Volley Italia, Finale scudetto A2: perde Vibo Valentia, vincono Sora e lo sport

 

Il secondo torneo nazionale ha la sua regina, e la dura legge dello sport si è ancora fatta rispettare. Alla fine di un torneo lungo, molto faticoso, pieno di alti e bassi, quelle che erano le due superfavorite si ritrovano a contendersi il titolo e la promozione. Effettivamente, per quelloche hanno mostrato durante l’anno e soprattutto nella serie finale, le due finaliste meritavano di essere dove sono state e meritavano entrambe l’accesso nella massima serie nazionale. Però si sa, la storia la scrivono i vincitori e i vinti, il giorno dopo, si leccano le ferite pensando a dove hanno sbagliato, a cosa non è andato. Invece non si deve per forza aver sbagliato qualcosa, ma semplicemente, spesso, è stato l’avversario a meritare di più.

Certo, l’amaro in bocca per Vibo resta, eccome; per capirlo basta vedere il volto di coach Mastrangelo nel post partita. Un volto dispiaciuto, affranto e commosso; consapevole di esser andato vicino alla coronazione di un sogno, dopo esser stati avanti 2-0 nella serie e aver visto lo stesso sogno allontanarsi piano piano, man mano che Sora ritrovava il suo gioco e ricuciva il gap.

Alla fine ad esultare è Sora, nel palazzetto ospite, gremito di 3000 tifosi (oltre la capienza massima), senza il proprio primo allenatore, in Giappone con la nazionale femminile.

La partita

Sora schiera: Fabroni-Hoogendorn, Mariano-Rosso, Sperandio-Giglioli e Santucci libero.

Vibo invece risponde con Pinelli e Michalovic, Casoli e Vedovotto, Forni e Presta con Marra libero.

Pronti via, Vibo parte a razzo e spinta dai tifosi chiudono il primo set con un discreto vantaggio: 25-20.

Dopo quel primo set però la musica cambia, Fabroni sale in cattedra, Santucci inizia a prendere tutto, Rosso e Mariano martellano in modo incessante e Sperandio alza una muraglia sopra la rete. Di contro i vibonesi iniziano a sciogliersi: Vedovotto sembra assente, a volte deleterio per la sua squadra, Casoli sembra l’ombra di sé stesso e la squadra si affida interamente nelle mani di Michalovic, autore di una partita magistrale, però non sufficiente ad alzare la coppa.

L’ultimo set è al cardiopalma, divertente e capace di regalare emozioni fortissime ai presenti. Alla fine la spunta Sora 30-28, onore ai vincenti, ma anche agli sconfitti.

 

A vincere tuttavia, è stato lo sport. Oltre alla qualità tecnica di primo livello messa in campo dalle squadre, oltre alla cornice straordinaria, oltre al presidente Pippo Callipo che omaggia gli avversari e gli dà i meriti della vittoria oltre alla tranquillità tra le tifoserie di Sora e Vibo e alle parole al miele di Massimo Righi,  un’immagine rimarrà (come deve essere) negli occhi dei presenti: i giocatori di Sora, che durante i festeggiamenti, vanno ad omaggiare la curva avversaria… In quale altro sport accade?

Tabellino

TONNO CALLIPO CALABRIA VIBO VALENTIA – GLOBO BANCA POPOLARE DEL FRUSINATE SORA 1-3 (25-20, 23-25, 19-25, 28-30) – TONNO CALLIPO CALABRIA VIBO VALENTIA: Pinelli, Korniienko, Marra (L), Casoli 8, Michalovic 29, Forni 7, Vedovotto 8, Maccarone 1, Sardanelli, Silva De Araujo 6, Presta 6. Non entrati Ferraro, Corrado. All. Mastrangelo. GLOBO BANCA POPOLARE DEL FRUSINATE SORA: Fabroni 1, Mariano 18, Festi, Santucci (L), Rosso 21, Hoogendoorn 16, Buzzelli, Giglioli 5, Marrazzo, Sperandio 10. Non entrati Lucarelli, Bacca, Mauti. All. Colucci. ARBITRI: Turtù, Luciani. NOTE – Spettatori 2800, incasso 11900, durata set: 27′, 32′, 27′, 38′; tot: 124′.

Giovanni Sorrentino

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