Genoa-Inter: le pagelle del match

de maio

I voti del match di “Marassi”: brillano De Maio, match-winner, e soprattutto Ansaldi per il Grifone; male i nerazzurri, con Brozovic fuori fase e l’ennesima prova deludente dei due terzini.

GENOA (3-4-3)

LAMANNA 7 – Serata di grazia e non si sente la mancanza di Perin: se il Genoa esce con lo scalpo dell’Inter  è anche merito suo.

MUNOZ 6,5 – Si fa male nel primo tempo ma resta attento fino alla fine e rintuzza ogni tentativo interista: alla lunga potrebbe diventare l’ennesimo colpo di Preziosi in ottica mercato.

DE MAIO 7,5 – Gara ruvida, di sostanza, come piace a lui: poi arriva pure la ciliegina del gol ed è festa. 

MARCHESE 6,5 – Rispolverato da qualche gara, questo terzino/jolly tuttofare è forse quello che più va in crisi della retroguardia rossoblu, ma da navigato filibustiere riesce a non concedere manco un millimetro nel forcing finale. 

ANSALDI 7 – L’esterno che all’Inter servirebbe: e che, forse, a Milano verrebbe contagiato dal Virus di Appiano che molti ha stroncato prima di lui. Nonostante la non più verde età, giocatore che merita palcoscenici più grandi.

RIGONI 6+ – Tanta sostanza e quel vizietto di ‘vedere’ spesso la porta: stasera non buca Handanovic ma gli fa correre qualche bello spavento (dal 21′ s.t. TACHTSIDIS 6.5 – Grande impatto sul match: da un suo tracciante deviato in corner da Handanovic nasce l’1-0)

DZEMAILI 5,5 – Meno lucido del compagno di reparto, soprattutto nel primo tempo va in affanno e non può far valere né le doti di incursore né la capacità di palleggio (dal 43′ s.t. FIAMOZZI s.v.)

GABRIEL SILVA 6 – Meno bene del dirimpettaio Ansaldi, ma tiene bene il campo e mette la museruola a D’Ambrosio, ammesso che ce ne fosse bisogno.

SUSO 5,5 – Tanto movimento, poco arrosto: però è preziodo nel ripiegare, ma gli manca lo spunto per rifornire un Pavoletti troppo isolato (dal 26′ s.t. CAPEL 6 – Cavallone purosangue, entra nel momento in cui i suoi sferrano il colpo decisivo del KO).

PAVOLETTI 6- – Gara di sacrificio condita da qualche errore di imprecisione, ma anche con la scusante di nona avere avuto grande assistenza da Suso, né la partnership di Cerci là davanti.

LAXALT 6+ – Altra buona prestazione davanti a quell’Inter che l’aveva parcheggiato prima a Bologna e poi a Genova. Esterno atipico nel tridente, svolge il compitino con diligenza e mostra una duttilità per la quale può ringraziare Gasperini.

all. GASPERINI 6,5 – Ennesimo dispiacere all’Inter, ennesima gara in cui soffre, è fortunato nel non capitolare e poi, alla distanza, passa all’incasso. 


INTER (4-2-3-1)

HANDANOVIC 6,5 – Giocoforza, uno dei pochi a salvarsi visto che evita la capitolazione in un paio di occasioni. Poi quando De Maio lo giustizia lui è mestamente solo.

D’AMBROSIO 5,5 – Dopo alcuni passi avanti, ecco un bel salto indietro. Prova mediocre non tanto per la sostanza quanto per il fatto che davanti aveva il non irresistibile Gabriel Silva e un Suso non al massimo.

MIRANDA 6,5 – Solita serata da califfo, ma i nerazzurri escono sconfitti ugualmente: segno che non può bastare da solo e anche che, forse, meriterebbe il proscenio della Champions’, lui.

MURILLO 6- – Erroraccio in avvio su Pavoletti che poteva costare caro. Poi si riprende e non commette più sbavature, ma resta negli occhi come alterni un’ingenuità e un grande intervento, un’ingenuità e un grande intervento…

ALEX TELLES 5 – Schierato a sorpresa, delude più di D’Ambrosio e viene annullato da Ansaldi: a coronamento, si fa sovrastare da De Maio, libero di bucare Handanovic (dal 34′ JOVETIC 6 – Una buona chance finalizzata male ma pure la sensazione che sia tra i più in palla del’attacco interista. E infatti Mancini lo panchina…).

MEDEL 6 – Per quel che serve a questa Inter, disputa anche una buona gara ed è pure pericoloso con un’incursione in avanti. Peccato sia il simbolo di una squadra che non costruisce gioco: lo rumina proprio. 

FELIPE MELO 6- – Schierato a sorpresa, non delude: nel senso che fa esattamente quello che ti aspetti. Tanta ‘garra’ là in mezzo e nemmeno un guizzo in fase di possesso palla: il Comandante che Mancini si illudeva di trapiantare dal Galatasaray a Milano è poca cosa.

PALACIO 5,5 – Corre, si sbatte, svaria, recupera palloni e, alla fine, tutto questo serve a poco: il ‘Trenza’ è commovente per impegno ed abnegazione ma oramai non vede più la porta e il suo sacrificio resta fine a se stesso, per quanto dovrebbe essere almeno d’esempio per qualche compagno di squadra (dal 44′ s.t. LJAJIC s.v.

BROZOVIC 5+ – Serataccia. Non ne imbrocca una e fatica a trovare la propria mattonella: prima trequartista, poi mezzala, poi spaesato, poi subentra lo scazzo e finisce con quell’indolenza che è più fastidiosa dell’incapacità a fare qualcosa.

PERISIC 6- – Un passo indietro rispetto alle ultime uscire, ma nel suo caso può essere fisiologico e comunque è quello che va sempre al doppio della velocità degli altri. Peccato per l’Inter che, quando marca visita lui, pochi altri accendano la luce… (dal 29′ s.t. EDER 5,5 – Poveretto, non ha manco tempo per mettersi in mostra: e quando ce l’ha, all’ultimo respiro, manda fuori il diagonale del pari. Sfortunato forse, ma forse non è nemmeno un caso…)

ICARDI 5 – Serata-no, dopo aver demolito il Napoli: questa volta ha due palle-gol ma, contrariamente alle sue medie da cecchino, le sfrutta male e per il resto è il solito rimanere ai margini del gioco, aspettando altre occasioni che mai arriveranno.

all. MANCINI 5 – Ancora una volta stravolge la formazione e poi i cambi sono tardivi: certo, se i suoi non la buttano mai dentro nei momenti di superiorità territoriale non è colpa sua, ma la fortuna va pure corteggiata e la sua Inter invece né la cerca, né la merita. Ora si può certificarlo: mezzo flop, attenuato solo dallo spettacolare (in termini di punti…) girone d’andata.

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