La Copa del Centenario, il Brasil e La Caduta Degli Dei

copa americaFischio finale: Brasile 0, Ecuador 0. Partita noiosa, con un Brasile in imbarazzo di fronte a una squadra fresca ma senza grandi talenti come l’Ecuador. Papera enorme di Allison e goal regolare annullato alla squadra andina a parte, la partita volge a termine fra i fischi di tutti gli immigrati latinoamaericani presenti allo stadio, da sempre amanti del buon calcio, e che sicuramente aspettavano un Brasile almeno degno di una sufficienza.

Una partita storta, stanchezza di fine stagione? Renato Augusto, centrocampista del Beijing Gouan, commenta a fine partita: “Abbiamo strappato un pareggio al leader delle qualificazioni a Russia 2018”. Fa bene a pensare alle qualificazioni il Brasile. Al momento si perderebbe per la prima volta nella sua storia la fase finale dei Campionati de Mondo.

IL BUIO OLTRE NEYMAR – Quindi cosa succede a questa squadra? Dove sono finiti i brasiliani che incantavano i campionati europei con perle di fantastica tecnica e discutibile professionalità nei momenti di “saudade”? Neymar, non è stato convocato per portarlo alle Olimpiadi, sperando di vincere quella medaglia d’oro, forse uno dei pochi trofei che mancano nella brillante bacheca a Rio de Janeiro. E dunque guardiamo i convocati dei 5 volte campioni del mondo: Un po’ di piedi buoni, ma un Coutihno e un Willian non fanno neanche mezzo Rai. Più avanti, l’imbarazzo totale a leggere della vecchia conoscenza Ricardo Oliveira, ormai 36 enne e molto lontano dei suoi anni migliori in Spagna, per finire con un Kakà, infortunatosi ancora prima di poter iniziare il torneo.

ATTACCO SPUNTATO – Difficile stare nei panni di Dunga: gli attaccanti del Sao Paulo, semifinalista della Coppa Libertadores (giocherà contro Atletico Nacional) sono entrambi argentini (Calleri e Centurion). E andando avanti la situazione fa capire che il Brasile ora è costretto a importare il talento che non produce più: Nel Corinthians spicca l’attaccante Angel Romero, paraguaiano. Nel Gremio, Miller Bolaños è ecuadoregno. Il Palmeiras conta sul fortissimo Lucas Barrios, anche lui paraguaiano. Il Flamengo ha Mancuello (Argentina) e l’intramontabile peruviano Paolo Guerrero. La lista continua: Cruzeiro, Vasco da Gama e Internacional hanno tutti numeri 9 argentini e colombiani. E così anche in squadre non di primissimo piano.

LA PANCA – Non è molto diversa la questione allenatore. Dunga è rimasto fondamentalmente perché nessuno vuole prendere in mano una nazionale in piena emergenza. Dopo i mondiali 2014 qualcuno in Brasile ha considerato la possibilità di un allenatore straniero: Piaceva Juan Carlos Osorio, ora CT del Messico, Jorge Sanpaoli, poi campione della Coppa America 2015 col Chile e infine Marcelo Bielsa, sempre richiestissimo a livello Sudamerica per quanto riguarda le nazionali. Non se n’è fatto niente perché sembrava un sacrilegio portare un CT straniero nella patria del “jogo bonito”. Chissà cosa ne pensa la Federazione Brasiliana. L’unica certezza è che vedere un Brasile così mediocre fa male a tutti gli amanti di questo meraviglioso sport che e il calcio.

(a cura di Diego Rodriguez)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *