A tutta B: la fugA del Crotone, l’inarrestabile discesa del Livorno, l’Aniello ritrovato, la Tena…cia del Crotone e lo stato dei cambi

PER IL CROTONE E’ FUG..A – Per scaramanzia in città non si vorrà dire nulla, ma parlare di A per il Crotone, ormai, appare una pura formalità. In più, adesso, sembra anche più vicino l’obiettivo della conquista del campionato, visto che, grazie alla vittoria di Terni, i calabresi hanno toccato quota 73 punti, mettendo 5 lunghezze tra loro e il Cagliari che, invece, è uscito battuto dal campo dell’Ascoli, restando a 68. Sono 21 i punti ancora a disposizione nelle restanti 7 giornate e i punti delle due capoliste sul terzo posto sono, rispettivamente, 16 e 11. Terza piazza occupata, attualmente, dalla coppia a 57 formata dal Bari, che batte il Livorno a domicilio, e dallo Spezia, che prosegue il suo bellissimo girone di ritorno battendo il Novara nello scontro diretto. Altra squadra rivelazione a quota 56, dove si trova il Trapani, che, in rimonta, travolge il Modena a domicilio e prosegue la sua corsa inarrestabile verso le migliori posizioni play off. La sempre compattissima zona spareggi prosegue con le due squadre appaiate a 55, ovvero il Cesena, che pareggia in casa col Vicenza, e il Pescara, che sembra essersi ripreso dal periodo nero, inanellando la seconda vittoria consecutiva, stavolta a spese dell’Avellino, che consente di consolidare il rientro in zona play off. A contendersi l’ultimo posto buono, la coppia a 54, ovvero il Novara, che scivola lì dopo la sconfitta del Picco, e la rientrante Entella, che sbanca Lanciano e balza nuovamente dentro. Prende un leggero distacco il Brescia, che, con il pareggio col Perugia, resta a 51. Gli stessi umbri, con questo risultato, salendo a 48, probabilmente devono salutare la zona spareggi.

L’INARRESTABILE DISCESA DEL LIVORNO – Pochi stravolgimenti in coda, visto che delle squadre coinvolte nella lotta per la salvezza, solo una esce con la posta piena dal proprio incontro. Ultimo è sempre il Como, che porta a casa l’ennesimo pareggio, in casa, nello scontro diretto con la Pro Vercelli, sale a 28 e vede la zona play out lontana ancora 8 punti. Penultimo scivola il Livorno, che prosegue la sua inesorabile caduta verso il basso, uscendo sconfitto anche dal match casalingo contro il Bari, terza sconfitta in altrettante gare per Colomba, che lo tiene a 33 punti e lo fa scavalcare anche dalla Salernitana, l’unica vincente di giornata, che, con i 3 punti raccolti in modo rocambolesco nel match di Latina, sale a 35, ad un solo punto dalla zona play out, rappresentata, attualmente, dal Modena che, sconfitto in casa dal Trapani, resta a 36. L’altro posto spareggio è occupato dal Vicenza, che sale a 38 grazie al pareggio di Cesena. A rischio il terzetto a 39, formato dal Pro Vercelli, che pareggia a Como, dal Latina, sconfitto a Salerno, e dal Lanciano, battuto, a domicilio, dall’Entella. Chi fa un bel balzo in avanti è l’Ascoli, che, con la sorprendente vittoria ai danni del Cagliari, balza a 42, mettendo 4 lunghezze tra sé e la zona calda.

L’ANIELLO RITROVATO – Nessuna rivoluzione, ma qualche movimento, questa settimana, nella classifica cannonieri. Capocannoniere è sempre Lapadula, che incrementa il proprio bottino, salendo a 21 grazie al gol del momentaneo 2-1 del Pescara ad Avellino. Resta fermo a 16 Caputo sul secondo gradino del podio, ma non viene insidiato dagli inseguitori, visto che sia Ganz, che Budimir restano a 14, non andando a segno in questa giornata. Sale a 13, invece, Coda, che realizza, su rigore, il gol del definitivo 3-2 della Salernitana sul Latina, lasciando, così, Farias e Maniero, a secco, a quota 12. Fatta la giusta menzione d’onore per Ardemagni, autore di una doppietta nel 2-2 del Perugia a Brescia, per Petkovic, che realizza 2 dei 4 gol del Trapani a Modena, seppur su calcio di rigore, e, soprattutto, per Cacia (foto di copertina), che affossa il Cagliari con due reti, di cui la seconda, un pallonetto preciso dal limite dell’area sul portiere in uscita, di pregevolissima fattura, la vetrina della giornata tocca, però, ad un giocatore che, con il suo gol, secondo consecutivo nelle ultime due partite giocate da titolare, ha portato alla sua squadra punti fondamentali per continuare a sognare, ovvero Aniello Cutolo dell’Entella. Cutolo è un attaccante nato a Napoli il 19 maggio 1983 e cresciuto calcisticamente nelle giovanili di squadre della sua città, prima il Soccavo, poi il Napoli, fino al 2001, quando passa alla Primavera del Benevento. Con i giallorossi debutta tra i professionisti, in C1, con una presenza nel campionato 01/02. Quindi gioca un’altra stagione completa, stavolta trovando maggior spazio e segnando anche il suo primo gol tra i professionisti, prima di passare in prestito al Giugliano, in C2, dove comincia a segnare con una certa regolarità (8 reti) contribuendo all’approdo ai play off. Quindi torna a Benevento, dove si ferma solo 6 mesi, prima di essere ceduto alla Lodigiani, ancora in C2, dove esplode, segnando 10 gol nei mesi restanti alla fine della stagione. Così viene notato anche ai piani superiori e, infatti, arriva la chiamata dell’Arezzo, in B, ma le cose non vanno bene, e, dopo 6 mesi senza gol, a gennaio passa al Verona, sempre in serie cadetta, con cui chiude la stagione e gioca anche tutta la successiva, la 06/07, culminata con la retrocessione in C1 dopo la sconfitta nei play out. Scende nuovamente di categoria, accettando la corte del Taranto, dove, con 14 gol, contribuisce alla quasi promozione in B. Quindi una stagione a Perugia, in Prima Divisione, e due al Crotone appena promosso in B, segnando 17 gol complessivi. Nel 2011 passa al Padova, dove gioca altre due stagioni in B da 20 gol complessivi, poi va a Pescara, per il campionato cadetto 13/14, con appena 3 gol segnati. La scorsa stagione ha cominciato nelle file del Livorno, segnando 6 gol nelle 21 partite giocate fino a gennaio, quindi è passato all’Entella, con cui ha chiuso la stagione, con altri 2 gol che non sono serviti ad impedire la retrocessione. Decide di fermarsi il Liguria e la sua scelta viene premiata con il ripescaggio della squadra in serie cadetta. Poco spazio per lui, anche per diversi problemi muscolari, in questa stagione molto bella vissuta dalla squadra di Chiavari, ma quando viene chiamato in causa non fa mancare il suo apporto, come dimostrato nelle ultime due partite in cui ha giocato da titolare, andando a segno in entrambe le occasioni per i suoi primi due gol stagionali: la scorsa settimana ha aperto le marcature nella partita casalinga con la Ternana, che, con il raddoppio di Caputo sembrava aver indirizzato l’incontro verso una vittoria, prima che l’abbassamento del ritmo dei liguri consentisse il pareggio delle fere; al 26′ della partita di Lanciano, invece, è arrivato un gol pesantissimo, con un sinistro al volo, potente, dopo l’assist di Caputo al termine di un’insistita azione personale sulla sinistra, che ha consentito all’Entella di portare a casa 3 punti fondamentali per tornare in corsa per i posti play off. Se il sogno a Chiavari continua è anche grazie all’apporto del suo bomber ritrovato.

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UN CROTONE TENA…CE – Indipendentemente dalla stagione straordinaria che sta vivendo, il Crotone, da anni, è noto per la sua valorizzazione dei giovani, che, mai come quest’anno, ha dato i suoi frutti. Tanti i ragazzi lanciati e valorizzati in questi anni e per capire il loro apporto anche a questa stagione è sufficiente vedere il tabellino dell’ultima partita, quella che potrebbe aver dato una svolta importante alla stagione rossoblu, orientandola verso la Serie A e il primo posto: il gol decisivo è stato opera di Ricci, di cui si è già parlato in questa rubrica, e che, con questo gol, è approdato in doppia cifra, ma anche il gol del vantaggio dei calabresi è stato messo a segno da un giovanissimo, ovvero Pol Garcia Tena. Garcia Tena è un difensore centrale spagnolo, nato a Terrassa il 18 febbraio 1995. Ha mosso i primi passi nel mondo del calcio nella Cantera dell’Espanyol, dove è rimasto fino al 2010, prima di passare a quella del Barcellona. Da lì, nel 2011 l’ha prelevato la Juve per la sua Primavera. Grande personalità mostrata fin da subito dal giocatore, al punto da diventare Capitano della formazione giovanile bianconera, con cui, fino al 2013, ha vinto due Supercoppe Primavera. Nella stagione 14/15 il primo prestito tra i professionisti, al Vicenza, con cui mette insieme 23 presenze e segna il suo primo gol in B. Tornato alla base, ha cominciato questo campionato, ancora in prestito, al Como, ma, durante il mercato di gennaio, è approdato al Crotone. 8 le presenze per lui finora e sabato il primo gol con i rossoblu, anche se col giallo: al 6′ svetta di testa su un calcio d’angolo dalla sinistra e indirizza in modo potente verso la porta un pallone che Mazzoni respinge, ma, secondo il guardalinee (mancando in B la gol line technology), dopo che questa ha attraversato completamente la linea di porta, convalidando il gol del vantaggio crotonese. Un altro giovane ha messo, quindi la firma sulla (quasi) Serie A del Crotone.

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LO STATO DEI CAMBI – Come ogni stagione, ormai, anche in questa il numero dei cambi in panchina ha raggiunto quote piuttosto elevate: già 17 i cambi avvenuti (e non se ne possono escludere altri ancora, se si pensa che la scorsa stagione l’ultimo cambio avvenne all’ultima giornata), che non è record perché nelle ultime stagioni si è riusciti a fare di peggio, ma parla comunque di una moda sempre tanto diffusa quanto, talvolta, avventata. Infatti la domanda che ci vogliamo porre oggi è: davvero tutti questi cambi hanno svoltato la stagione delle squadre che le hanno messe in atto? Partiamo dall’inizio: ben due i cambi messi in atto già nelle prime 10 giornate, ovvero Breda che ha sostituito Toscano alla Ternana alla 4^ e Foscarini, che ha preso il posto di Scazzola sulla panchina della Pro Vercelli alla 7^. Difficile dire come avrebbero potuto andare le cose se i due tecnici avessero potuto proseguire il lavoro precocemente interrotto, c’è da dire, però, che Breda ha fatto comunque un buon lavoro a Terni, con le fere che veleggiano in una tranquilla zona di classifica già da diverso tempo, avvicinandosi anche alla zona che conta in un paio d’occasioni in corso di stagione, mentre l’esperto Foscarini sta un po’ tribolando con una Pro che dà sempre l’impressione di poter fare lo scatto per uscire dal pantano, salvo poi scivolare e trovarsi impelagata, come attualmente, nella lotta per non cadere in zona play out. Nella giornata dell’ecatombe, l’11^ (ben tre gli allenatori esonerati in quell’occasione), Magia ha sostituito Petrone sulla panchina dell’Ascoli. In questo caso il cambio è parso quasi obbligato: la squadra, dopo aver lottato anche per la zona play off, era entrata in una fase involutiva che l’aveva portata fino alla zona retrocessione. In più il tecnico era inviso alla piazza che trovava più di un’occasione per contestarlo, quindi il cambio è arrivato come una boccata d’ossigeno e Mangia, pur tra alti e bassi, è sulla buona strada per compiere la missione salvezza. Le regine dei cambi sono state 3. Con 3 tecnici stagionali c’è il Como, che ha proseguito con Sabatini fino all’undicesima, quindi Festa fino alla trentunesima e ora Cuoghi: destino mai cambiato perché ultimo posto era e ultimo posto è tuttora. Sabatini era amato dai tifosi ma non dalla società, Festa ha ottenuto qualche risultato di rilievo, ma troppi pareggi, Cuoghi ha esordito alla grande con la vittoria a Modena, a cui, però ha fatto seguire due pareggi e una sconfitta e la retrocessione è molto vicina. Il top dei cambi, ma anche dell’avventatezza, pagata a caro prezzo, è stato raggiunto da 2 società: il Livorno che ha esonerato una prima volta Panucci dopo una serie di brutti risultati, alla 14^, ma con la squadra in zona play off, affidandola a Mutti, che ha messo insieme una serie di risultati disastrosi, che hanno portato la squadra a ridosso della zona retrocessione, fino alla 23^, quando è stato richiamato Panucci, che non è riuscito ad invertite il trend, così da venire sostituito, nuovamente, alla 32^ stavolta da Colomba, che ha inanellato 3 sconfitte in altrettante partite, portando la squadra al penultimo posto; il Latina, che ha iniziato con Iuliano, tenuto fino all’11^, quando la squadra, pur non esaltando, era in una tranquilla posizione, a ridosso della zona che conta, passando a Somma, che ha proseguito fino alla 28^, con qualche minaccia di esonero già durante la pausa invernale, che ha traghettato i nerazzurri, comunque, in acque tranquille, il rapido passaggio a Chiappini che ha portato a casa una sconfitta, per arrivare a Gautieri, che, fin qui, non ha portato grossi stravolgimenti e la squadra è ad 1 punto dai play out. Tanta l’attesa della Salernitana, che, nonostante la squadra rimanesse nelle ultime posizioni della classifica, ha continuato a dare fiducia a Torrente fino alla 24^ giornata, chiamando poi Menichini, il tecnico della promozione, che, senza far polemiche per la sfiducia di inizio stagione, ha preso la squadra in mano, proseguendo anche lui tra alti e bassi, anche se, al momento la squadra è terzultima e la zona play out è ad un solo punto. Ancora del tutto da valutare alcuni degli ultimi cambi effettuati, anche se, in alcuni casi, il trend è decisamente negativo. Dalla 32^ Tesser non è più il tecnico dell’Avellino sostituito da Marcolin: visti gli scontri verbali con l’ex tecnico da parte della società, Tesser è durato fin troppo, ma lui era uscito dalla lotta per i play off e il nuovo tecnico non ha fatto altro che confermarla, con un pareggio e 2 sconfitte. Alla 31^ cambio sulla panchina del Vicenza, con Marino che ha ceduto le armi a Lerda: squadra con un ottimo periodo iniziale seguito da una lenta discesa fino alla zona retrocessione sotto la direzione dell’ex tecnico dell’Udinese, nelle mani di Lerda sembra esserci stata la spinta giusta, visto che, dopo la partenza con una sconfitta, sono arrivate 2 vittorie e un pareggio e la salvezza, ora, è solo ad un punto. L’ultimo arrivato, invece, è Bergodi, che ha sostituito Crespo alla 33^ sulla panchina del Modena: squadra condotta tra tante difficoltà dal tecnico argentino, con tanti punti persi per sfortuna in mezzo a diverse buone prove e classifica al limite tra la salvezza e i play out, con il nuovo tecnico sono arrivate un pareggio e una sconfitta casalinga, con il raggiungimento del quartultimo posto. Infine, però, è giusto dirlo, ci sono stati alcuni cambi che hanno davvero cambiato la stagione della squadra, con diversi gradi di positività. Maragliulo ha preso, alla 24^ una squadra penultima e, nel giro di qualche settimana, inanellando una serie di risultati che hanno fatto sì che il Lanciano fosse una delle squadre migliori del girone di ritorno, l’ha portata fuori dalla zona retrocessione. Solo qualche risultato negativo nelle ultime settimane ha riavvicinato la squadra alla zona pericolosa. Camplone ha ereditato il Bari da Nicola 21^: giusto dire che già con l’ex tecnico del Livorno i galletti erano una squadra d’alta classifica che lottava per i posti play off e, forse, anche con lui il Bari avrebbe potuto continuare a contendere un posto per gli spareggi, ma, prendendo la squadra in una fase involutiva, in cui era anche uscita dalla zona play off, Camplone ha riportato i pugliesi fino al terzo posto. Infine Di Carlo, che ha preso lo Spezia dalle mani di Bjelica alla 14^, quando i liguri erano una squadra allo sbando che, dalla lotta per i posti promozione, fino ad aver sforato il terzo posto, era scesa alle zone più anonime della classifica: presa con l’obiettivo salvezza, Di Carlo, dopo un periodo di incertezza iniziale, coinciso anche con l’eliminazione dalla Coppa Italia ad opera dell’Alessandria, ha inanellato una serie di risultati che, facendo dei liguri la miglior squadra del girone di ritorno, hanno portato gli aquilotti al terzo posto.

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Camplone a Bari: quando il cambio in panchina porta risultati

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