A Marassi 3 punti d’oro per il Grifone: Genoa concentrato, Empoli inconcludente ed alla fine è 1-0

GENOVA – Partita assolutamente da vincere per gli uomini di Gasperini, per dimenticare Chievo e non rendere ancor più problematica una classifica fin qui già sufficientemente deficitaria. Di fronte un Empoli con una classifica migliore, che non ha intenzione di fare la vittima sacrificale, soprattutto perché sono almeno due mesi che non conosce più la parola vittoria (ultima in ordine di tempo la sconfitta di Frosinone) e imporsi in trasferta potrebbe essere il modo migliore per risvegliare il proprio campionato.

PRIMO TEMPO ROSSOBLU, MA CON POCHE EMOZIONI – Gasperini schiera la coppia d’attacco Pandev-Suso, portando Cerci in panchina. Giampaolo risponde con un 4-3-1-2, con Croce dietro le due M, Maccarone-Mchedlidze. Pronti via e il Genoa, fin da subito, sposta avanti il proprio baricentro. La voglia di far risultato è forte e, soprattutto all’inizio, anche grazie all’effetto Marassi, determina una prevalenza territoriale dei rossoblu che schiacciano i toscani nella propria metà campo, concedendo agli avversari solo sporadiche sgroppate verso la propria area. Gli uomini di Giampaolo si fanno schiacciare, ma lavorano bene e concentrati nella fase difensiva, contenendo la marea genoana con una tattica del fuorigioco perfetta, che frange più di una volta i flutti rossoblu, dove spicca un Pandev particolarmente attivo. Quando la trappola del fuorigioco fallisce, ci pensa Skorupski, come al 20′, quando è perfetto su un tiro ravvicinato di Rigoni, trovatosi libero davanti a lui. Per mezz’ora è un monologo dei grifoni, poi verso la fine del tempo, l’Empoli riesce a ridurre un po’ la pressione e si fa vedere un po’ più spesso oltre la propria metà campo, pur non facendo mai toccar palla a Perin, che rimane praticamente spettatore non pagante per tutto il primo tempo, neanche quando è Ansaldi, in recupero difensivo un po’ scriteriato, per evitare un laterale, a cedere lui stesso palla a Maccarone. Ai punti la prima frazione è dei padroni di casa, ma per quanto visto, effettivamente, in campo, soprattutto nelle due aree, lo 0-0 non è un risultato così bugiardo.

GENOA CONCRETIZZA IL PREDOMINIO – Per la ripresa, Gasperini decide di dare nuova vitalità al reparto offensivo: fuori un Suso piuttosto anonimo nel primo tempo e dentro Cerci. La bontà della scelta viene subito confermata perché, dopo un buon avvio dell’Empoli, che, nei primissimi minuti, rischia di andare in vantaggio con Zielinski che, messo in area da Croce, salta Perin, ma, contrastato da Laxalt, mette sul fondo, dai piedi dell’ex attaccante del Milan arriva l’assist a Rigoni che stoppa, si gira e angola il pallone di quel tanto da impedire che Skorupski ci arrivi . Così, al 3′ il Genoa riesce, finalmente, a concretizzare il predominio territoriale e si porta in vantaggio.

L’EMPOLI SPOSTA IL BARICENTRO, MA NON BASTA – Giampaolo prova a rispondere con un doppio cambio, cercando anche lui di rivitalizzare la propria fase offensiva, mettendo dentro Pucciarelli e Saponara per Buchel e Maccarone. E, anche in questo caso la mossa dà i suoi frutti, perché i toscani spostano il proprio baricentro. Nonostante questo i primi rendersi pericolosi sono ancora i rossoblu, con Skoruski chiamato all’intervento difficile sulla deviazione di Ariaudo su un cross dalla destra di uno scatenato Cerci. Però alla metà della ripresa anche i toscani mettono a referto la loro prima occasione pericolosa, con Mchedlidze che fa tutto bene, la angola, di sinistro, laddove Perin non potrebbe nulla, ma centra il palo pieno, seguito da Zielinski che prova al volo sulla respinta, intercettando il piede di un difensore avversario. Quindi dopo una prima fase di tempo dai ritmi alti, la partita si siede un po’, anche se in questo lasso di tempo è ancora il Grifone ad andare vicino al raddoppio, con Tachtsidis che impegna il portiere avversario con un tiro da fuori area e Pandev, che, servito al limite dell’area, mette il pallone a pochi centimetri dal palo.

SENZA TROPPI GRATTACAPI, IL GENOA LA PORTA IN FONDO – Gli ultimi minuti dicono poco di più per l’economia dell’incontro. Il Genoa bada a contenere un Empoli che continua a provarci, ma senza impensierire davvero Perin. I toscani ci vanno vicini con Pucciarelli che sfiora il palo, poi il resto sono azioni velleitarie che si chiudono sul fondo o tra le braccia del portiere. Il Genoa prova solo qualche sgroppata, poi, dopo 4′ di recupero, può alzare le braccia al cielo per una vittoria, tutto sommato, meritata. Tre punti che per i liguri arrivano come una boccata d’ossigeno fondamentale, soprattutto alla luce della vittoria contemporanea del Frosinone, con la consapevolezza, anche, di aver recuperato un Pandev che potrebbe esser l’arma in più per il resto del campionato. L’Empoli non rischia nulla, anche grazie a quanto di buono fatto nella prima parte del campionato, ma due mesi senza vittorie e 4 sconfitte consecutive non sono di certo le testimonianza di un periodo di forma ottimale.

GENOA-EMPOLI 1-0

GENOA (3-5-2): Perin 6, Izzo 6, Burdisso 6,5, De Maio 6, Ansaldi 5,5, Rincon 6, Tachtsidis 6, Rigoni 7, Laxalt 6,5, Suso (46′ Cerci 6,5), Pandev 7,5 (87′ Capel ng). A disp.: Lamanna, Marchese, Ntcham, Raul Asencio, Gabriel Silva, Lazovic, Fiammozzi, Donnarumma, Matavz. All.: Gasperini

EMPOLI (4-3-1-2): Skorupski 6,5, Laurini 5,5, Cosic 6, Ariaudo 6, Zambelli (74′ Bittante 6), Buchel (52′ Pucciarelli 6), Paredes 5, Zielinski 6,5, Croce 6, Maccarone 5,5 (52′ Saponara 6), Mchedlidze 6,5. A disp.: Pugliesi, Maiello, Camporese, Costa, Pelagotti, Krunic, Diousse, Piu. All.: Giampaolo

ARBITRO: Mariani. Guardalinee: Tasso e Pegorin

MARCATORI: 48′ Rigoni (G)

NOTE: Giornata piovosa, campo, comunque, ben praticabile. Ammonizioni: Zambelli, Buchel, Cosic e Paredes dell’Empoli. Recupero: 2′ pt, 4′ st

MIGLIORE SPORTMAIN: PANDEV – Al primo impegno del 2016, non mostra ruggini, ma si erge a baluardo dell’attacco rossoblu. Si fa trovare ovunque, partecipa a tutte le azioni d’attacco, ci prova in più di un’occasione, mancando il gol solo per un soffio. Una furia scatenata, un puro caso che non metta piede nell’azione del vantaggio.

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