Napoli, contro il Genoa un solo mantra: pensare a se stessi

NAPOLI – Una delle partite più belle da vedere, ma non in campo, bensì sugli spalti. E’ secolare il gemellaggio tra le due tifoserie, per una delle sfide che da sempre mostra l’altro lato del calcio: quello genuino.

APPROCCIO – Sono anni che intitoliamo, nel post partita, ‘Il Napoli ha sbagliato l’approccio’. Stavolta partiamo prevenuti, un po’ per scaramanzia, un po’ perché questa squadra quest’anno ci ha abituati diversamente, ma in meglio. L’approccio in queste gare, com’è ovvio, è fondamentale: sottovalutare una formazione in evidente difficoltà fuori e dentro al campo può essere un boomerang con lame molto affilato. Le squadre di Gasperini da affrontare sono sempre molto difficili dal punto di vista tattico, visto il particolare modulo – Un 3-4-3 che diventa facilmente un 5-4-1 – e per l’intensità che i giocatori mettono in campo, non è un caso infatti che all’andata il Napoli non è riuscito a violare la porta di Perin. Con il senno di poi, quella partita sarebbe finita diversamente, ma ora le motivazioni sono altre, e anche l’approccio sarà diverso. Perseverare non è mai un bene!

PENSARE A SE STESSI – Una settimana a sentir parlare di Bayern – Juventus, di pressioni, di psicologia, stanchezza, morale basso e di eventuali strascichi che una partita persa, in malo modo, può evidentemente portare. Ed in più c’è il derby, una partita mai come le altre. Ma al Napoli, questo fantomatico teorema del calcio, perché dovrebbe interessare? Siamo lontani tre punti, ci sono tante (troppe) partite da giocare e davvero si fa leva sulla stanchezza psico-fisica della Juventus? Pensare solo a se stessi è il mood di questa settimana, abbiamo l’occasione per avvicinarci, ma la Juventus è lontana ancora anni luce. Battiamo il Genoa, e magari la prossima settimana cambieremo titolo.

TRANQUILLITA’ – Quella non manca mai. Non è mancata nel mese e mezzo nero azzurro di questo girone di ritorno, dove un calo tra Europa League e Campionato era evidentemente previsto. Perché si, è vero, oggettivamente parlando questa era una formazione che non poteva, e non può, sostenere tre competizioni. La Juve ha il lusso di potersi permettere una panchina d’oro, noi ci accontentiamo delle lamentele di Gabbiadini e del suo agente che ogni tanto ci ricorda il ruolo del buon Manolo: sottili differenze di società diverse. Allora la forza dev’essere il saper gestire posizioni che nessuno si sarebbe mai aspettato ad inizio campionato, nemmeno il più giovane Caressa avrebbe auspicato questa stagione al Napoli. E se la costanza è la forza della Juve, serenità e tranquillità devono essere quella del Napoli. Perché il prossimo anno, probabilmente, partiremo dalla griglia come favoriti, e le problematiche saranno altre.

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