Copa America Centenario, finito il primo giro di partite: Argentina e Colombia rispettano i pronostici, il Messico stupisce, Brasile e, soprattutto, Uruguay le delusioni

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Estate ricca di calcio quella 2016: non solo un Europeo alle porte, ma anche una Copa America in formato speciale. Infatti dal 3 giugno, sui campi degli Stati Uniti si gioca un’edizione speciale della prestigiosa competizione continentale d’oltreoceano, ad un solo anno dall’ultima edizione giocata, quella vinta dai padroni di casa del Cile, organizzata per festeggiare il centenario della CONMEBOL, la federazione calcistica sudamericana. Un’edizione diversa già nella formula: 16 squadre partecipanti (al posto delle 12 canoniche), le 10 della CONMEBOL stessa più 6 provenienti dalla CONCACAF, 4 ammesse di diritto (Usa, Messico, Costa Rica e Giamaica), più due qualificate dopo un turno preliminare (Haiti che ha battuto 1-0 Trinidad & Tobago, e Panama, che ha sconfitto 4-0 Cuba), divise in 4 gironi da 4 squadre ciascuno, con qualifica per le prime due classificate. In palio un trofeo forgiato per l’occasione. Alla fine del primo giro di partite per tutti e 4 i gironi, vediamo come sono andate le cose, non senza qualche sorpresa.

GRUPPO A – Le prime a giocare e ad inaugurare il torneo sono state le squadre del gruppo A, quello che comprende i padroni di casa degli Usa, la Colombia, il Costa Rica e il Paraguay. Partenza col botto, venerdì 3 giugno, con il match inaugurale Usa-Colombia. Partita risolta dai sudamericani già nel primo tempo grazie ai gol del milanista Zapata, lasciato libero di muoversi e di calciare a rete sugli sviluppi di un angolo dalla destra, e al raddoppio di James Rodriguez su rigore, generato da un tocco di mano di Yedlin. Vittoria giusta anche sul piano del gioco, con i colombiani padroni del campo, preso spesso in velocità, grazie ai suoi specialisti, come lo stesso Rodriguez, in gran spolvero, e Cuadrado, e i padroni di casa volitivi, ma macchinosi e scolastici, troppo aggrappati alla vena del solo Dempsey e al lavoro dell’ex romanista Bradley, che, comunque, non può fare reparto da solo. Bene anche gli altri italiani in campo, con Murillo che ha svolto un buon lavoro difensivo e Bacca che ha colpito anche una traversa. Noia padrona, invece, dell’altro match del girone, Costa Rica-Paraguay, con i centroamericani arroccati dietro a sperare nei contropiede di Campbell e i biancorossi a cercar di sfruttare una sterile predominanza territoriale. Alla fine vince il caldo e lo 0-0 è il più scontato dei risultati finali.

Usa-Colombia 0-2 (8′ Zapata, 42′ rig. J.Rodriguez)
Costa Rica-Paraguay 0-0
CLASSIFICA: Colombia 3, Costa Rica e Paraguay 1, Usa 0

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GRUPPO B – Occhi puntati sul Gruppo B, dove si aspetta il Brasile e, invece, i protagonisti diventano altri. Lo spettacolo, infatti, è tutto nella prima partita giocata, Haiti-Perù. Ci si aspetterebbe l’asfaltata da parte dei favoritissimi uomini di Gareca ai danni di una Haiti alla prima partecipazione assoluta ad una Coppa America e, invece, gli isolani, grazie ad una partita fatta di atletismo e tanto cuore, non hanno reso per nulla la vita facile ai sudamericani, creando anche qualche grattacapo. Alla fine ha vinto il più forte e quello che, effettivamente, in campo ha messo in mostra di più, ma il successo è arrivato di misura, grazie ad un colpo di testa acrobatico di Guerrero, e gli haitiani sono usciti a testa alta tra gli applausi del pubblico. E con ben più di un rimpianto, visto che il nuovo entrato Belfort, a pochi secondi dal fischio finale, ha fallito da posizione favorevolissima un colpo di testa a porta spalancata, mettendo il pallone di poco sul fondo, fallendo uno storico pareggio. Chi delude pesantemente, invece è il Brasile: è vero, è una squadra verdeoro senza qualche stella, leggi Neymar, ma quanto visto durante Brasile-Ecuador è stato veramente poca cosa. Poco gioco, poco spettacolo, tanti sbadigli e, anzi, molti brividi, visto che è solo grazie al guardalinee Astrosa e alla sua chiamata dis…Astrosa se i brasiliani non passano in svantaggio: nel secondo tempo Bolanos arriva sul fondo e mette un’innocua palla al centro che può essere solo facile preda del portiere, ma Alisson, l’estremo verdeoro, fa la papera della stagione insaccando il più goffo e comico degli autogol. A salvarlo arriva la decisione del suddetto collaboratore dell’arbitro che segnala l’uscita della palla sul fondo prima del cross, poi smentito dalle immagini. Così, quella Pasadena che regalò tante soddisfazioni ai brasiliani 12 anni fa, stavolta è molto amara e palesa più di una difficoltà nei favoriti del girone, che si trovano con un attacco spuntato e un centrocampo molto poco propositivo.

Haiti-Perù 0-1 (61′ Guerrero)
Brasile-Ecuador 0-0
CLASSIFICA: Perù 3, Brasile e Ecuador 1, Haiti 0

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GRUPPO C – Non sono mancate le sorprese anche nel Gruppo C, quello di Uruguay, Messico, Giamaica e Venezuela. Spettacolo, gol e polemiche hanno fatto da corollario a Messico-Uruguay, dove a fare i “sudamericani” sono stati i messicani. Serata partita male fina da subito per gli uruguaiani, a partire dall’inno nazionale, sbagliato. Poi le cose non sono andate meglio a partita iniziata: dopo 3′ è arrivato lo svantaggio grazie ad un’autorete dell’ex interista Pereira, poi una fase in cui gli uomini di Tabarez sono stati letteralmente presi in mezzo dai messicani, che hanno fatto il bello e cattivo in tempo in campo, con giocate d’alta scuola ed azioni pericolose, fino all’espulsione di Vecino alla fine del primo tempo. L’Uruguay, che nel primo tempo aveva avuto, comunque, un’occasione con Cavani, è tornato più vigoroso dagli spogliatoi, offrendo una prima fase di ripresa più propositiva, sfociata nel pareggio di Capitan Godin, pochi minuti dopo aver raggiunto la parità numerica per l’espulsione di Guardado. Chi pensava ad un ritorno in partita dei sudamericani è stato presto deluso, perché i messicani hanno ripreso in mano il pallino del gioco e con l’ex veronese Marquez si sono riportati in vantaggio e hanno chiuso i giochi con Herrera, uno dei migliori in campo. Gli uruguaiani si sono segnalati, in serata, più per la gazzarra messa in atto a fine partita contro il guardalinee, reo, a loro dire, di non aver segnalato un fuorigioco (che non c’era davvero) sul secondo gol dei messicani, che per reali meriti in corso di partita, vinta meritatamente dalla squadra migliore in campo. Da pronostico, invece, Giamaica-Venezuela, con la vittoria della vinotinta grazie ad un gol di Josef Martinez, bravo ad anticipare il difensore e bruciare l’uscita del portiere. Giamaica, alla seconda partecipazione alla Coppa America che sperava di portare a casa i primi punti dopo le tre sconfitte della scorsa edizione, ma che, comunque, è uscita a testa alta dal confronto. Affossata dalla superiorità tecnica dell’avversario, e con un Morgan (Capitan Leicester) a mezzo servizio, ha comunque retto bene, anche quando si è trovata a giocare in 10 per l’espulsione di Austin, e, anzi, ha sfiorato il gol del pareggio in due occasioni.

Messico-Uruguay 3-1 (4′ aut. Pereira (U), 74′ Godin (U), 85′ Rafa Marquez (M), 92′ Herrera (M))
Giamaica-Venezuela 0-1 (15′ Martinez)
CLASSIFICA: Messico e Venezuela 3, Giamaica e Uruguay 0

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GRUPPO D – Non tradisce le attese, invece, l’Argentina, inserita nel girone con Panama, Bolivia e Cile. La sorpresa di questo girone, in realtà, arriva nell’altra partita, Panama-Bolivia, in cui i panamensi hanno bagnato l’esordio assoluto nel torneo con una vittoria di prestigio. Protagonista assoluto Blas Perez che, non solo ha segnato il primo gol della sua Nazionale nella competizione, ma ha pure segnato una doppietta, rispondendo al gol del momentaneo pareggio di Carlos Arce. Partita della giornata doveva essere e tale è stata, invece, l’altra, Argentina-Cile, vero concentrato di gioco e spettacolo. La rivincita della finale dell’ultima Copa America prometteva spettacolo e così è stato, anche se gli argentini si presentavano al via con un certo Signor Messi in panchina. A farla da protagonisti nella squadra albiceleste, allora, sono stati Di Maria e Banega, autori di un gol e di un assist a testa, con cui hanno rotto l’equilibrio di un incontro fino a quel momento in sostanziale parità tra due squadre che si sono affrontate a viso aperto, sfruttando la vena dei propri uomini dai piedi migliori. Tacco di Higuain, traversa di Gaitan, parata super di Romero su Sanchez sono solo alcune delle perle di una partita divertente, prima che il magico duo (e gli interisti si staranno strofinando le mani) rompa gli equilibri. Ad un Cile comunque non domo, resta solo il gol della bandiera in pieno recupero. L’Argentina manda un messaggio forte al torneo, ma non pare difficile pensare che le protagoniste della competizione possano trovarsi attualmente nello stesso girone.

Panama-Bolivia 2-1 (11′ Perez (P), 54′ Arce (B), 87′ Perez (P))
Argentina Cile 2-1 (51′ Di Maria (A), 59′ Banega (A), Fuenzalida (C))
CLASSIFICA: Argentina e Panama 3, Cile e Bolivia 0

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