“La classe operaia va in paradiso”: Giampiero Ventura nuovo ct della Nazionale

Dopo una carriera costellata di piccole e piccolissime (ma una reputazione da grande), dopo annunci e tentennamenti vari da parte della Figc, Giampiero Ventura approda ufficialmente alla panchina che tutti vorrebbero e tutti temono allo stesso tempo: quella della Nazionale. Prenderà il posto di Antonio Conte subito dopo i Campionati Europei, per un incarico che andrà fino ai Mondiali in Russia nel 2018 (sperando di esserci, si capisce).

LA LUNGA MARCIA: DALLE GIOVANILI DELLA SAMPDORIA AL TORINO – La carriera di Ventura è stata la classica scalata per gradi: senza bruciare le tappe, con qualche passo indietro e senza grandi vette raggiunte (eccetto quella attuale ovviamente!). Il tecnico genovese parte con le giovanili della Sampdoria quarant’anni fa, poi tocca una miriade di squadre tra A, B e C1. Il picco arriva forse tra fine anni ’90 e primi anni 2000, con le panchine di Sampdoria, Udinese, Cagliari e soprattutto quella di Napoli (anche se i partenopei all’epoca erano scivolati in C1). La vera stabilità nella massima serie arriverà solo dieci anni dopo, con il Bari e soprattutto con gli ultimi cinque anni al Toro.

LA CONSACRAZIONE IN GRANATA– È innegabile che l’esperienza granata sia stata la più gratificante per Ventura, e che proprio lui sia stato il maggiore protagonista nella riappropriata dignità della squadra. Lui ha guidato il Toro alla Serie A dopo ripetute discese in purgatorio negli anni precedenti; lui li ha portati alla salvezza la stagione dopo, quindi al ritorno in Europa dopo vent’anni ed alla vittoria nel derby dopo altrettanti.  L’unico rimpianto è per quest’anno, con i suoi ragazzi ampiamente deludenti e l’impressione di un idillio finito per bello che sia stato.

ASPETTANDO LA PRIMA VITTORIA… – Dall’altra parte una situazione della Nazionale ben nota: due Mondiali di fila fuori al primo turno, un secondo posto agli Europei da difendere con tante incognite, tra una squadra che ha vinto le ultime due amichevoli ma non convince ancora. Ventura ha un innegabile “handicap” rispetto ai predecessori recenti sulla panchina azzurra: non arriva da vincente. A parte qualche promozione, il tecnico genovese non ha “tituli” come direbbe Mourinho. Eppure ha raggranellato reputazione e stima quasi ovunque, sa far giocare bene i suoi e sa scoprire/rilanciare talenti. Chissà che non possa essere l’uomo giusto al momento giusto, così come lo è stato in questi anni alla corte di Cairo…

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