Lazio – Roma (1-4) le pagelle: poker servito nella stracittadina, Nainggolan super e Lazio senza anima

ROMA (4-3-3)

Szczezny 6 – ordinaria amministrazione. Unica nota dolente, che sporca il risultato, l’uscita a vuoto su Klose che ha concesso il gol della bandiera agli avversari.

Florenzi 7 – oggi il capitano è lui, Totti siede ancora in panchina. Sempre su alti livelli in termini di costanza sulla fascia, subisce leggermente le accelerazioni di Keita Balde nella ripresa. Trova la gioia del gol quando viene spostato a centrocampo insaccando il 3-1 con un preciso diagonale al volo.

Manolas 7.5 – lui non segna nel poker giallorosso ma la sua presenza in difesa è una garanzia quotidiana. Annienta Matri, non si scompone neanche con l’ingresso di Klose. Un muro.

Rudiger 7 – efficace nelle chiusure in extremis specie quando ha l’avversario alle spalle. Sbaglia poco, a tratti nervoso ma è nel suo DNA, senza perdere la concentrazione quando prende posto come terzino.

Digne 6.5 – è intelligente perché sa quando scegliere il momento per confezionare assist. E infatti al 16’ pesca solo in area El Shaarawy per l’1-0. Diligente per il resto del match.

Keita 7 – sostituisce De Rossi e sfrutta la sua sapienza tattica per fungere da diga davanti ai quattro della difesa. Tiene bene il passo anche nella ripresa, sempre ordinato ed elegante nel tackle.

Pjanic 6.5 – a volte va a intermittenza, a volte è un diesel, oggi sornione fino al palo colpito al 40’ con Marchetti spettatore. Da lì in poi cambia marcia e si prodiga, in giocate degne delle sue qualità concedendosi anche il tempo per qualche galoppata sulla fascia.

Nainggolan 8 – sono quasi finiti gli aggettivi per coronare le sue prestazioni. Positivo sotto tutti i punti di vista, solito faticatore a centrocampo si prende qualche fallo di frustrazione dai laziali; come sempre, si rialza e torna più scatenato di prima. (70’ Falque 5.5 – poca incisione sul settore di sinistra complice anche il poco minutaggio che si porta dietro).

Perotti 7.5 – copre in diverse occasioni un ruolo non facile, dove il falso nueve si mischia a uomo assist e rubapalloni. Nella strategia di Spalletti è uno dei meccanismi che permettono alla macchina da gol di funzionare. Corre da destra a sinistra, torna a dare una mano ma mai lontano dall’azione. Al 64’ fa le prove del gol (palo colpito) che diventano show al 87’ con il definitivo poker siglato di sinistro dopo venti metri palla al piede.

Salah 6 – sì la sua presenza si è vista sul manto erboso ma sa di dover fare di più. Va a sbattere nel primo tempo su Hoedt, nella ripresa ha un paio di occasioni per metterla dentro come al 54’ dove spara nella curva semi-deserta. Un egiziano spaesato. (80’ Zukanovic 6 – per lui un quarto d’ora composto in coppia centrale con Manolas).

El Shaarawy 7 – ha aperto le danze nella quaterna giallorossa. Bello come anche facile il gol di testa al 16’ dopo essere stato dimenticato in area. Sicuramente più faraonico di Salah, ha cercato sempre il dialogo con i compagni di reparto. (60′ Dzeko 6.5 – entra e ci mette poco a gonfiare la rete del doppio vantaggio al 64’ stavolta scegliendo la precisione anziché la potenza).

LAZIO (4-3-3)

Marchetti 4 – il voto sottolinea i gol incassati e i palloni raccolti in fondo al sacco. Di male in peggio dopo il primo svantaggio.

Patric 5 – era partito bene nel duello con Digne ed El Shaarawy. Quando perde posizione difficilmente gli avversari perdonano.

Bisevac 5 – colpevole di aver lasciato libero El Shaarawy di staccare e segnare. Non è l’unico ad andare in slow motion in difesa.

Hoedt 6 – attento nelle chiusure a inizio gara su Salah, poi va scemando la sua prestazione con un palo colpito al 68’ e un’espulsione (doppio giallo) per fallaccio prima su Nainggolan poi nel finale su Florenzi. Si salva rispetto ai compagni di reparto.

Braahfeid 5 – Salah è sceso poco e niente e questo lo ha risparmiato in alcuni interventi, tranne quando si presentava Perotti. Si associa nella grigia e lenta prestazione dei suoi.

Cataldi 5 – si pesta i piedi con Biglia e Parolo a centrocampo, non trova la giusta dimensione.

Biglia 5.5 – prova a suonare la carica quando vede che la squadra è in difficoltà ma finisce per fare proteste su proteste che gli tolgono le energie necessarie a giocare sufficientemente la partita.

Parolo 6 – sceglie in alcune occasioni di penetrare tra le maglie giallorosse senza troppa gloria. Almeno porta la reazione della Lazio prima con la traversa colpita al 68’ e poi accorciando le distanze al 76’ depositando in rete l’assist di Klose.

Candreva 5.5 – vorrebbe lasciare il segno in questa gara, vorrebbe dribblare gli avversari come birilli ma il muro romanista non gli permette vita facile. Si accontenta di qualche guizzo e tiro lontano dallo specchio. Fa meglio Keita. (56’ Keita Balde 6 – porta rapidità sulla fascia senza pensare troppo al risultato, bene nell’uno contro uno).

Matri 5 – si è girato più volte per cercare di prenderla e niente, l’ha vista solo passare oltre di lui. Abbastanza nullo ma sono anche arrivati pochi palloni giocabili. (56’ Klose 6 – l’esperienza serve nel calcio e furbescamente anticipa Szczezny di testa servendo l’assist del 1-2 a Parolo. Sgomita comunque fino al fischio finale).

Anderson F. 5 – un anno fa i suoi tifosi lo elogiavano per le ottime qualità mostrate durante il campionato. Se la classe non è acqua, il derby è l’occasione migliore per mettersi in luce.

MIGLIORE IN CAMPO SPORTMAIN: Nainggolan 8 – non è facile scegliere il man of the match quando quattro giocatori diversi mettono il loro nome sul tabellino. Lui ha un qualcosa in più che gli permette di scendere in ogni partita con la giusta dose di agonismo ed essere fino a fine gara il valore aggiunto in ogni reparto della squadra. In questo derby il gladiatore è stato lui. Complimenti.

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