano apertamente dalla parte di Crespo. Così è arrivata la conferma della fiducia, almeno per un altro incontro. E il “bomber Crespo” ha sfruttato l’assist nel migliore dei modi, portando a casa i 3 punti della sfida con il Brescia, compagine in lotta per i play off, portando la sua squadra ad un passo dall’uscita dalla zona calda. Con l’unione della squadra e la determinazione che al tecnico non è mai mancata neppure da giocatore, il Modena può tornare a vedere la luce.

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PROFETA IN PATRIA, DA STRANIERO – Già all’andata si era parlato della partita particolare che Trapani-Perugia poteva rappresentare per il sanguigno Serse Cosmi. Lui, perugino doc, che a Perugia aveva anche allenato, e con ottimi risultati, tra il 2000 e il 2004. Preso il Perugia in Serie A, lo aveva portato ad un 11°, un 8° e un 9° posto, con vittoria di una Coppa Intertoto, che, al tempo, assegnava un posto in Coppa Uefa, portata fino al Terzo turno nella stagione 2003/04, l’ultima in cui sedette sulla panchina dei grifoni, chiusa con la retrocessione. Quattro stagioni di buon calcio in cui il Perugia si trasformò in una squadra rivelazione del campionato, che mise in difficoltà più di una grande squadra, e Cosmi si fece conoscere come allenatore di livello e, soprattutto, come personaggio, anche grazie all’imitazione che di lui fece Crozza a Mai Dire Gol. Da allora le strade di Cosmi e del Perugia si sono incontrate solo da avversari e lunedì sera era particolarmente significativa perché l’incontro si svolgeva proprio a Perugia, la sua città. Ma Cosmi è un professionista esemplare e non si è lasciato vincere dai sentimenti, espugnando il Curi con il suo Trapani, portando a casa un risultato importante in chiave play off, sorpassando proprio i diretti avversari. Lunedì sera Cosmi è stato un ottimo profeta in patria. Peccato avesse addosso i colori sbagliati.

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