Napoli – Frosinone 4-0: E’ festa al San Paolo, Higuain è leggenda

NAPOLI – È festa. È festa, ma non scudetto, è per essere ‘semplicemente’ arrivati in Champions dal portone principale. Dopo l’ansia del primo tempo, dopo la Roma passata in vantaggio prima del Napoli, gli azzurri e mister mille panchine Sarri possono festeggiare un sogno. Il sogno sperato, quasi perso per la strada, ma poi agguantato meglio di un leone quando azzanna la sua preda. La notte di Napoli si è colorata d’azzurro, per un semplice ingresso in Champions. Per dirla alla Adani: ‘Non è vero, non è mica vero, non è vero! E’ impossibile così!’

HAMSIK – Quando la cronaca del primo tempo è futile per raccontarla. Hamsik, semplicemente il Capitano. Risolve ben quarantaquattro minuti di ansia, angoscia, quei maledetti minuti che i tifosi, staff, Sarri e Higuain chiedevano ‘La Roma che fa?’ ‘Vince…’ ed allora via, Gori espulso dopo pochi minuti, paradossalmente complica le cose. Il Frosinone si schiera con un aereo davanti a Zappino, re della serata fino a quel momento, che come dicono a Napoli: ‘a cacciat’ a’ scienza’. La cronaca? Le feste vanno vissute ed il primo ad ubriacarsi per far divertire gli altri è stato Marek Hamsik.

IO SONO LEGGENDA – No, non è romanzo di Richard Matheson. No, non è il film di Willy Smith. E’ Gonzalo Higuain. È il Napoli in Champions. È il record che ha battuto ad essere leggenda, e come l’ha battuto: una rovesciata dopo una doppietta, trasformatosi in tripletta, che solo il genio e la sregolatezza dell’argentino (che solo un anno fa, negli stessi tempi, era stato crocifisso, mea culpa!) poteva realizzare. Nordhal superato con uno dei goal più belli. Gli almanacchi sono stati già aggiornati: sono trentasei i goal contro i trentacinque di Nordahl. Con una rovesciata, roba da non credere. E davvero abbiamo bisogno della cronaca della partita? Hamsik né ha segnato uno, Higuain né ha fatti due normali ed il terzo con un capolavoro balistico degno d’essere rivisto, perché nel calcio non conta solo la tecnica: che i piccoli campioni del futuro imparino.

L’URLO DEL SAN PAOLO – E poi eccolo lì, ecco quella voce che arriva da un complesso pieno di tifosi, accorsi con ansia e passione, con paura e voglia di festeggiare, eccoli: i sessantamila del San Paolo hanno infuocato Fuorigrotta al termine dei novanta minuti. Durati un’eternità. Ecco quell’urlo della Champions. Dopo Napoli – Siena due anni fa, con il saluto di Mazzarri, finalmente il Napoli è in Champions per la terza volta in otto anni, è in Europa da otto anni di fila, mai nessuno dal 2008 con questo rendimento. L’urlo della Champions dopo l’inno, cantato così forte, solo al San Paolo si poteva ammirare. Quasi quasi Munch ci sta invidiando…

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