A tutta B: i play off ad alta velocità, il Livorno che rivede la luce anche grazie ad un regalo di compleanno, tutti gli scenari possibili dell’ultima giornata e i significati di una partita di fine stagione

ZONA PLAY OFF AD ALTA VELOCITA’ – Turno molto favorevole per quasi tutte le squadre in lotta per i posti play off, tanto che, chi, invece, ha sbagliato la partita, ora, si trova in difficoltà. Turno favorevole anche a chi approfittava della partita casalinga per festeggiare la promozione, ovvero il Cagliari, che battendo in modo netto (3-0) la Salernitana, balza a 80 punti e supera un Crotone, che, invece, evidentemente deconcentrato dalla promozione già ampiamente acquisita, si è fatto travolgere con medesimo risultato dal Trapani, restando a 79 e compromettendo, forse, quella vittoria del campionato che sembrava alla sua portata. Avanzano in blocco, poi, le prime tre della zona play off della scorsa settimana, ovvero il Pescara, che resta terzo a 71 asfaltando il Modena a domicilio, il Trapani, quarto a 70 grazie alla suddetta vittoria sul Crotone, e il Bari, che va a battere il Brescia al Rigamonti e resta quinto, da solo, a 68. Chi, invece, fa un brutto passo falso è lo Spezia, che, peccando, evidentemente, di presunzione, sbaglia completamente la partita a Como e si fa travolgere da una squadra già retrocessa con un risultato eclatante, che pesa sulla sua classifica e permette l’aggancio del Cesena, che vince lo scontro diretto con il Novara e affianca gli aquilotti a 65. Ottavo posto è, ora, dell’Entella, che batte in modo netto l’Avellino e, toccando quota 64, sorpassa il Novara, che, con la sconfitta di Cesena, resta a 62 ed ora diventa la prima delle escluse.

IL LIVORNO RIVEDE LA LUCE – Risultati piuttosto significativi anche per quello che riguarda la zona retrocessione. A parte il Como, già retrocesso, che, però, trova il modo migliore di salutare il proprio pubblico, con una sontuosa vittoria ai danni dello Spezia, bella e importante è l’affermazione del Livorno, penultimo, che doveva vincere per poter continuare a sperare e così ha fatto, battendo l’Ascoli a domicilio in una sorta di scontro diretto e salendo a 41, ad un passo dalla zona play out. Terzultima è tornata ad essere la Salernitana, che, spettatore non pagante alla festa del Cagliari, resta ferma a 42 e scivola in basso per i concomitanti risultati delle altre. A pari punti, ma, attualmente, in zona play out, resta il Modena, anch’esso pesantemente sconfitto dal Pescara, nonostante il vantaggio iniziale. L’altro posto play out è occupato dal Lanciano che, con il pareggio interno con la Ternana, fa un passetto in avanti rispetto al gruppone della scorsa settimana. Chi approfitta meglio del turno è il Latina, che dal suddetto gruppone si stacca in modo netto grazie alla vittoria col Vicenza, che gli consente di balzare a 45 punti e posizionarsi in zona salvezza. Scende pericolosamente, invece, l’Ascoli che, battuto a domicilio dal Livorno resta a 46, non chiudendo in anticipo il proprio campionato, e vedendosi raggiunto anche dalla Pro Vercelli, che fa un salto quasi decisivo in avanti con la vittoria in anticipo a Perugia.

GLI ULTIMI SCENARI, PER SAPER COME LEGGERE L’ULTIMA GIORNATA – Nessun ulteriore verdetto ufficiale espresso dalla 41^ giornata, per cui tutto è rimandato all’ultimo, per questo motivo attesissimo, turno di campionato, da giocarsi, in perfetta contemporaneità, venerdì sera. Cominciamo con la lotta per la vittoria del campionato: il Crotone non ha affrontato al meglio gli ultimi due turni, incamerando un solo punto e questo ha fatto sì che ora la capolista sia tornata ad essere il Cagliari; la distanza è di un solo punto, con i calabresi che giocano in casa con l’Entella, in lotta per un posto nei play off, e il sardi che vanno a Vercelli, in lotta per la salvezza. Ogni scenario è aperto, anche se, sulla carta, i sardi sembrano avere una fiche in più degli avversari. Per quello che concerne la zona play off, la corsa è sempre a 7 per i 6 posti disponibili, ma è cambiato qualche gioco di forza all’interno del gruppo. La lotta per i posti privilegiati, il 3° e il 4°, quelli che permettono di saltare i preliminari e prendersi un vantaggio nelle semifinali, perde una squadra, lo Spezia, e resta alla portata di sole 3 squadre, 2 delle quali, tra l’altro si sfidano in un appassionante scontro diretto. Questo gioca a favore del Pescara (ma non solo, perché anche se si fossero giocate 3 partite separate sarebbe stato comunque dentro grazie alla classifica avulsa), che anche perdendo non può uscire dalla zona privilegiata: se vince è terzo e quarto sarà il vincitore dello scontro diretto, o il Trapani in caso di pareggio; se pareggia è terzo se vince il Bari o se pareggiano, visto che è in vantaggio negli scontri diretti col Trapani (vittoria per 3-0 a Trapani e sconfitta per 2-1 all’Adriatico), quarto se vince il Trapani; se perde è terzo se vince il Bari, che lo raggiunge ma è in svantaggio negli scontri diretti (0-0 a Bari, 3-1 a Pescara), quarto se vince il Trapani. Il Bari resta, comunque, sicuro almeno del quinto posto (e quindi dei play off), ovvero della possibilità di giocarsi il preliminare in casa contro l’8^: detto di quello che accade se vince, anche se pareggia non può venir raggiunto, mentre se perde e viene raggiunto da una o da entrambe le squadre che lo possono ancora fare, Cesena e Spezia, ha, comunque, il vantaggio negli scontri diretti con entrambe (una vittoria ed un pareggio con tutt’e due). L’altro posto, il sesto, che significa preliminare in casa contro la 7^, se lo contendono, invece, in 3, Cesena, Spezia ed Entella: se il Cesena vince il posto è suo, visto il vantaggio negli scontri diretti con lo Spezia (una sonante vittoria e un pareggio), se pareggia lo è purché né Spezia né Entella vincano, addirittura se perde, purché perdano anche la altre due, perché se anche vincesse il Novara, ora a 3 punti, c’è il vantaggio negli scontri diretti (un pareggio e una vittoria), o se perde lo Spezia e pareggia l’Entella, perché, anche con la vittoria eventuale del Novara, la classifica a 4 parlerebbe comunque a suo favore (Cesena 11 punti, Entella 8, Novara 7, Spezia 6); lo Spezia deve solo vincere e sperare che il Cesena non faccia altrettanto, o pareggiare, ma a quel punto il Cesena dovrebbe perdere e l’Entella non vincere; l’Entella deve solo vincere e sperare nella sconfitta delle altre due davanti. Appurato che il Cesena esce vincitore in tutte le classifiche avulse, i romagnoli possono dirsi certi di partecipare ai play off, mentre le altre 3 sopra nominate si giocano la permanenza stessa in zona spareggi: allo Spezia basta un punto per la sicura permanenza, mentre se perde deve vedere cosa fanno le altre (è dentro se il Novara non vince, o in caso di arrivo a 3 con Novara e Entella, visto che, nel caso, il Novara sarebbe avanti come punti, ma gli aquilotti, seppur pari con l’Entella, avrebbero dalla loro il 2-2 a Chiavari, mentre è fuori in caso di arrivo a pari punti con il Novara, con cui è pari negli scontri diretti, ma ha una differenza reti generale peggiore, o dell’arrivo a 4 sopra descritto); l’Entella è dentro se vince, se pareggia ma il Novara non vince o se i piemontesi vincono, ma si forma il gruppone a 4, se perdono e il Novara non vince; il Novara deve solo vincere il suo incontro e poi sperare in una delle combinazioni favorevoli sopra descritte. Perugia, Brescia, Ternana e Avellino avevano già chiuso il campionato la scorsa settimana (e, infatti, a parte i rossoverdi, hanno tutte perso), ma a loro si aggiunge il Vicenza, che, nonostante non vinca, viene graziato dal pareggio del Lanciano, che fa sì che tra loro e i play out ci siano 5 punti. Per quello che concerne la coda, infine, Como già retrocesso, mentre il resto dei verdetti ancora da stabilire. Il Livorno, con la vittoria di Ascoli, si è rimesso in corsa, quando invece sembrava già spacciato. Ora, però, per sperare, non più di un approdo ai play out, deve, intanto, vincere lo scontro diretto col Lanciano, perché, in caso di pareggio e contemporanee sconfitte di Modena e Salernitana, la classifica avulsa del gruppo a 3 parlerebbe a favore del Modena (7 punti), salvo, con retrocessione di campani (5 punti) e toscani (4). Ovviamente anche la vittoria potrebbe non bastare in caso di vittoria di entrambe le due squadre che la sopravanzano. La Salernitana, attualmente terzultima, non può perdere, perché, in ogni caso, retrocederebbe direttamente. Se vince: si salva se Modena e Lanciano non vincono e il Latina perde, visto che quest’ultimo è in svantaggio negli scontri diretti (un pareggio e una sconfitta); va ai play out se il Latina fa almeno un punto e il Lanciano non vince o se il Lanciano non vince, il Modena sì e il Latina perde, nel qual caso, nell’arrivo a 3, si salverebbe il Modena (7 punti, contro i 5 dei granata e i 4 dei nerazzurri); retrocede se anche Lanciano e Modena vincono. Se pareggia deve sperare che il Modena perda e il Livorno non vinca per approdare almeno ai play out. Discorso simile per il Modena, che, però, ha il vantaggio degli scontri diretti con la Salernitana, che le consente, infatti, attualmente, di essere ai play out, e, quindi, se il Livorno non vince, potrebbe accontentarsi anche dello status quo, e permettersi perfino di perdere per andare ai play out. Gli emiliani, però, non possono sperare nella salvezza diretta, perché in caso di sconfitta del Latina e non vittoria del Lanciano, con la vittoria che la potrebbe a pari punti ci sarebbe, comunque, lo svantaggio negli scontri diretti (una vittoria per parte, ma per 2-0 il Lanciano, per 1-0 il Modena). Se perde e la Salernitana non perde è retrocessione diretta. Se pareggia deve solo sperare che la Salernitana non vinca, scavalcandola, perché con tutte le altre combinazioni sarebbe play out. Il Lanciano, attualmente l’altra squadra ai play off, si salva se vince e il Latina non vince, perché, se i nerazzurri perdono, li scavalcano, se pareggiano, sia che Pro Vercelli ed Ascoli facciano almeno un punto, una, od entrambe, in tutte le classifiche avulse i rossoneri ne uscirebbero bene. Se pareggia va sicuramente ai play out, a meno che non vincano contemporaneamente Modena e Salernitana, nel qual caso retrocederebbe direttamente. Se perde deve solo sperare che perdano o pareggino anche le due dietro di lei. Il Latina attualmente salvo, se vince chiude bene. Se pareggia, è salvo se il Lanciano non vince, altrimenti, in caso di arrivo a pari punti con i rossoneri, sarebbe in svantaggio negli scontri diretti, mentre in caso di coinvolgimento anche di Ascoli e/o Pro Vercelli, cadrebbe in zona play out solo nel caso di arrivo a 3 con Lanciano e Pro Vercelli, nelle altre combinazioni si salverebbe. Se perde si salva se anche le altre dietro non vincono, mentre negli altri casi sarebbe play out. Infine ad Ascoli e Pro Vercelli basta un punto per salvarsi. Possono anche perdere se anche il Latina perde. Se perdono e si crea il gruppone a 46 con Lanciano e Latina, l’Ascoli va ai play out (Pro Vercelli 11 punti, Lanciano 10, Latina 6, Ascoli 5); se perde solo l’Ascoli e arriva a pari punti con Latina e Lanciano va ai play out (Lanciano 7 punti, Latina 5, Ascoli 4); se perde solo la Pro Vercelli e arriva a pari con rossoneri e nerazzurri, invece, si salva (Lanciano e Pro Vercelli 7, Latina 2).

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UN SPERANZA DI SALVEZZA IN REGALO – Visti i tanti gol messi a segno nella penultima giornata, ben 39, era ovvio aspettarsi movimenti anche nella parte alta della classifica marcatori. Ad esempio nei 5 gol messi a segno dal Pescara a Modena, non poteva mancare la firma del capocannoniere del campionato: per lui addirittura una doppietta, il 2-3 e il definitivo 2-5, che fa salire il suo bottino a 26 reti, ormai imprendibile per chiunque lo segua. Dietro di lui, infatti, i primi “normali” sono Cacia e Caputo, entrambi a 17 ed entrambi a secco nell’ultimo turno. Nuovo arrivo, invece, una rete sotto, a 16, dove Budimir, che non ha segnato, si è visto agganciare da Ganz, autore di una doppietta nel poker del Como con lo Spezia in posticipo domenicale, il primo e il terzo. Anche a quota 15 si forma una coppia, visto che Coda, a secco, vede l’arrivo di Vantaggiato, che segna il rigore del momentaneo 2-1 del Livorno. Invece a quota 13 c’è un terzetto, visto che a Farias e Joao Pedro, che hanno lasciato i gol della festa del Cagliari ai propri compagni, si è aggiunto Caprari, autore del momentaneo 1-1 del Pescara a Modena. Fatta la debita menzione per quelli che, con tutta probabilità sono da considerarsi i gol più belli di questa giornata, ovvero quello di Mustacchio, in rovesciata (foto di copertina), per il primo vantaggio della Pro Vercelli a Perugia, quello di Bentivoglio, che, con un tiro al volo di sinistro dal limite porta in vantaggio il Modena col  Pescara e quello di Palermo, che, con un tacco “alla Mancini/Crespo” infila in rete un rasoterra dalla destra per il 3-0 dell’Entella, la vetrina di questa settimana sembra giusto dedicarla ad un altro giocatore che ha messo a segno una doppietta, ma con un peso specifico molto più alto rispetto ai colleghi, visto che è servita a tenere viva la speranza della propria squadra, regalandole la possibilità di giocarsi la salvezza all’ultimo turno, ovvero Aramu del Livorno, che, per di più è un giovanissimo, categoria sempre sotto i riflettori in questa rubrica. Mattia Aramu, infatti, è un trequartista nato a Ciriè, in provincia di Torino, il 14 maggio 1995, quindi fresco 21enne. E’ cresciuto calcisticamente in uno dei migliori vivai italiani, quello del Torino, nel cui settore giovanile ha militato anche quando è entrato nell’orbita della prima squadra, dalla stagione 12/13, senza mai mettere a referto una presenza in massima serie. La scorsa stagione è stato mandato in prestito al Trapani, dove ha trovato un discreto utilizzo, con 24 presenze totali e ben 2 reti segnate. Da questo campionato, invece, è in prestito al Livorno, dove, nella travagliata stagione amaranto, ha trovato più o meno lo spazio dello scorso campionato, dimostrandosi, però, più prolifico, 3 gol, proprio grazie all’exploit di sabato: al 56′ riceve un assist di testa di Vantaggiato al limite dell’area e, da appena fuori, tira al volo imprimendo alla palla una traiettoria imparabile per Lanni, portando in vantaggio la propria squadra; al 92′ chiude i conti finalizzando un’azione a tre in area cominciata da Vantaggiato, ricevendo il passaggio di Valoti, per portarsi all’altezza dell’angolo sinistro dell’area piccola, da cui scagliare un diagonale rasoterra all’angolo opposto, per il definitivo 3-1. Così Aramu, per il suo compleanno regala a sé, e ai suoi compagni, una nuova speranza di salvezza.

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I SIGNIFICATI DI UNA PARTITA DI FINE STAGIONE – Doveva semplicemente essere una partita da penultima giornata, tra una squadra in piena corsa per i play off, alla caccia del punto per la sicurezza, e una già retrocessa da due giornate, che voleva salutare nel migliore dei modi il proprio pubblico nell’ultimo impegno casalingo. E, invece, si è trasformato in un match denso di significati. Il primo, il principale: è stato il paradigma della più classica delle partite sbagliate per presunzione. Lo Spezia è arrivato forte di una classifica di tutto riguardo, dopo la bella scalata firmata Di Carlo, che, prima del pareggio di Latina, avrebbe potuto assicurare anche un terzo posto, con conseguente salto dei preliminari, pronto ad incontrare una squadra ultima in classifica per quasi tutto il campionato e ormai già retrocessa, quindi con nulla più da chiedere a questo torneo se non di andarsene senza figuracce E’ arrivato, quindi, probabilmente, già convinto di avere i 3 punti in tasca, ha sbagliato in pieno la partita e ne è stato travolto. Così che con lo “scalcinato” Como, gli aquilotti hanno portato a casa un solo punto stagionale. Il secondo: il risultato è stata la conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che lo Spezia, da ormai diversi anni a questa parte, non è maturo per sfruttare le partite che potrebbero cambiare la stagione, fallendole regolarmente. Solo per pensare a quest’anno: la partita di Cesena, che avrebbe potuto regalare l’approdo ai posti per la promozione diretta, persa per 5-1; il quarto di finale di Coppa Italia con l’Alessandria, squadra di Lega Pro, in casa, che poteva assicurare la storica semifinale con il Milan, regalata agli avversari pur essendo passata in vantaggio; la suddetta partita di Latina, che, per i contemporanei pareggi delle concorrenti, avrebbe potuto portare il terzo posto, finita con uno 0-0 tirato per i capelli dopo un tempo di dominio degli avversari; la partita di Como, che avrebbe consentito di godersi la tranquillità di un ultimo turno già ai play off e che, invece, potrebbe regalare ancora lo spettro dell’uscita dalla zona spareggi. Il terzo: è stata la dimostrazione che la dignità di un’onesta squadra può portare a piccole imprese anche quando la classifica non serve più. Alla faccia di chi teme che queste situazioni possano falsare i campionati. Questo porta con sé l’orgoglio di una squadra che ha salutato nel migliore dei modi il suo pubblico, ma anche il rammarico per qualcosa che, forse, era ancora nelle corde per poter essere fatto, ma fallito in mezzo ad una moltitudine di pareggi e troppe sconfitte. Il quarto: il match è diventato la consacrazione di un bomber che, nonostante sia retrocesso con la sua squadra, è stato uno dei più prolifici della stagione, toccando quota 16 reti, tanto da battere il proprio record personale, per di più al primo anno tra i cadetti, e da rendere onore al peso di cotanto cognome. Il sesto: è diventata anche una piccola pagina da libro Cuore, con la piccola rivincita personale contro la sfortuna di un giocatore, quel Madonna, che, proprio con la maglia bianca dello Spezia, negli ultimi anni aveva messo insieme pochissime presenze falcidiato dagli infortuni a ripetizione. E che la sfortuna aveva voluto colpire anche appena arrivato a Como con, ancora, infortuni a tenerlo fuori dal campo. Nessuna rivincita verso la sua ex società, con cui, lui, ultimo baluardo della squadra che conquistò la promozione dalla Lega Pro, ha mantenuto un buon rapporto (testimoniato dalla mancata esultanza), ma solo un mantra per cercare di mettere definitivamente alle spalle un periodo negativo della propria carriera. L’ultimo: l’altra rivincita personale, questa volta, probabilmente, più sentita, di chi i lariani li guidava dalla panchina, Cuoghi, e che, svariati anni fa si sedette sulla panchina opposta. Un rapporto mai nato, quando, nel 2002, in C1, fu chiamato a sostituire Sassarini e, con piglio da sergente di ferro, condusse la squadra aquilotta per qualche mese, fra pochi risultati e tante incomprensioni con tifosi (affrontati anche a muso duro) e ambiente, fino all’esonero, per lasciare spazio a Nicoletti che, poi, salvò la squadra. Un amore mai sbocciato, forse un’antipatia a pelle, che, domenica, ha trovato la sua nemesi nel più squillante dei modi

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