A tutta B: l’inchiodata del Cagliari, i Luppi da salvare (e da salvezza), (la) Somma che non torna a Latina, Tavano che fa il verso a Del Piero, il Puscas di Bari e i nervi tesi di Pescara

IL CAGLIARI INCHIODA – Classifica di Serie B che non delude mai e regala ogni settimana emozioni e dubbi: dal duello là davanti, che quando sembra ben delineato in una direzione, improvvisamente vira in quella opposta, alla lotta per i play off, dove, scongiurato ormai definitivamente il rischio di non giocare gli spareggi, le carte continuano a mescolarsi di giornata in giornata. In testa alla classifica c’è ancora il Cagliari, ma la fuga che sembrava aver cominciato è già finita, perché i sardi sono rimasti fermi esattamente dove li avevamo lasciati due giornate fa, a 61 punti visto che nel doppio turno hanno rimediato altrettante sconfitte, prima con il Cesena, e poi, con il Novara, evento stagionale, visto che rappresenta la prima sconfitta interna dei rossoblu in 15 partite al Sant’Elia. Riduce il gap, ma non riesce nel sorpasso, il Crotone, che sabato batte in casa il Vicenza, ma non va oltre il pari a Livorno, raggiungendo quota 60. Terzo è ancora il Pescara, per cui sembrano lontani i tempi in cui insidiava da vicino il Crotone e rischiava di mettere 10 punti tra sé e il quarto posto: rimedia solo un punto nel doppio impegno casalingo, pareggiando con l’Ascoli e, dopo la sconfitta di ieri, col Trapani, si ferma a 49, a 11 dalla zona promozione diretta e con appena 2 lunghezze dal quarto posto, ora occupato dal Cesena, che, nel doppio turno, porta a casa 4 punti, grazie alla vittoria col Cagliari e al pareggio di La Spezia, salendo a 47. A 46 c’è il Novara, che fa seguire l’importante vittoria di Cagliari al pareggio interno con la Pro Vercelli, dando segnali di risveglio dopo il lungo torpore. Sei i punti conquistati dal Brescia, che sfrutta la meglio il doppio impegno casalingo, battendo Como e Avellino, e fa un bel balzo in  avanti, salendo a 45 e tornando in piena zona play off, dopo esserne momentaneamente uscito alla fine della scorsa giornata. Gli ultimi due posti play off se li contendono 3 squadre, a 44: l’Entella, che raccoglie 4 punti, con due risultati raccolti nei minuti finali di entrambe la partite, la vittoria con il Perugia e il pareggio di Salerno; il Bari, che dopo la sconfitta di Lanciano, balza nuovamente dentro travolgendo la Ternana al San Nicola, e lo Spezia che di punti ne fa 4, grazie alle vittoria di Terni e al pareggio interno col Cesena. Buon margine, ora di queste squadre, sulle inseguitrici, visto che il 10° posto è a 4 lunghezze, rappresentato dai 40 punti di Avellino (che vince col Livorno, ma perde a Brescia) e Trapani (che pareggia con la Salernitana e vince a Pescara).

ZONA CODA, CALMA PIATTA – Tutto piuttosto stabile, invece, tra le squadre in lotta per la salvezza. Ultimo è sempre il Como, a 22, che raccoglie un solo punto, nel pareggio nello scontro diretto di ieri col Lanciano, dopo la sconfitta di Brescia. Sopra di 5 lunghezze, a 27, penultima, c’è la Salernitana, che inanella due pareggi, col Trapani e l’Entella. Terzultimo c’è, ora, il Lanciano, che porta a casa 4 punti dal doppio impegno, battendo, in casa, il Bari e pareggiando lo scontro diretto di Como, cosa che gli ha consentito di agganciare, la scorsa settimana, la Pro Vercelli, lottando con lei per uno dei posti nei play out. I piemontesi raggiungono quota 30 con due pareggi nella doppia trasferta, a Novara e Vicenza. Propio i veneti occupano l’altro posto play out, a 31, dopo aver perso con il Crotone e pareggiato, appunto, nello scontro diretto con gli uomini di Foscarini. Al momento salvi, a 32, la coppia formata dal Modena, che aveva fatto un bel balzo avanti con la vittoria di Latina della scorsa settimana, ma ne fa uno indietro dopo la sconfitta di Ascoli, e il Livorno, che raccoglie un solo punto, nel pareggio di ieri col Crotone, dopo la sconfitta ad Avellino. Un ulteriore punto sopra, il Latina che chiude il doppio turno con altrettante sconfitte: quella interna col Modena, costata la panchina a Somma, e quella di Perugia, che bagna in pessimo modo l’esordio, ad interim, di Chiappini.

SALVATE I LUPPI – Classifica marcatori che comincia ad assumere una linea definita dopo il doppio turno. Capocannoniere sempre Lapadula, che sale a quota 17, grazie al gol del momentaneo 1-1 del Pescara nella partita interna con l’Ascoli di sabato. Dietro di lui ancora, in solitario, Budimir, che segna il rigore del definitivo 2-0 del Crotone al Vicenza di sabato, e sale a 13. Novità al terzo posto, dove sale Ganz, che, ormai, può fregiarsi a tutti gli effetti dell’appellativo appartenuto al padre ai tempi dell’Inter, “El segna semper lu”, avendo messo a segno il gol del momentaneo pareggio del Como a Brescia sabato e quello del vantaggio contro il Lanciano ieri. Anche la quarta piazza vede un lupo solitario, ovvero Caputo dell’Entella, che segna il rigore vittoria, nel recupero, sabato, con il Perugia, salendo a 11. Dietro di lui a 10, restano Vantaggiato, Farias, Geijo e Raicevic, tutti a secco nel doppio turno. Fatta menzione d’onore a Cacia, Morosini (foto di copertina) e Ardemagni (oltre a Puscas a cui sarà dedicato un pezzo a parte), autori di una doppietta, concentrata, però, in una sola partita, la vetrina di oggi pare giusto dedicarla ad un goleador andato a segno in entrambe le giornate, così che, avendo Nenè (a segno, tra l’altro, non solo nelle ultime due partite, ma nelle ultime 3) già avuto un pezzo suo, la puntata di oggi è dedicata a chi, con i suoi gol, sta cercando di tirar fuori il Modena dal pantano, ovvero Davide Luppi. Luppi è un attaccante, all’occorrenza centrocampista, nato a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, il i9 luglio 1990, ma cresciuto calcisticamente non nel fiorente vivaio dell’Atalanta, ma in quello del Bologna. Da lì, nel 2008, si trasferisce al settore giovanile del Sassuolo, con cui disputa una stagione completa. Quindi viene mandato in prestito a farsi le ossa: una stagione (09/10) al Manfredonia, in C2, dove segna i suoi primi gol tra i professionisti (6), una al Viareggio, in C1 (1 gol) e una al Portogruaro, sempre in C1 (3 gol). Quindi ritorna al Sassuolo, nel 12/13, dove resta nell’ambito della prima squadra, pur facendo qualche comparsa anche in Primavera, ma in maglia neroverde, in B, mette insieme una sola presenza. La stagione successiva lascia il Sassuolo e scende in D, alla Correggese, dove esplode, segnando 29 gol in 27 incontri. Da lì lo preleva il Modena, con cui disputa i primi 6 mesi della scorsa stagione, prima di passare, a gennaio, alla Pro Vercelli, dove chiude la stagione con 6 gol. Ritorna in gialloblu all’inizio di questo campionato e lì si ferma, divenendo uno dei giocatori su cui Crespo punta di più. E il giocatore sta ripagando la fiducia con i gol, 6 finora, gli ultimi dei quali quasi tutti importantissimi: due giornate fa ha segnato il gol vittoria in casa del Brescia, che ha salvato la panchina di Crespo, sabato, al 18′ della partita di Latina, si è gettato sul pallone spizzato da Bentivoglio su angolo dalla destra, sospingendo la palla in rete, per il gol vittoria, ieri al 23′ è stato rapido a inserirsi sullo stop sbagliato di Addae in area, soffiandogli il pallone che poi ha scaraventato in gol per il momentaneo vantaggio, prima che la doppietta di Cacia ribaltasse il risultato. Sei punti fondamentali nelle ultime tre giornate, che hanno contribuito a salvare Crespo e rimettere gli emiliani sopra la linea di galleggiamento della salvezza, con la consapevolezza che la regolarità con cui sta segnando potrebbe essere una delle armi in più dei canarini in questa difficile corsa alla permanenza in B.

Image and video hosting by TinyPic

(LA) SOMMA NON TORNA A LATINA – E, se la panchina di Crespo è stata salvata dai gol di Luppi, una rete del marcatore modenese è servita per affossarne un’altra, ovvero quella di Somma del Latina. Il tecnico in questi mesi ha provato a fare il profeta in patria, essendo lui stesso di Latina, cosa che gli dava grandi stimoli, ma, in realtà, i risultati sono stati altalenanti. Subentrato a Iuliano 17 partite fa, all’indomani della sconfitta con il Brescia, all’11^ giornata, ha esordito subito col botto, vincendo in casa contro una vittima illustre come il Cesena e le cose, per un periodo, sembravano essersi anche avviate nel migliore dei modi, con la squadra che si avvicinava alla zona spareggi. Che, però, non è stata mai raggiunta, ed, anzi, gli alti e bassi sono diventati presto una costante. Già durante la pausa invernale c’erano state delle scaramucce, con il tecnico che sembrava sul punto dell’esonero (e della fine della sua attività, a suo dire), ma, quando pareva essere giunto il momento, poi tutto rientrò e il tecnico si ripresentò ai nastri di partenza del girone di ritorno. Fatali gli sono state le ultime 4 partite in cui ha raccolto un solo punto, così, dopo la sconfitta, appunto, di Modena, è arrivato l’esonero. Somma lascia il Latina dopo 5 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte, con la squadra nella seconda metà della classifica, con non troppo margine sulla zona calda. Il suo posto è stato preso, ad interim, dal tecnico della Primavera, Chiappini, che, però, ha esordito male, con la sconfitta di ieri a Perugia. Ora, nel giro di pochi giorni si dovrebbe sapere il nome del nuovo tecnico. Tra i papabili Colomba e Gautieri.

Image and video hosting by TinyPic

TAVANO ALLA DEL PIERO – Tutti, probabilmente, si ricordano il fantastico gol di Del Piero in un Fiorentina-Juventus di un bel po’ di anni fa, quando l’attaccante della Juve, appena entrato in area e con un difensore a pressarlo alle spalle, non trovò di meglio che colpire al volo di collo destro, senza interrompere la corsa, un cross lungo proveniente dalla metà campo, prolungandone la traiettoria fino a farlo insaccare sul primo palo. Tavano, sabato, ha voluto omaggiarlo segnando un gol che lo ha molto ricordato. Francesco “Ciccio” Tavano è uno che di gol, nella sua lunga carriera, ne ha segnati in quantità industriale, 205 nelle varie competizioni fin qui da lui disputate, tra A, B, C e Coppa Italia (una compassata anche nella Liga Spagnola e una in Europa League, ma senza mettere reti a referto), in una carriera professionistica cominciata nel 1999 nelle file del Pisa e proseguita con le maglie di 6 altre squadre, tra Rondinella (24 gol in C2), Empoli (a due riprese, 9 stagioni in tutto, tra A e B, 120 gol segnati, quasi tutti in serie cadetta), Valencia (6 mesi, nessun gol, come detto), Roma (i restanti 6 mesi, 2 gol), Livorno (4 stagioni equamente divise tra A e B, 54 gol in totale). Alla soglia dei 37 anni si è imbarcato in una nuova avventura, accettando la proposta dell’Avellino, alla caccia di un posto nei play off. Stagione poco prolifica la sua, anche segnata da diversi infortuni, ma tanto impegno e tanto lavoro e abnegazione per essere da esempio ai più giovani. Solo 2 gol segnati fino a sabato, quando, al 44′ della partita con il Livorno, ha ricevuto un pallone spiovente da centrocampo ed ha ripetuto il movimento di Del Piero. Più stinco che collo, più palombella che traiettoria prolungata, ma il risultato è stato lo stesso: gol, tra l’altro dell’ex, che ha contribuito, in modo determinante, alla vittoria della sua squadra e alla conquista dei 3 punti fondamentali per la rincorsa ai play off. L’istinto del bomber non invecchia mai.

Image and video hosting by TinyPic

UN PUSCAS PER BARI – Il cognome porta alla memoria ricordi importanti. Anche se il mitico Ferenc aveva una k al posto della c. La carriera del fuoriclasse ungherese è durata tanto ed è stata gloriosa. Quella del giovane George, rumeno, è appena all’inizio. Eppure ieri il fuoriclasse del suo Bari è stato proprio lui, il giovanissimo Puscas, ed ha regalato, con il suo exploit, 3 punti fondamentali per i galletti. George Puscas, rigorosamente con la C, è un attaccante nato a Marghita, in piena Transilvania, Romania, l’8 aprile 1996. Cresciuto calcisticamente nel Liberty Oradea, fa il suo esordio tra i professionisti, nel campionato rumeno, nel 2012 nel Bihor Oradea, da dove nella stagione successiva lo preleva l’Inter per il suo settore giovanile. Nella Primavera nerazzurra il giovane si mette in mostra a suon di gol, divenendo uno dei migliori prospetti del calcio giovanile, appetito da numerose società. Nel 2015 arriva ad esordire con la prima squadra, mettendo insieme 7 presenze tra campionato Europa League e Coppa Italia. All’inizio di questa stagione l’Inter lo manda a farsi le ossa in B, nelle file del Bari, dove non è una delle prime scelte di Nicola e trova poco spazio, un po’ più con Camplone. Sette le presenze fino a ieri. Nella partita con la Ternana parte titolare, sua seconda consecutiva, e ripaga la fiducia con un exploit: al 16′ si tuffa di testa su una punizione battuta lunga dalla trequarti destra, insaccando il gol dell’1-0, suo primo gol nel campionato italiano; al 57′ impreziosisce la sua marcatura d’esordio trasformandola in una doppietta, ancora di testa, stavolta su un cross di esterno dal limite dell’area di Di Noia. Non avrà la K nel nome, ma, intanto, Bari (e Inter) si gode il suo piccolo campione.

Image and video hosting by TinyPic

NERVI TESI A PESCARA – Tra tanti gesti atletici ed episodi da ricordare in questo doppio turno, anche un brutto episodio che di edificante ha ben poco. Al termine della partita tra Pescara e Ascoli, incontro molto nervoso già nei 90′ minuti, con i marchigiani che terminano in 9, si è scatenata un’enorme rissa, che ha coinvolto giocatori e dirigenti, con l’esclusione di Oddo, già uscito, tra le proteste per un episodio di gioco, all’emissione del fischio finale. Motivo del contendere, a quanto pare, la ferita inferta al giocatore Del Fabro da uno scontro con Lapadula, che ha costretto il giocatore bianconero ad essere sottoposto all’apposizione di punti di sutura tra le due sopracciglia. I marchigiani, convinti che ciò fosse accaduto volontariamente, già innervositi dalle scelte disciplinari dell’arbitro nei 90 minuti, hanno cercato di farsi giustizia, nonostante il giocatore ferito si fosse già avviato negli spogliatoi. In realtà le immagini hanno mostrato la fortuità del contatto che ha visto coinvolti i due giocatori, come ribadito dallo stesso Lapadula la sera stessa sul suo profilo Facebook, dove ha voluto anche stigmatizzare l’accaduto, visto che, ha voluto precisare, i giocatori devono essere da esempio ai tanti bambini che seguono il calcio.

Image and video hosting by TinyPic