Inter, corsa Champions tra speranza e realtà

Foto IPP-Paolo Bona

I nerazzurri, Mancini in testa, credono al terzo posto dopo i risultati dell’ultimo mese. Il -5 dalla Roma è un distacco non abissale ma non facile da colmare. Nelle ultime 8 giornate serve l’en-plein (o quasi) per tentare l’approdo nella massima competizione europea: in ballo ci sono prestigio e milioni di € (circa 50) per dare ossigeno alle casse del club

MILANO – L’Inter ci crede. Il pareggio in casa giallorossa ha lasciato sì l’amaro in bocca per la vittoria sfumata a 5′ dal termine, ma anche la consapevolezza di aver trovato un’identità di gioco, grinta, testa e cuore. Certo, la situazione non è delle migliori, con 5 lunghezze di distacco dal terzo posto a 8 giornate dal termine. Ma neanche catastrofica (vedi Milan). Analizziamo gli elementi a favore della squadra di Thohir e quelli a sfavore, da oggi fino a fine campionato.

PRO: CALENDARIO, CROATI AL TOP E SOLIDITA’ DIFENSIVA – Il calendario non è di quelli proibitivi con un solo big match col Napoli,  da giocare tra le mura amiche; gli altri incontri casalinghi sono piuttosto abbordabili, con Torino, in crisi nera, da affrontare subito dopo la sosta, Udinese ed Empoli. Fuori casa, partite (sulla carta) non impossibili ma insidiose: Frosinone e Genoa, in piena lotta salvezza, Lazio, ormai fuori da tutto ma che sicuramente vorrà chiudere con onore (vedi partita col Milan nella giornata appena trascorsa) e Sassuolo, in cerca di un “miracolo” europeo e già vincente all’andata con il rigore di Berardi a tempo scaduto. 8 vittorie su 8 sarebbero il massimo e probabilmente consentirebbero all’Inter il sorpasso Champions ai danni della Roma che, tra derby con la Lazio proprio alla ripresa, match col Napoli e l’ultima partita a Milano con i rossoneri. potrebbero perdere qualche punto prezioso.

Tralasciando ipotesi e numeri, si passa al campo: l’Inter ha finalmente trovato nel duo croato Perisic-Brozovic la base tecnica e tattica su cui puntare. Dalla partita di Coppa Italia con la Juventus, l’esterno è passato da oggetto misterioso ad oggetto prezioso, imprescindibile nello scacchiere di Roberto Mancini. Troppo altalenante nelle prestazioni fino a Febbraio, dovuto probabilmente all’impiego “a singhiozzo” e il fisiologico periodo di ambientamento al nuovo campionato, l’ala, fortemente voluta lo scorso Agosto, è definitivamente esplosa a Marzo, a suon di gol (4 consecutivi) ed assist. Il suo connazionale è tornato ad essere “Epic”, mostrando corsa, personalità e tecnica in qualsiasi posizione venga impiegato. Oltre ai balcanici, sembra poter tornare sui livelli dell’andata tutta la fase difensiva, col pacchetto “Nagatomo-Murillo-Miranda-D’Ambrosio”, protetto dal “pitbull” Medel, che sembra esser ormai consolidato. Curando le disattenzioni nel finale, non sarà difficile portare spesso a casa i 3 punti.

CONTRO: CLASSIFICA, AVVERSARIE DIRETTE E ATTACCO –  Se la situazione in classifica, come già ampiamente trattato, si può ritenere non affatto proibitiva, certamente non è nemmeno vantaggiosa: i famosi 5 punti dalla Roma (e il pari merito, ma con lo scontro diretto a sfavore, con la Fiorentina) sono recuperabili, ma, è risaputo, chi rincorre fatica sempre di più. Pesano i punti persi, sia per ingenuità che per sfortuna, nel finale con Lazio, Sassuolo, Carpi e Fiorentina, di cui 3 su 4 in casa. Il calendario sorride forse di più ai nerazzurri e la Fiorentina sembra essersi smarrita nell’ultimo mese, ma negli ultimi anni sia Roma che “Viola” hanno mostrato un gioco migliore e una solidità maggiore dei meneghini, arrivando sempre davanti.

L’attacco interista è decisamente migliorato rispetto alla prima parte di stagione, restando a secco soltanto con Milan (ma con rigore fallito da Icardi) e Juventus. Paradossalmente, però, gli ultimi avvenimenti lo rendono forse il reparto più vulnerabile con l’infortunio di Icardi, nel suo miglior momento di forma (probabile ritorno col Torino, ma bisognerà valutare le condizioni), un Eder ancora “a secco” in maglia a strisce nero e blu, Jovetic “desaparecido”, Ljajic e Palacio a contendersi spesso una maglia e cercare continuità di prestazioni. Occorre il maggior “urto” offensivo possibile, perchè i croati da soli non possono bastare.

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