La vittoria sul Napoli (1-0) ha concesso una “zampata” in più alle ambizioni da secondo posto dei giallorossi

ROMA – All’indomani della vittoria casalinga dei giallorossi (1-0), che peraltro ha sancito la rinuncia definitiva ai sogni scudetto del Napoli, Spalletti ha sul volto un sorriso diverso ed una consapevolezza in più verso un secondo posto a due lunghezze. La partita è stata sul chi va là per gran parte del tempo, a tratti le fasi di studio e il tatticismo hanno prevalso sulla spettacolarità (poca) del gioco. Punteggio che è rimasto fermo sullo 0-0 per i primi quarantacinque minuti, qualche apprensione è arrivata per mano e bravura di Higuain, tornato dalla squalifica ma meno brillante del solito merito della grinta dei centrali romanisti, come Rudiger sontuoso nella ripresa quando ha letteralmente sradicato dai piedi di Hamsik la palla che avrebbe potenzialmente cambiato le sorti dell’incontro. Nella ripresa l’ha però decisa Nainggolan al 89’ con un piazzato dal limite su invito di Salah in un’azione sulla destra veloce e nello stretto. Sarri le ha provate tutte, schierando oltre a Insigne e Lopez anche Gabbiadini nel recupero per ottenere il pareggio. Escono malconci Florenzi (problema muscolare) e Manolas ma dovrebbero farcela in vista del prossimo match. Scudetto che per la quinta volta è stato assegnato ai bianconeri con tre giornate di anticipo. La Roma è adesso fortemente motivata a chiudere al meglio questo rush finale di stagione.

spalletti_cstampa16112016-3-718x478I MERITI DI MISTER SPALLETTI – Tralasciando le chiacchiere degli ultimi tempi, che giovano poco all’ambiente di Trigoria, si può fare un breve bilancio sulla gestione del tecnico di Certaldo da quando è approdato sulla panchina giallorossa. Arriva a gennaio per sostituire l’esonerato Garcia e trova una squadra impantanata in un gioco che ormai è quasi scontato per gli avversari e privo della determinazione giusta per lottare ai vertici. Dà subito fiducia al Primavera Sadiq che lo ripaga con due reti in quattro apparizioni. Pareggia alla prima contro l’Hellas (1-1), perde la seconda fuori casa con la Juventus (0-1) e poi scala la marcia: ad oggi ha collezionato 10 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte (due in Champions), la fase offensiva è migliorata soprattutto con gli innesti di Perotti (prezioso in ogni zona del campo) ed El Shaarawy che hanno alzato l’indice di qualità alla manovra. E’ riuscito a infliggere il poker sui rivali laziali (4-1) che stava assopendo i suoi uomini se non fosse stato per l’intelligenza di schierare un talento come Totti nei minuti finali, in grado di ribaltare il risultato contro l’Atalanta (3-3) e il Torino (3-2). L’ingresso di Totti, a prescindere dal minutaggio concessogli, è il riferimento nelle giocate della squadra, il leader che ogni gruppo necessita per condividere un obiettivo: e con nove punti a disposizione in questa stagione, conquistarli non è un’impresa ma un’opportunità chiamata secondo posto.

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