A tutta B: il terzo verdetto del campionato col Cagliari che vola in A, anche grazie al giovane Cerri; il sorriso del Lanciano e le lacrime del Livorno; gli scenari possibili; l’approdo di Pet..kovic del Trapani ai play off e la panchina abbandonata

ALLA FINE ANCHE IL CAGLIARI V…A – Gli serviva un punto in tre partite, ne ha raccolti subito 3 in una e si è tolto ogni pensiero. A due giornate dal termine, così, il campionato cadetto ha espresso il suo terzo verdetto, il secondo per quello che concerne la parte più alta della classifica, ovvero il nome della squadra che seguirà il Crotone in massima serie. Impresa dei sardi ottenuta, per di più, sul non facile campo del Bari, che, invece, è stato spettatore privilegiato della festa, facendosi travolgere a domicilio. In questo modo gli uomini di Rastelli, toccando quota 77, si sono avvicinati anche alla vetta, visto che, nel frattempo il Crotone capolista ha pareggiato il suo match col Latina salendo a 79. Nuovo scenario al terzo posto: il Pescara, travolgendo il Lanciano in posticipo domenicale, completa la sua singolare altalena, ritornando alla posizione da cui era partito qualche mese fa, quando sembrava poter cancellare anche la disputa dei play off, a quota 68, scavalcando, così, il Trapani che incappa nel pareggio, secondo consecutivo dopo la striscia di 8 vittorie, a Vercelli e sale solo a 67. Dietro, la coppia a 65, formata dal Bari, che, come detto, lascia la posta piena al Cagliari, e dallo Spezia, che, in posticipo del lunedì, batte il Brescia, cancellandone le ultime, seppur flebili, speranze di play off. Gli ultimi due posti della zona play off sono occupati dalle due squadre a 62: il Novara, che fa un balzo in avanti grazie alla vittoria interna con l’Ascoli, e il Cesena, che pareggia a Terni. Al momento fuori dalla zona play off, ultima squadra che può ancora sperare in un aggancio, c’è l’Entella, che, con la sconfitta di Vicenza, resta a 61 punti.

LANCIANO SORRIDE, LIVORNO PIANGE – Nessun nuovo verdetto definitivo per quello che concerne la zona bassa della classifica, dopo la retrocessione matematica del Como, ma qualche strada sembra essere stata imboccata, soprattutto a seguito delle nuove decisioni della giustizia sportiva a carico del Lanciano. Il Como ultimo e libero da pensieri già dalla scorsa settimana, pareggia ad Avellino e porta il suo bottino a 30. Sopra di lui il Livorno, invece, non va oltre il pareggio casalingo con un Perugia già tranquillo, nonostante il vantaggio iniziale, così da salire a 38 e continuare a vedere la zona play out a 4 punti, con solo 6, però, ancora a disposizione da qui alla fine del torneo. Terzultimo non è più il Lanciano, che, in questi gironi, ha visto la restituzione di 3 dei 5 punti di penalizzazione recentemente assegnati, e, quindi, nonostante la pesante sconfitta di Pescara, ha trovato da sorridere, balzando nuovamente in avanti. Ora fa parte del nutrito gruppo di squadre a pari punti, 42, che, partendo dal terzultimo, arrivano al 17° posto, ovvero l’ultimo valido per la salvezza diretta, 4 squadre in rigoroso ordine crescente dato dalla classifica avulsa: il Latina che pareggia a Crotone (per la gioia dei cronisti di Modena che non avranno da recriminare, così, sul comportamento della capolista…), la Salernitana e il Modena, che pareggiano il proprio scontro diretto (cosa che non piace al pubblico campano che, a fine partita, fischia sonoramente) e, appunto, il Lanciano, che, ora come ora, sarebbe salvo. A rischio anche la Pro Vercelli, che, col pareggio col Trapani, sale a 43. Resta a 46, invece, l’Ascoli, dopo la sconfitta di Novara e si vede scavalcare dal Vicenza, che, battendo l’Entella, sale a 48 e vede la salvezza ad un soffio.

GLI SCENARI – A due giornate dal termine, con 6 punti ancora a disposizione, proviamo a fare un quadro della situazione, per capire cosa potrebbe ancora accadere e chi, invece può considerare concluso il proprio torneo. Decretate le due squadre che saliranno in A, c’è ancora da stabilire chi vincerà il campionato: il Crotone ci terrebbe per la storia, diventando la prima squadra calabrese a vincerlo, il Cagliari per il blasone. Tutto è ancora aperto, visto che sono solo 2 i punti che separano le due squadre. Per quel che concerne la zona play off, invece, discorso chiuso a 7 squadre per 6 posti disponibili, con ancora tutto possibile, visto che la 7^ squadra del gruppo, attualmente l’Entella, è fuori di un solo punto dalla zona spareggi. Di queste 7 squadre, però, 2 sono già sicure che li disputeranno, ovvero il Pescara, che dista 7 punti dal 9° posto, e il Trapani, che ne dista 6 dall’Entella e 5 da Novara e Cesena, ma non può venir superato da tutte e tre le squadre perché Novara e Cesena devono ancora giocare il loro scontro diretto. Più nello specifico, per quello che riguarda le varie posizioni all’interno della griglia, i due posti di prestigio, il 3° e il 4°, quelli che farebbero saltare i preliminari, se li possono contendere ancora solo 4 squadre: il Pescara, attualmente terzo a 68, il Trapani, quarto a 67, e le due squadre a 65, lo Spezia e il Bari. Fuori portata, invece, per Cesena e Novara, che, però, potrebbero rientrare in giuoco per le due posizioni, comunque, di vantaggio nei preliminari, ovvero il 5° e il 6° posto, guardandosi bene, allo stesso tempo, dal tentativo di rientro dell’Entella. Stagione ufficialmente conclusa per Perugia, Brescia, Avellino e Ternana, che distano più di 6 punti dalla zona play off, ma anche più di 6 dalla zona play out. Il Vicenza è ad un passo: la sua distanza dalla zona play out è precisamente 6 lunghezze, quindi, così, le basta un punto nelle prossime 2 partite, di cui una è proprio lo scontro diretto col Latina, per agganciare la sicurezza senza dover ricorrere ai calcoli legati ai vari scenari della classifica avulsa (pareggio perfetto con la Salernitana, doppio 0-0, svantaggio col Lanciano, un pareggio e una sconfitta, e vantaggio col Modena, due vittorie). Tolto il Como, già retrocesso, delle restanti 6 squadre, 5 (Pro Vercelli, Modena, Lanciano, Salernitana, Latina) si contenderanno, con maggior probabilità, viste le risicate distanze, i due posti ancora disponibili per la salvezza, cercando di evitare il terzultimo posto, che significherebbe retrocessione diretta, o, almeno, rimandare tutto ala disputa dei play out. A quest’ultima speranza, numericamente, potrebbe partecipare ancora il Livorno, ma, come si diceva sopra, i 4 punti da recuperare ancora in 2 partite suonano come una mezza condanna.

IL SECONDO VERDETTO – Dopo una sola stagione, quindi, anche il Cagliari fa ufficialmente il suo ritorno in serie A: questo è ciò che è emerso alla fine dell’ultima giornata di campionato. Un risultato annunciato quello di venerdì sera, quando alla squadra sarda mancava, ormai, un solo punto per l’approdo matematico, come annunciato lo era dall’inizio del campionato, ma nonostante questo è stato raggiunto tra non poche tribolazioni e, alla luce degli ultimi risultati, quasi in ritardo. Corazzata costruita per il ritorno immediato in Serie A, la squadra di Rastelli, tecnico scelto dopo la sua esperienza, positiva, ad Avellino, portato, la scorsa stagione, in semifinale Play off, ha sì lottato fin da subito per le posizioni di riguardo del torneo, ma senza mai dare l’impressione di ucciderlo, come i più preventivavano nei pronostici estivi. Anzi, praticamente fin dall’inizio ha dovuto duellare con il sorprendente Crotone in una sfida fatta di sorpassi e controsorpassi, allunghi che parevano decisivi e rimonte perentorie, fallendo il più delle volte le partite che potevano consentire una svolta e concedendo tanti punti alle avversarie, come negli ultimi tempi, con ben 9 sconfitte messe assieme fin qui, di cui addirittura 3 in casa, in quello che per buona parte del torneo era stato un fortino inespugnabile dove i sardi sapevano solo vincere. Ciò, ovviamente, ha creato molto malcontento attorno alla squadra, con fischi e contestazioni e, persino, con il rischio, neppure tanto velato, di un cambio allenatore. Questo fino a venerdì, quando, al terzo tentativo, il primo davvero concreto (negli altri casi tutto dipendeva, sempre, anche dai risultati degli altri), la A è davvero arrivata. Questa, così, nella quasi centenaria storia del club sardo, è la 6^ promozione in Serie A. Una storia di tutto rispetto quella del Cagliari, nato come Cagliari Football Club il 30 maggio 1920 ad opera del chirurgo Gaetano Fichera, come club partecipante a tornei organizzati sull’isola e che, fusosi con l’Unione Sportiva Italia per dare origine al Club Sportivo Cagliari nel 1924, si affilia alla FIGC nel 1926. Iscritto al campionato di Prima Divisione, nel 1930 conquista già la promozione in B, ma, nel 1935, arriva il fallimento, con la costituzione di una nuova società, l’Unione Sportiva Cagliari, che riparte dalla Prima Divisione. Arriva subito la C e nel 1947 di nuovo la B. Poi un po’ di saliscendi tra le due categorie, fino al 1964 in cui arriva la prima storica promozione in A. Qui i rossoblu vivono diverse stagioni da protagonisti: la bellissima squadra guidata da Scopigno e con in campo un certo Gigi Riva, dopo il secondo posto del 68/69, che le apre le porte della Coppa delle Fiere, l’anno successivo conquista lo storico scudetto, quindi gli ottavi di Coppa dei Campioni, dove viene eliminata dall’Atletico Madrid, e una qualificazione alla Coppa Uefa nel 72/73. Nel 75/76 arriva la prima retrocessione in B, ma nel ’79 è nuovamente in massima serie, dove resta fino al 1983. Alla fine della stagione 86/87, dopo tanto tempo, torna anche la Serie C, anche a causa della penalizzazione di inizio stagione di 5 punti per il coinvolgimento nel calcioscommesse. Nella stagione 88/89 siede sulla panchina un giovane e “attualissimo” Claudio Ranieri, che porta la squadra al doppio salto nel giro di due sole stagioni, con annessa vittoria della Coppa Italia di Serie C, che porta al ritorno in massima serie per la stagione 90/91. Gli anni 90′ vedono un buon Cagliari: acquistato da Cellino, a vestire la maglia rossoblu giungono giocatori del calibro di Matteoli, Francescoli, Fonseca e Lulù Oliveira e, con Mazzone in panchina, arriva anche la partecipazione alla Coppa Uefa , con l’approdo alle semifinali nel 93/94, eliminato dall’Inter che poi vincerà il torneo in finale con la Roma. Quindi qualche altro saliscendi (retrocessione nel ’97 con ritorno immediato, nuova retrocessione nel 2000 e ritorno nel 2004), prima di un lungo periodo di permanenza in massima serie fino alla retrocessione della scorsa stagione. Ora il ritorno repentino e i sogni di una nuova, lunga permanenza.

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TRAPANI AI PLAY OFF DI PET…KOVIC – Nessuna rivoluzione nei piani alti della classifica marcatori, dopo l’ultimo turno, ma solo qualche assestamento, per quello che concerne le posizioni di rincalzo. Infatti nessuno dei primi 6 giocatori della graduatoria è andato a segno, così primo è sempre Lapadula a 24 reti, seguito da Cacia e Caputo a 17, quarto Budimir a 16, quindi Coda a 15 e Ganz a 14. Il primo movimento si ha con l’affiancamento al bomber del Como di Vantaggiato, che segna l’illusorio gol dell’1-0 del Livorno con il Perugia, prima che il pareggio spenga gioia e speranze di salvezza. A 13 reti, invece, sale la coppia di “neopromossi” Farias e Joao Pedro, entrambi in gol, il primo e il secondo, nella partita valida per il ritorno in A degli isolani. Fatta la giusta menzione d’onore per Troiano (foto di copertina), autore del gol più bello della giornata, la splendida e perfetta rovesciata con cui porta in vantaggio l’Entella a Vicenza, prima che i padroni di casa ribaltino il risultato e spingano i liguri fuori dalla zona play off, la vetrina della giornata è dedicata al giocatore che, miglior bomber della sua squadra nell’ultimo periodo, con il suo gol ha sancito la storica matematica partecipazione della sua società ai play off, ovvero Petkovic del Trapani. Bruno Petkovic è un attaccante croato nato a Metkovic il 16 settembre 1994 e che nella squadra della sua città, l’ONK Metkovic, ha cominciato a muovere i primi passi nel mondo del calcio. Sempre a livello giovanile, ha proseguito il suo cammino nei vivai di Dinamo Zagabria, NK Zagabria, HASK Zagabria e Hvratski Dragovoljac, fino al 2012, quando approda al settore giovanile del Catania. Esordisce in prima squadra, in A, all’ultima giornata della stagione 12/13 a cui aggiunge 4 presenze nella stagione successiva, in cui è ufficialmente aggregato alla prima squadra. Dalla stagione 14/15 comincia la girandola dei prestiti: fino a gennaio al Varese, in B, con cui segna il suo primo gol nel campionato italiano, quindi alla Reggiana in Lega Pro, fino a fine stagione, in cui di reti ne mette a segno 4; inizio di stagione 15/16 all’Entella, con cui colleziona 13 presenze e 1 gol e passaggio al Trapani a gennaio. Nella squadra siciliana l’attaccante ha trovato la sua dimensione, divenendo uno dei cardini principali della fase offensiva, tanto da divenire quasi fondamentale in questo ultimo periodo, coinciso con il migliore del sodalizio granata, mettendo a segno 5 gol nelle ultime 6 partite, l’ultimo dei quali quello che è valso il pareggio nella partita di Vercelli, e, come detto, l’ufficialità dell’approdo ai play off della sua squadra: all’87’, con i padroni di casa passati in vantaggio 2′ prima col bel tiro da fuori area di Castiglia, si fa trovare in area in posizione perfetta per spizzare di testa un cross proveniente dalla sinistra, trasformandolo in una velenosa palombella che si insacca, imprendibile, all’angolo opposto.

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E IL CAGLIARI ACCENDE I CER(R)I PER LA PROMOZIONE – Molto bello e significativo che una delle firme sulla partita giù importante della stagione del Cagliari l’abbia messa anche un giovanissimo, Alberto Cerri, autore del gol del definitivo 3-0. Di lui ci eravamo già occupati anche nella scorsa edizione di questa rubrica, quando cominciava a mettersi in mostra come uno dei migliori prospetti del campionato. Attaccante parmigiano classe ’96, cresciuto nelle giovanili della squadra della città ducale (con cui esordisce in A nella stagione 12/13, ripetendosi con una presenza anche nella stagione successiva), lo scorso torneo di B si metteva in mostra nelle file del Lanciano, dove era in prestito proprio dal club gialloblu, segnando addirittura 4 gol nelle prime 6 giornate, segnalandosi tra i migliori bomber del torneo. Fermato da un infortunio e dalla conseguente difficoltà a ritrovare i giusti spazi, terminava la stagione in rossonero con 19 presenze e quei 4 gol realizzati. Rimasto svincolato dopo il fallimento del Parma, da quest’estate è di proprietà della Juve, che lo ha subito girato in prestito al Cagliari. L’attaccante, che, nel frattempo, è entrato anche nel giro dell’Under 21 di Di Biagio, con cui ha realizzato, a marzo, il suo primo gol, ha trovato discreto spazio in maglia rossoblu, 23 presenze finora, realizzando anche 3 reti, la prima delle quali proprio contro la sua ex società, il Lanciano. L’ultimo, invece, è stato quello di sabato: sul cross a rimorchio dalla sinistra di Joao Pedro, con il risultato già fissato sul 2-0 per i gol dello stesso Joao Pedro e di Farias, all’87’, ha chiuso i giochi con un sinistro di potenza, in corsa, che si è andato ad insaccare per il definitivo 3-0, che ha scritto la parola fine sul discorso promozione.

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NUOVO CAMBIO IN PANCHINA – Come preventivato, i cambi di panchina, anche in questa stagione, arrivano fino, quasi, all’ultima giornata, anche se stavolta non è il frutto di una decisione legata a motivazioni tattiche, ma, almeno ufficialmente, a motivazioni che riguardano la sfera personale. Infatti, da lunedì Devis Mangia non è più allenatore dell’Ascoli per problemi di salute, come confermato dallo stesso mister raggiunto telefonicamente da alcuni cronisti. L’annuncio ufficiale è arrivato dall’ad dell’Ascoli Cardinaletti, che ha confermato di aver ricevuto la richiesta da parte del tecnico di lasciare per la necessità di svolgere importanti accertamenti medici. Al suo posto in panchina, nell’importante gara di sabato contro il Livorno, ci sarà solo uno dei due vice, Beggi, vista la squalifica di Paolo Cozzi, l’altro allenatore in seconda. Sembra probabile che la società porterà a termine la stagione con questo assetto tecnico.

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