F1; in Bahrein Rosberg fa pokerissimo, Ferrari …inaffidabile

CINQUINA– A Shakhir quinta vittoria consecutiva, tenendo conto anche delle ultime 3 corse del 2015, per Nico Rosberg, che dopo soli 2 GP è già in fuga nella classifica piloti a punteggio pieno. Come ad Adelaide, la nuova partenza “a manetta singola” pare indigesta al compagno e campione in carica Lewis Hamilton, che dopo un avvio al rallenty viene anche speronato da Bottas, successivamente penalizzato.  L’inglese è costretto quindi ad una difficile rincorsa, con la fiancata destra danneggiata, e non può andare oltre la terza posizione. Troppi selfie? Troppe serate mondane? O motivazioni al lumicino dopo 3 titoli? Quale che sia il motivo, Nico sembra molto più concentrato e motivato del compagno, che pur essendo più veloce pare soffrire oltre il dovuto in questo inizio di stagione, che è comunque lunghissima (ancora 19 gp da disputare), e quest’anno propone diverse incognite aggiuntive; la partenza, come detto, può riservare sorprese,  con piloti partiti in prima o seconda fila che possono ritrovarsi a centro gruppo, e le 3 mescole utilizzabili anziché 2 (con la nuova ultrasoft che ancora non si è vista), che offrono una vasta gamma di strategie possibili, sia in gara che in qualifica; ricordiamo che ogni pilota ha a disposizione 13 set di gomme da asciutto per ogni weekend, prove libere comprese,  e sceglie lui come ripartire, tra quei 13, le tre mescole disponibili che la Pirelli porta sui vari tracciati. In generale, comunque, la Mercedes finora non sembra aver giocato fino in fondo le sue carte, sia perché non c’è stata lotta diretta tra i due piloti, sia perché l’unico vero avversario, la Ferrari, ha portato in entrambe le gare al traguardo  una sola vettura.

AFFIDABILITA’– il problema che ha costretto Sebastian Vettel al ritiro durante il giro di ricognizione, sembra non ricalcare quello patito da Raikkonen in Australia, ma è certo che le voci che giravano nel paddock nella giornata di sabato non sembravano rassicuranti. Pare infatti che la Ferrari abbia scelto, in sede di progettazione della power unit, una turbina troppo grande, che comporta problemi di erogazione della potenza ai bassi regimi. Per ovviare al problema, i tecnici di Maranello avrebbero deciso di massimizzare l’energia prodotta da uno dei due motori elettrici, l’Mgu-h, e di far girare la turbina a regimi più alti, ma creando cosi altre due criticità; l’aumento dei rischi di rottura sia del turbo che del motore elettrico, sia lo “spreco” di potenza, perché quell’energia usata per far girare la turbina al giusto regime potrebbe venire utilizzata come aumento di cavalli dall’altro motore elettrico, l’MGU-K (in pratica, le Ferrari girerebbero depotenziate). Fino al Gp di Spagna non sarà possibile portare in pista un motore ibrido senza questi problemi, e comunque già ora in Ferrari devono fare i conti con i due ritiri, e conseguenti perdite di gettoni per le sostituzioni delle componenti danneggiate(ricordiamo che ogni pilota ha a disposizione 9 gettoni di sviluppo e 5 power unit nell’arco dell’intera stagione). Al di là del fatto, ovvio, che la carenza di affidabilità rende inutili gli eventuali progressi in termini di prestazioni

DIVARIO– La Ferrari non sembra in una situazione molto diversa da quella del 2015, in termini di distacco dalla Mercedes; il distacco si mantiene intorno al mezzo secondo al giro in qualifica, mentre in gara a lungo Raikkonen ha girato vicino ai tempi di Rosberg, che però ogni volta che il ferrarista si avvicinava lo ricacciava indietro senza grossi problemi. Al netto dei problemi di affidabilità, non mancheranno di certo le occasioni per vincere, ma la partenza è un’incognita per tutti, non solo per le frecce d’argento,  e comunque il primo vero banco di prova sarà la Cina, primo circuito dove sono presenti anche curve ad ampio raggio, dove servono  carico aerodinamico ed efficienza telaistica. Come in Australia, la Mercedes in Bahrein, a parità di condizioni e di gomme, è sembrata avere ancora qualcosa in più della rossa di Maranello, e va considerato che Hamilton ha corso con una vettura danneggiata. Buona comunque la prova di Raikkonen, dopo una brutta partenza, ma pensiamo che l’anno scorso finì secondo a 3 secondi da Hamilton, quest’anno a 10 da Rosberg; cos’è cambiato, verrebbe da pensare…

IL MONDIALE DEGLI ALTRI– la cosa che colpisce di più di questo inizio di stagione, è il vuoto che si è creato tra le prime due scuderie e il resto del gruppo; Ricciardo, quarto, è arrivato a oltre un minuto da Rosberg, con distacchi superiori l’incredibile Grosjean con la debuttante Haas e Verstappen, tutti gli altri doppiati. Se non altro, dalla terza fila in poi si vede un grande equilibrio, tanti duelli e sorpassi, in pista e ai box in termini di strategie, e con macchine tanto vicine viene fuori il valore del pilota; Ricciardo, per esempio, è anni luce davanti al discontinuo Kivyat con la Red Bull, mentre Verstappen conferma il suo talento con la Toro Rosso (ricordiamo, motorizzata Ferrari versione 2015), e fa davvero notizia la Haas, considerata poco più di un clone della Ferrari, che per la seconda volta ottiene un ottimo piazzamento con il ripudiato, ed ex sfasciamacchine, Grosjean Ottimo anche l’esordio del belga Vandoorn con la Mc Laren, sostituto dell’infortunato Alonso e che qualcuno vede già al posto dello stanco Button, (comunque la casa di Woking almeno ora naviga a centro gruppo, mentre nel 2015 stava davanti solo alla Manor), cosi come la prova di Wehrlein; per la prima volta abbiamo visto la Manor battagliare con altre vetture. Male le Williams, al di là della penalizzazione di Bottas, su una pista che in teoria favorisce la componente motoristica; strategie conservative e poca velocità, dopo una discreta qualifica. Malissimo le Sauber-Ferrari, che qualcuno vede già con gravi problemi finanziari, cosi come le Renault, lontanissime in gara e nemmeno affidabili

 

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