Top e Flop 35^ Giornata: arrivederci Verona; la Roma incorona la Juventus Campione d’Italia!

La trentacinquesima giornata di Serie A chiude la lotta scudetto incoronando la Juventus (vincente a Firenze) e condannando definitivamente alla serie cadetta l’Hellas Verona (nonostante la vittoria casalinga agguantata in extremis col Milan). Sempre in chiave salvezza importanti vittorie di Carpi (sull’Empoli) e Palermo contro la diretta concorrente Frosinone. Il Napoli cade negli ultimi minuti a Roma, riaprendo la lotta per il secondo posto, con i capitolini distanti solo due lunghezze; l’Inter recupera l’iniziale svantaggio ed esce vittoriosa dalla sfida con l’Udinese; il Sassuolo recupera punti importanti al Milan in chiave Europa League segnando tre reti a Torino. A metà classifica si registrano le vittorie casalinghe di Sampdoria, Atalanta e Bologna a discapito di Lazio, Chievo e Genoa.

FLOP 35^ Giornata

3. Frosinone

La sconfitta casalinga inflitta dal Palermo estromette i ciociari dalla lotta salvezza: la distanza dal Carpi quartultimo è ora di ben cinque punti. Lunghezze da recuperare contro Milan, Sassuolo e Napoli, formazioni ancora in lotta con i rispettivi obiettivi che difficilmente lasceranno la vita facile ai laziali che, prima della pausa per la nazionale, parevano i principali candidati alla permanenza in A. Calendario e punti sicuramente favoriscono Carpi (35 punti, Juventus, Lazio e Udinese da affrontare) e Palermo (32 punti e Sampdoria, Fiorentina e Palermo prossimi avversari), ma, finchè non interviene la matematica, nelle lotte salvezza nulla è perduto.

2La rabona di Bacca

La luna di miele del tecnico subentrato a Mihajlovic è durata molto meno di quanto sperato da Silvio Berlusconi: dopo la striminzita vittoria contro la Sampdoria, Brocchi ha collezionato un punto con due squadre in lotta per la salvezza. Sembrava difficile peggiorare la ridicola (e patetica visto il risultato) Haka prima della partita contro il Carpi, ma la rabona di Bacca ce l’ha fatta. Gesto velletario che mostra a pieno il momento di sbando del Milan, peggiorato ulteriormente dal cambio di panchina. Ieri in serata girava la voce di una scelta finalmente sensata di Galliani: richiamare Mihajlovic. Per la disperazione dei tifosi rossoneri è stata prontamente smentita, tocca ora a Brocchi ripagare la fiducia, concludendo al sesto posto e portando a casa almeno la qualificazione in Europa League.

 

 

1. Fatal Verona

Verona, ancora una volta fatale. Doppiamente fatale, in quanto ridimensiona il sovracitato Brocchi e sancisce, in seguito alla rete di Lasagna contro l’Empoli, la retrocessione dei veneti. Scaligeri che pagano gli undici punti, frutto di altrettanti pareggi, raccolti nelle prime 23 partite: Del Neri ha portato novità e qualche vittoria (quattro), non riuscendo comunque a salvare l’Hellas dalla condanna “guadagnata” nel girone d’andata. Veronesi che han già iniziato la rivoluzione, probabilmente col piede giusto, salutando Bigon.

 

TOP 35^ Giornata

3. Sassuolo

I neroverdi sbaragliano Torino nel giorno dell’ufficializzazione della nuova denominazione dello stadio Olimpico in onore del Grande Torino, portandosi ad un solo punto dal sesto posto. Complice la crisi milanista, la qualificazione in Europa è più vicina che mai, anche il calendario sembra sorridere agli emiliani. Oltre al Frosinone da affrontare per entrambe, ai neroverdi toccano Hellas Verona ed Inter, al Milan Bologna e Roma. La qualificazione ad una coppa europea sarebbe la ciliegina sulla torta di un progetto paziente e soprattutto italiano, programmato egregiamente da una delle società più stabili del nostro panorama.

2. Roma

Galliani, guarda ed impara. Se si rende necessaria una svolta, si deve avere il tempo necessario (non sei giornate), e la persona su cui ricade la scelta deve possedere almeno un filo d’esperienza. Spalletti ne ha a fiotti, e ha avuto un girone di tempo per riportare la Roma a lottare per ciò le spetta. Un mercato di gennaio azzeccato dà sicuramente una mano importante, ma altrettanto importante sarebbe stato costruire la rosa con coscienza di causa. Tornando a Roma, Sabatini ha compiuto l’ennesimo miracolo: se a gennaio qualcuno avesse provato a predire i giallorossi in piena lotta per il secondo posto, l’avremmo preso tutti per pazzo. Complimenti Walter, complimenti Pallotta, complimenti Spalletti, complimenti Capitano. Constatata l’inutilità di far sentire la propria voce lontano dal campo, ha fatto valere proprio il rettangolo verde: nei venti minuti giocati nelle ultime quattro partite, 3 gol e la scodellata che ha dato inizio al gol della vittoria di Nainggolan contro il Napoli. L’ennesima pagina stupenda di un capitolo che si spera, sia il penultimo di una “maggica” carriera.

1. La rimonta juventina

Trentaquattresimo o trentaduesimo che sia, il quinto scudetto juventino è probabilmente tra i più belli della storia bianconera. Data per spacciata dopo le prime dieci giornate, in cui collezionò solo dodici punti, le ventiquattro vittorie nelle venticinque partite che si sono susseguite han confermato per l’ennesima stagione, lo strapotere dell’undici di Allegri. Doveva essere un anno di transizione, ricordato solo per le difficoltà causate dagli addii di Pirlo, Vidal e Tevez, trascinatori in campo e leader dello spogliatoio. E’ stato l’anno di Buffon, che supera l’ennesimo record; è stato l’anno di Pogba, che conferma la sua caratura dimostrando di saper portare il 10; del talento cristallino di Dybala, con 16 reti in campionato; della “garra” di Bonucci; del rapporto di competizione/amicizia di Zaza e Morata; di Khedira ed Alex Sandro, che una volta superata l’iniziale diffidenza si son rivelati fondamentali nello scacchiere di Allegri. E’ stato ancora l’anno dell’allenatore livornese, bersagliato da tutti ed accusato, come sempre, di vivere sulle spoglie lasciate da Antonio Conte. All’appello manca solo l’anno della definitiva consacrazione europea…

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