Modena vince il “classico” con Trento. Civitanova abbattuta dal tornado Atanasijevic

atanasijevic

Arrivati alle semifinali di play-off, la superlega Unipolsai inizia a diventare il torneo più appassionante del mondo per i livelli tecnici ed agonistici messi in campo dalle “fantastiche 4”. Fin qui sono arrivate infatti quelle squadre che, rispetto alle altre, avevano qualcosa in più. La grande favorita resta ancora Civitanova, nonostante la sconfitta odierna, ma la storia insegna che quando si parla di play off nessun pronostico è perfettamente attendibile.

Modena-Trento

Trascinata da Lucas e Ngapeth Modena fa suo il primo episodio di quello che è stato definito da qualcuno, ultimamente, il “classico” della pallavolo italiana odierna. Dopo gli addii di Sisley Treviso e Lannutti Cuneo infatti queste due squadre rappresentano la tradizione e l’elite assoluta delL’intero movimento pallavolistico italiano.

Lorenzetti schiera: in diagonale Bruno- Vettori, in banda Ngapeth e Nikic, Lucas e Bossi al centro e Rossini libero.

Stoytchev risponde con Giannelli e Djuric, Kaziysky e Unaut, Solè, Van De Voorde e Colaci.

La partita inizia con Trento a far da padrona e Modena che nonostante sia a pochi punti di distanza non riesce a trionfare e soccombe per 23-25. Dopo il primo set però qualcosa cambia nella testa dei modenesi e a salire in cattedra adesso sono i colori emiliani grazie a  Ngapeth e Lucas. Il brasiliano è una furia inarrestabile, mai, assolutamente mai, fermato dai Trentini. A testimoniare la sua prestazione maiuscola ci sarà un 90% in attacco, dove un solo errore personale (palla fuori) intacca quello che sarebbe stato un rotondo 100%; il tutto sulla bellezza di 20 attacchi. Il francese dalla sua si conferma quello che è: il giocatore che sta rivoluzionando la pallavolo, oltre che uno degli schiacciatori più forti del mondo. Unico giocatore ad essere decisivo in questo modo in ogni parte del campo e in ogni fondamentale. Con un 71% di ricezione positiva su ben 41 ricezioni totali, 5 ace e il 53% in attacco viene in mente un solo aggettivo per descriverlo: imperioso.

Trento dalla sua gioca la solita buona pallavolo, ma accusa oltremodo la mancanza di Lanza. Mette in evidenza i problemi in ricezione visti contro Molfetta, ma ciò non è sorprendente. Trento gioca con due schiacciatori fortissimi nei fondamentali di prima linea, ma che soffrono particolarmente in ricezione, soprattutto se dall’altra parte ci sono battitori come Ngapeth, Vettori e Lucas o precedentemente Hernandez, Hierrezuelo o Fedrizzi. Giannelli è costretto a correre da una parte all’altra del campo, senza poter recitare il suo consueto spartito con molti primi tempi e veloci aperture in banda.

Questa si preannuncia comunque una disputa destinata a far diventire particolarmente i tifosi e gli appassionati oltre che gli addetti ai lavori.

Civitanova- Perugia

Nel descrivere ciò che è stata la partita si potrebbero utilizzare anche poche parole e si potrebbe sintetizzare così: Atanasijevic, Atanasijevic… Atanasijevic.

La squadra di Kovac parte sfavorita nella serie che li vede contro la corazzata marchigiana campionessa della regular season, oltretutto con il rischio (dovuto a divergenze tra il sistema del campionato italiano e la nuova formula delle coppe) di restare fuori dall’Europa qualora non arrivasse in finale play off.

Blengini le prova tutte, dà ampio sfoggio della sua lunga panchina concedendo spazio praticamente a tutti, ma non riesce mai a contrastare la furia serba, che in queste partite grazie al suo sconfinato agonismo inizia ad essere “on fire” usando un termine preso a prestito dal basket.

Il tabellino recita: 30 punti con il 63% in attacco, 3 ace e 2 muri: inarrestabile, riuscirà ad oscurare la prestazione di Juantorena, che chiuderà con 20 punti e percentuali altissime, che però non è stato decisivo come l’opposto di Perugia.

Le semifinali in corso si preannunciano come partite da seguire con il fiato sospeso, dall’esito assolutamente incerto e dallo spettacolo assicurato. Gara 1 ha infatti mostrato un biglietto da visita al quanto interessante.

Giovanni Sorrentino

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