A tutta B: i primi match ball falliti, la scommessa di Joao, il Ciano, colore poco amichevole, il peso di un cognome, il significato di un risultato e il ritorno di Gelain

PRIMI MATCH BALL FALLITI – L’incertezza continua a farla da padrona anche dopo il ravvicinassimo tour de force causato dal turno infrasettimanale in questo avvincente finale di stagione: il Crotone ha fallito 2 match ball per l’accesso anticipato alla storica A; il Cagliari si è avvicinato nuovamente alla vetta, ma ha fallito l’aggancio; in zona play off continua il consueto saliscendi e tutto è ancora possibile per le 7 (8) squadre ancora concretamente in lotta per i 6 posti della griglia play off; all’interno della stessa nulla è ancora scontato per quello che riguarda le due squadre che salteranno il turno preliminare. Ora, alla fine del campionato, mancano solo 5 partite, con 15 punti, quindi, ancora a disposizione. Capolista è sempre il Crotone, che non ha sfruttato al meglio il doppio turno: in entrambe le partite, per una concomitanza di risultati, avrebbe potuto anche già matematicamente approdare alla Serie A, la prerogativa imprescindibile era che lui vincesse le proprie partite. In entrambi i casi, però, non si è neppure dovuto attendere i risultati del giorno dopo (ha sempre giocato in anticipo), visto che venerdì ha pareggiato il match interno con lo Spezia e lunedì ha perso a Cesena. Un solo punto guadagnato, quindi, per salire a 74 punti. Con questo ruolino avrebbe potuto rischiare, addirittura il nuovo aggancio da parte del Cagliari, che, invece, non ne ha approfittato fino in fondo, visto che, mentre sabato ha spazzato letteralmente via il Brescia, ieri sera si è limitato al pareggio contro un coriaceo Como (sua bestia nera di quest’anno: 2 partite, altrettanti pareggi, all’andata furono i primi punti persi in casa per i sardi, fin lì da percorso perfetto tra le mura amiche), salendo a 72 e recuperando solo 3 dei 5 punti che dividevano le due squadre. Ora, a 5 turni dal termine, i punti delle due squadre sulla terza sono, rispettivamente, 11 e 9. Nuovo match ball la prossima settimana, per il Crotone, che deve vincere il proprio incontro e sperare che il Bari, che gioca in casa col Modena, non faccia altrettanto. Potrebbe bastare anche solo un pareggio ai calabresi, ma solo se il Bari perde, visto il vantaggio netto negli scontri diretti (2 vittorie per i rossoblu). Il Cagliari, invece, ha perso la possibilità di festeggiare la promozione sabato al Sant’Elia, perché anche in caso di vittoria, con contemporanea sconfitta del Bari e non vittoria di Trapani e Pescara, avrebbe 12 punti sui pugliesi, ma dovendo ancora giocare il match di ritorno con loro. A rendere tutto più difficile, poi, per entrambe le squadre in testa, comunque, il fatto che il Bari è in un periodo di forma straordinario, che in questo doppio turno ha portato 6 punti, grazie alle vittorie col Como e ad Ascoli, portando i punti a 63. E stessa cosa è riuscita al Trapani, che battendo Ascoli e Avellino, ha proseguito la sua striscia di vittorie consolidando il quarto posto a quota 62. Non molla dietro il Pescara, che ha dimenticato completamente il periodo nero, facendo, anche lui, bottino pieno, con le vittorie su Cesena e Spezia, che hanno portato al quinto posto solitario a 61. Dietro, a 58, la coppia formata da Cesena, che perde lo scontro diretto col Pescara, ma si rifà battendo il Crotone, e Spezia, che sfrutta male il doppio impegno, pareggiando, con merito, a Crotone, ma uscendo sconfitto dal Picco contro il Pescara. Un punto sotto di loro altre due deluse, appaiate a 57, a contendersi l’8° posto: il Novara, che vince col Livorno sabato, ma poi perde a Lanciano, e l’Entella, che vince col Modena poi perde col Brescia. Proprio la vittoria con l’Entella, riapre le speranze del Brescia che, salendo a 54, torna a vedere la zona play off distante 3 punti, quando ormai le sperane sembravano perse dopo la batosta di Cagliari.

IL LIVORNO RISPONDE ALL’ULTIMA CHIAMATA – Grande incertezza anche per quello che riguarda la lotta salvezza. Forse l’unico verdetto quasi scritto riguarda il Como, che è vero che costringe nuovamente al pareggio il Cagliari, per la seconda volta in stagione, ma con il solo punto guadagnato (sommando anche la sconfitta di Bari) sale a 29 e ora ha 10 punti dalla zona play out: una sconfitta sabato con l’altra battistrada Crotone, motivatissimo a chiudere il suo campionato, potrebbe significare matematico ritorno in Lega Pro. Sopra di lui torna a vedere la luce il Livorno (dopo la sconfitta di Novara che era costata la panchina a Colomba), che, sotto la nuova guida Gelain, rivede i 3 punti ed evita di ritrovarsi in guai più seri, salendo a 36 e continuando a vedere la zona play out a soli 3 punti di distanza. Sopra di lui di un punto, a 37, la Salernitana, che esce dal doppio turno con soli 2 punti in più, dopo i pareggi negli scontri diretti di Vercelli e con il Vicenza. Quindi la zona Play out, rappresentata dal Modena, a 39, che perde a Chiavari, ma travolge il Perugia, e dal Latina, a 40, che prosegue la sua lenta discesa, grazie al solo punto guadagnato dopo il pareggio con Lanciano e la sconfitta di Livorno, toccando il livello più basso di questa stagione e confermando l’avventatezza di certi cambi di panchina. Appena un punto sopra, a 41, la Pro Vercelli, che incamera 2 punti nel doppio impegno, con i pareggi con la Salernitana e a Terni. A 42 la coppia formata da Ascoli, che non incamera punti, perdendo con Trapani e Bari, e Vicenza, che, invece, porta a casa 4 punti, grazie alla vittoria sulla Ternana e al pareggio di Salerno. Bel balzo in avanti del Lanciano, che incamera altrettanti punti, grazie al pareggio di Latina e alla vittoria sul Novara, salendo a 43, in posizione di relativa sicurezza.

LA SCOMMESSA, VINTA, DI JOAO – Non mancano le evoluzione anche nella classifica cannonieri. Capocannoniere è sempre più il solitario Lapadula, che porta 6 punti nelle casse della sua squadra, realizzando i due gol vittoria con Cesena e Spezia, salendo a 23. Si prende un piccolo vantaggio anche Caputo, sul secondo gradino del podio, che sale a 17 realizzando il gol vittoria di sabato col Modena. Sul terzo gradino resta Budimir, che muove, anche lui, la sua classifica segnando il gol della bandiera del Crotone a Cesena. Dietro, la coppia a 14 formata da Ganz, che resta a secco nelle due partite giocate, e Coda, che segna il gol del momentaneo vantaggio della Salernitana a Vercelli. A 13 reti sale Cacia, che segna una doppietta, i momentanei 2-1 e 3-3, nella partita dell’Ascoli a Trapani. A 12 gol il terzetto formato da Farias, a secco nonostante i 7 gol segnati dalla sua squadra, Maniero, anche lui con le polveri bagnate, e Citro che, invece, segna il momentaneo 2-0 con l’Ascoli. Fatte le dovute menzioni d’onore per Marilungo, l’unico giocatore, assieme a Lapadula, ad aver segnato in entrambe le giornate, e per Faragò, che ha segnato la doppietta che ha permesso al Novara di battere il Livorno, il posto di prestigio di questa settimana tocca a due giocatori che hanno realizzato l’exploit in una sola partita, ovvero una magnifica tripletta: Joao Pedro, che ha segnato 3 dei 6 gol realizzati dal Cagliari contro il Brescia sabato, e Granoche (foto di copertina), che ha segnato tutti i gol nel 3-0 del Modena al Perugia. Avendo già dedicato diversi paragrafi di questa rubrica al Diablo nel corso di questi anni, stavolta la vetrina pare giusto dedicarla all’attaccante dei sardi. João Pedro Geraldino dos Santos Galvão, semplicemente Joao Pedro, è un centrocampista offensivo brasiliano, all’occorrenza anche ala, nato a Ipatinga il 9 marzo 1992. E’ cresciuto calcisticamente nelle giovanili dell’Atletico Mineiro, nella cui prima squadra approda nel 2010, mettendo insieme 11 presenze. Dotato di buona tecnica, ma anche veloce e forte fisicamente, viene notato subito da squadre estere, e il primo a farlo suo è il Palermo, che lo fa esordire sia in campionato che in Europa League. Dopo 4 sole presenze complessive (1 in campionato), però, viene ceduto in prestito in Portogallo, al Vitoria Guimaraes, dove gioca sole altre 6 partite fino alla fine della stagione, per problemi disciplinari. Tornato alla base all’inizio della stagione 2011/12, va in prestito agli uruguaiani del Penarol, con cui segna i suoi primi gol, 6, tra i professionisti. A luglio 2012 rescinde con i siciliani e firma con il Deportivo Brasil, che lo manda in prestito prima al Santos (10 presenze 0 gol) e poi all’Estoril Praia, nuovamente in Portogallo (28 presenze 9 gol nella stagione 13/14). I portoghesi lo riscattano e poi, all’inizio della stagione successiva, lo fanno entrare in una trattativa di mercato che prevede lo scambio con il cagliaritano Cabrera. Così Joao Pedro torna in Italia per giocare nel Cagliari, con cui vive una stagione, la scorsa, in chiaroscuro, con 29 presenze e 5 gol che non servono alla salvezza dei sardi. All’inizio di questa stagione il nuovo tecnico Rastelli crede in lui e lo conferma e lui risponde alla fiducia con un campionato d’alto livello in cui è stato uno dei protagonisti della fase avanzata rossoblu. Otto i gol per lui fino a sabato, con anche una doppietta in carniere, poi, contro il Brescia, l’exploit: al 24′ realizza, con un preciso rigore che spiazza Minelli, il 2-0; al 33′ svetta di testa su un cross dalla sinistra di Farias e segna il 3-0; al 47′ riceve palla filtrante da Giannetti mentre si inserisce in area dal lato corto sinistro e, prima dell’arrivo del difensore, scaglia un rasoterra di destro, a girare, che si insacca all’angolo opposto per il parziale 4-0.

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CIANO NON E’ IL COLOR DELL’AMICIZIA – Anche il Super-Crotone di quest’anno è incappato in una delle più classiche leggi del calcio, ovvero lo sgambetto da parte di chi ti è stato amico. Nell’incontro di lunedì, in anticipo, contro il Cesena, dopo il quale, con un particolare incastro di risultati, in caso di vittoria, avrebbe potuto arrivare la A matematica, è arrivata, invece, la cocente sconfitta grazie alla doppietta di un giocatore che ai colori rossoblu, in realtà, deve molto. Camillo Ciano, infatti, attaccante casertano classe ’90, ha militato nella squadra calabrese a due riprese: la prima, in prestito dal Napoli, squadra nelle cui giovanili cresce, tra il 2011 e il 2013, la seconda la scorsa stagione, in prestito dal Parma. Nel primo periodo fece il suo esordio sui campi della B, diventando, 21enne, uno di quei giovani che il Crotone ha lanciato e valorizzato in questi anni, mettendo a segno anche i suoi primi gol in serie cadetta, 7 in 28 presenze la prima stagione, 3 in 38 nella seconda. Nel secondo periodo, di ritorno dopo le esperienze in Padova e Avellino, ha raggiunto la sua consacrazione, mettendo a segno 17 gol in una stagione, suo record personale. Divenuto proprietà del Crotone dopo il fallimento del Parma, durante il mercato estivo è passato al Cesena, voluto dal suo ex tecnico, proprio in rossoblu, Drago. Stagione di alto livello anche quella in bianconero, con 9 gol segnati fino a sabato, quando ha fatto un bello scherzetto ai suoi ex tifosi segnando la doppietta che, di fatto, ha chiuso la partita: al 17′ punizione dal limite, perfetta, al sette per l’1-0; al 33′ Rosseti scende sulla destra, entra in area e mette al centro per Kone, che viene anticipato da un difensore il quale riesce solo a deviare all’indietro il pallone su cui arriva più veloce di tutti proprio Ciano che, con un piattone sinistro, insacca tra le gambe dei difensori il 2-0, con grandissima esultanza in entrambe le occasioni. A nulla servirà il gol di Budimir e gli squali dovranno aspettare ancora un po’ di tempo per festeggiare la A raggiunta. Vatti a fidare degli amici…

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CON QUEL COGNOME LI’… – Ma il doppio turno non ha fatto mancare il suo apporto neppure per quello che concerne il consueto appuntamento con il gol giovane, visto che sabato, a Trapani, un giovane ha segnato il suo primo gol in serie cadetta, inutile ai fini del risultato, ma, in quel momento, importantissimo, ovvero Daniele Altobelli dell’Ascoli. Chiamarsi Altobelli crea sempre una grossa aspettativa dal punto di vista realizzativo per un giocatore di calcio. In realtà Daniele, nato a Terracina il 18 marzo 1993, gioca in un ruolo, mediano di centrocampo, che non lo facilita dal punto delle marcature, rispetto al mitico Spillo che era il terminale ultimo dell’azione offensiva delle squadre in cui ha giocato, soprattutto l’Inter. Nonostante questo, sabato, si è tolto una piccola soddisfazione. Cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Frosinone, ha raggiunto la prima squadra dei ciociari nella stagione 12/13 e nella successiva è diventato titolare, contribuendo, anche con 3 gol, alla promozione dei gialloblu in B. Lui, però, è rimasto in Lega Pro, ceduto in prestito per la stagione 14/15 all’Ascoli, con cui ha disputato, però. solo 6 partite. In B c’è arrivato lo stesso, ripescato assieme ai suoi compagni all’inizio di questa stagione, in cui, poi, ha trovato maggior fiducia, sia da parte di Petrone che di Mangia, giocando, fin qui 21 incontri. Sabato, a Trapani, è arrivato anche il primo gol in B, in quel momento importantissimo perché è quello del parziale 2-2: al 39′, all’altezza dell’angolo sinistro dell’area, dal limite, scaglia un destro a girare che Nicolas devia sulla traversa, ma il pallone, nella sua traiettoria discendente, cade all’interno della porta e rimbalza fuori. Attimi di dubbio, ma il guardalinee segnala il gol. A rovinargli la festa ci si sono messi, poi, Montalto, poi pareggiato nuovamente da Cacia, e, infine, Nizzetto, che ha segnato il definitivo 4-3.

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IL SIGNIFICATO DI UN RISULTATO – A volte un risultato particolare è lo specchio più diretto di un determinato momento di forma di una certa squadra, soprattutto per quelle che vivono campionati a diverse velocità. Non è sfuggito a questa regola neppure il Brescia, che, però, ha aggiunto la particolarità di aver fatto coincidere i risultati corrispondenti alle due facce della propria medaglia stagionale, ad un unico avversario: il Cagliari. All’andata, quando già i sardi erano in competizione con il Crotone per il primo posto, mostravano al popolo della B tutta la loro forza ed erano reduci da un doppio 3-0, rifilato allo Spezia a domicilio e in casa all’Ascoli, le rondinelle li travolsero con un netto 4-0. Quello era l’apice di un periodo di forma strepitoso dei lombardi, che, dopo il ripescaggio e le prime giornate di transizione, in sordina, avevano cominciato una scalata alle posizioni più alte della classifica, attestandosi in modo stabile in piena zona play off, con bel gioco, tanti gol ed una grande convinzione dei propri mezzi. Un’autentica sorpresa del campionato. Al ritorno, invece, il 6-0, pesantissimo, subito al Sant’Elia è stato il culmine di un calo di forma e di prestazioni, di un periodo di profonda involuzione che ha portato il Brescia, lentamente, fuori dalla zona play off, fino a prenderne una distanza che sembrava decisiva. Martedì è arrivata la vittoria nello scontro diretto proprio con l’Entella che occupa l’8° posto, che ha ridotto il distacco a 3 punti. Nelle prossime giornate sapremo se quel risultato è stato anche il nuovo punto di svolta della stagione bresciana.

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IL RITORNO DI GELAIN – Sull’avventatezza dei cambi di panchina a Livorno si è già ampiamente discusso nel corso dell’ultima puntata di questa rubrica. Sabato si è assistito all’ennesimo capitolo che sa, anche, un po’ di deja vù: a seguito della sconfitta di Novara, quarta consecutiva in altrettante partite da tecnico amaranto, Colomba è stato esonerato e, al suo posto è stato chiamato Gelain. O, meglio, ri-chiamato, visto che il buon Gelain sulla panchina labronica ha già seduto nel corso dello scorso campionato. Gealain, ex difensore classe ’61, cresciuto calcisticamente nella Juve, ma con una carriera dipanatasi tra Casale, Spal, Cesena e, soprattutto, Empoli, con la cui maglia ha anche chiuso l’attività agonistica nel 1994, è un allenatore, da quell’anno, con tanta esperienza nei settori giovanili. E’ partito, infatti, da quello dell’Empoli, tra Giovanissimi e Primavera, con cui ha conquistato anche uno scudetto nel 98/99. La prima e, fino all’anno scorso, unica esperienza da primo allenatore è stata in corso di stagione 99/00 alla Rondinella, subentrato ed esonerato. Poi tante esperienze da vice, alla Dinamo Bucarest, all’Empoli dove viene chiamato nel 2003 mentre sta allenando la Primavera, dal subentrante Perotti, che poi lo porta con sé anche al Genoa e, dopo un’esperienza di Gelain due stagioni nelle giovanili del Piacenza, lo richiama anche quando va a Livorno. Qui comincia il rapporto con la società toscana: una stagione da vice di Perotti, una da vice di Nicola, quindi allenatore della Primavera, che dirige all’inizio della scorsa stagione. A gennaio arriva la chiamata a sostituire l’esonerato Gautieri. Ma i risultati non sono esaltanti e a marzo arriva l’esonero anche per lui, che viene sostituito da Panucci. Sabato l’esonero di Colomba e la nuova chiamata dalla società, per salvare una situazione ben peggiore della prima volta. Allora c’era una squadra che doveva lottare per la promozione ma che non otteneva risultati e latitava a metà classifica. Oggi c’è una squadra in piena zona retrocessione diretta, al penultimo posto, con lo spettro della Lega Pro  più che concreto. Lui non si è fatto spaventare ed ha risposto presente e, quasi come una strana nemesi, si è trovato di fronte, alla prima partita, il Latina di Gautieri. Esordio migliore non poteva immaginare, con il ritorno alla vittoria dopo un’eternità e 3 punti che restituiscono speranza e morale. Ora la zona play out è lontana 3 punti, quando mancano 5 partite (di cui solo 2 in casa) che cominciano sabato proprio con lo scontro diretto di Salerno, con la squadra terzultima in classifica. Gelain, probabilmente, avrà un’unica certezza: difficilmente Gautieri lo inviterà mai a cena…

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