E Madrid si trasferisce a Milano, sarà ancora un derby spagnolo la finale di Champions League

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Esattamente come due anni fa, anche quest’anno la finalissima di Champions League vedrà sfidarsi i galacticos di Zidane e i Colchoneros di Diego Simeone. Ad inizio competizione non erano esattamente le due squadre più quotate per arrivare in finale, piuttosto ci si immaginava fossero approdate a Milano formazioni come il Barcellona o il Bayern Monaco. Inoltre è da sottolineare che se il Siviglia vincerà anche la prossima Europa League in finale con il Liverpool, vorrebbe dire che negli ultimi due anni tutti i trofei messi in palio dalla Uefa sarebbero stati vinti da squadre spagnole.

Rianalizzando le semifinali, la squadra che più ha dovuto sudarsela questa finale è stata sicuramente quella di Simeone che ha disputato un incontro all’ultimo sangue contro il Bayern.

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PEP, VINCERE NON BASTA – E’ stata una partita intensissima, due rigore sbagliati ( Muller e Torres), due goal per i padroni di casa e solo uno per la formazione ospite che però permette all’Atletico di accedere alla finale. La partita degli spagnoli racchiude in ogni sfumatura la filosofia del “Cholismo”, fatta di difesa maniacale e attenzione tattica in ogni dettaglio. Infatti in realtà i colchoneros all’Allianz Arena hanno perso per due reti a uno, hanno sofferto fino all’ultimo secondo di gioco ma nonostante tutto grazie alla rete segnata dal piccolo diavolo Griezmann hanno passato il turno. Durante questa partita ci sono stati svariati punti di rottura, il primo arriva quando poco dopo la mezz’ora, una punizione deviata di Xabi Alonso porta avanti la formazione di Guardiola. Un secondo turning point lo possiamo riscontrare al 35′ quando Oblak dice di no a Muller dagli undici metri parandogli un calcio di rigore che si sarebbe tradotto in Ko. Ed è ecco che il Cholismo emerge nella sua forma più evidente, dopo aver sofferto come dei matti per i primi 45′, all’ottavo della ripresa Griezmann, innescato da Torres, oltretutto in posizione irregolare, si trova a tu per tu con Neuer e lo gela segnando la rete del 1-1. A riaprire il match ci pensa poi Lewandoski che sfrutta il cross di Vidal e di testa accorcia le distanze. L’ultimo punto di rottura del match arriva al minuto numero 84 quando Torres sul dischetto ha la possibilità di regalare a tutti i suoi compagni un biglietto sicuro per la finale, ma anche lo spagnolo fallisce dal dischetto. Fino alla fine dei minuti regolamentari è un assedio totale dei tedeschi che in ogni modo non riescono a penetrare nelle retroguardie spagnole. A Monaco finisce 2-1 per i padroni di casa ma non basta, l’Atletico è in finale.

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REAL SENZA ESAGERARE – E’ bastato un goal, oltretutto condizionato da una deviazione fortuita per condurre i Blancos alla fine di Milano. Zidane per l’incontro contro il City recupera in extremis Cristiano Ronaldo e lo mette subito in campo con una maglia  da titolare. Pellegrini invece dovrà fare a meno di David Silva e dovrà schierare un Yaya Tourè non al massimo della condizione. La partita inizia e dopo soli venti minuti viene messo a segno la rete che sarà poi decisiva in chiave qualificazione. Il gallese Garreth Bale prova a mettere un pallone in mezzo dalla linea di fondo campo, leggera deviazione di Fernando che regala una traiettoria al limite della fisica che permette al pallone di infilarsi nell’incrocio dei pali rendendo Hart totalmente inerme. Il Real conduce per 1-0. Inoltre al minuto numero 36 i padroni di casa vanno vicini al raddoppio, il gol di Pepe su punizione-cross dalla trequarti di Kroos, è stato annullato a causa di un millimetrico fuorigioco. Il City per tutta la partita non è mai riuscito totalmente a rialzarsi dal duro colpo subito, eccezion fatta per quella conclusione di Fernandinho che servito da De Buyne e saltato Carvajal ha provato la botta di esterno che però si è solamente schiantata sul palo. La partita finisce 1-0 ma sarebbe potuta terminare in maniera diversa se non fosse stato per Hart che in diverse occasioni ha negato la gioia a Modric e Ronaldo. Ora il Real Madrid dovrà affrontare i suoi cugini dell’Atletico in un remake della finale di Lisbona 2014 ma questa volta il palcoscenico sarà la scala del calcio di San Siro.

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