Copa America Centenario: Il Brasile clamorosamente eliminato dalla “mano peruviana”, la Colombia cede il primo posto agli Usa, l’Argentina non molla un punto, il Cile l’ultimo qualificato ai quarti

Fase a gironi conclusa, ora si conoscono i nomi delle 8 squadre che si contenderanno i quarti di finale tra il 16 e il 18 giugno. Il verdetto più clamoroso arriva dal gruppo B dove il Brasile dà un altro dispiacere al suo pubblico appassionato riuscendo nell’impresa di farsi eliminare dal torneo pur avendo due risultati su tre a disposizione. Diverse le partite emozionanti giocate in questo ultimo turno per una griglia finale in cui, a parte l’assenza di Brasile e Uruguay, spicca il primo posto degli Stati Uniti nel girone della Colombia e l’Argentina schiacciasassi, unica squadra a vincere tutti e 3 gli incontri del girone.

GRUPPO A – Nel primo gruppo c’era da stabilire chi avrebbe seguito la Colombia, già qualificata, ai quarti. Non senza rischi e apprensioni, alla fine l’hanno spuntata i padroni di casa degli Stati Uniti. Usa-Paraguay era la sfida decisiva per stabilire chi avrebbe seguito i cafeteros al secondo turno, con i sudamericani che avevano un solo risultato a disposizione, la vittoria, e gli statunitensi che potevano giocarsi anche un pareggio. Alla fine a deciderne le sorti è stato il solito Dempsey, che ha sbloccato l’incontro quasi alla mezz’ora, consentendo ai suoi di conquistare quel vantaggio che, conservato fino alla fine ha permesso di staccare il biglietto. Non senza apprensioni, però, visto che gli uomini di Klinsmann hanno giocato un tempo intero in 10 per l’espulsione di Yedlin (che non sta disputando esattamente il torneo della vita, avendo già regalato il rigore alla Colombia nella partita d’esordio). Una buona fase difensiva, associata all’imprecisione e ad una costruzione del gioco decisamente confusionaria degli avversari, hanno permesso comunque ai padroni di casa di portare in porto non solo la qualificazione, ma addirittura il primo posto del girone, visto il suicidio tattico dei colombiani. Colombia-Costa Rica, infatti, vede schierati in campo tanti giovani, frutto di un ampio turn over deciso da Pekerman, ma che, presto, si ritorce contro gli stessi cafeteros. Subito in svantaggio con un bel gol di Venegas, i sudamericani prima recuperano e poi vanno di nuovo sotto grazie allo stesso uomo, Fabra, che realizza il gol del pareggio appena 5′ dopo lo svantaggio, ma poi a 10′ dalla fine del primo tempo segna anche un autogol. Con la Colombia chiaramente in difficoltà tattica, con ampi spazi concessi agli avversari e poca armonia nella fase avanzata, Pekerman corre ai ripari togliendo dal ghiaccio due pezzi forti, Quadrado e James. Ma ormai la frittata è fatta: il gioco si vivacizza, ma non si risolvono tutti i problemi, così prima arriva il terzo gol del Costa Rica, ad opera di Borges e poi i colombiani riescono solo a dimezzare lo svantaggio con Moreno. Il pareggio non arriva e così sfuma il primo posto. A chi impreca pensando di dover affrontare il Brasile, il regalo arriverà la sera successiva…

Usa-Paraguay 1-0 (27′ Dempsey)
Colombia-Costa Rica 2-3 (2′ Vanegas (CR), 7′ Fabra (C), 34′ aut. Fabra (C), 58′ Borges (C), 73′ Moreno (CR))
CLASSIFICA: Usa 6, Colombia 6, Costa Rica 4, Paraguay 1

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GRUPPO B – Sì perché la più grande sorpresa di questa fase di qualificazione a gironi della Copa America arriva proprio dal girone B, quello del Brasile, dove gli stessi verdeoro, a 2 anni dal disastro nel Mondiale casalingo, inanellano un’altra brutta figura in una competizione importante. Dopo il pessimo esordio, con lo 0-0 alla prima partita, il 7-1 ad Haiti aveva illuso che tutti i problemi potessero essere stati spazzati via e, invece, è arrivato il risultato più inaspettato. Si parte con Ecuador-Haiti dove gli uomini di Quinteros devono segnare più di un gol per ottenere una miglior differenza reti e non rischiare di essere eliminati in un arrivo a pari punti se Brasile e Perù pareggeranno. E gli ecuadoriani svolgono al meglio il proprio compito segnandone addirittura 4 di gol ai malcapitati haitiani, con reti di Ayovi, Noboa e doppietta di Valencia. Quindi i destini del girone sono affidati a Brasile-Perù con i peruviani che sono costretti a vincere, perché il pareggio li sfavorirebbe nella classifica avulsa, mentre agli uomini di Dunga può bastare un pareggio. Una squadra verdeoro che non gioca affatto male, domina la partita e crea occasioni, mettendo in difficoltà più di una volta gli avversari, che appaiono quasi rassegnati al proprio destino. Un gran bel vedere se non fosse per un particolare: una difficoltà enorme a concretizzare le azioni che fa sì che un primo tempo dominato si chiuda comunque a reti bianche. Nel secondo gli uomini di Gareca appaiono un po’ più vivi e propositivi, uscendo dal torpore e riuscendo ad ottenere quello che nessuno, a quel punto, si aspettava, il gol, con Ruidiaz. A complicare il tutto, però, c’è il fatto che il gol viene segnato con quello che a tutti gli effetti sembra un colpo di mano. Ci vogliono ben 3 minuti ad arbitro e guardalinee per prendere una decisione, impegnati in una fitta discussione tramite auricolare con chissà chi, posto chissà dove a dare indicazioni, usufruendo di una tecnologia sbagliata, visto che, alla fine, dal gran conciliabolo esce la convalida del gol, che condanna i brasiliani. Ai verdeoro resta l’occasione del pareggio malamente sprecata da Elias, solo davanti a Gallese a tempo quasi scaduto. Poi arriva il fischio che sancisce il nuovo fallimento di Dunga, che, infatti, il giorno dopo viene sollevato dall’incarico.

Ecuador-Haiti 4-0 (11′ Valencia, 20′ Ayovi, 57′ Noboa, 78′ Valencia)
Brasile-Perù 0-1 (75′ Ruidiaz)
CLASSIFICA: Perù 7, Ecuador 5, Brasile 4, Haiti 0

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Il tocco incriminato

GRUPPO C – Due partite di peso specifico diametralmente opposto quelle giocate nel Gruppo C, una decisiva per stabilire il primo posto del girone, l’altra completamente inutile, solo per le statistiche. Quella importante è stata Messico-Venezuela che, a conferma del ruolo, è stata anche una bella partita. In palio il primo posto del girone e, quindi, la possibilità di evitare l’Argentina ai quarti, con il Messico che partiva dal vantaggio di potersi accontentare anche del pareggio. E pareggio è stato, ma non in modo banale e scontato, ma alla fine di un match vivace, teso, spigoloso, dominato dai messicani, ma controllato, comunque, dai venezuelani, con una buona dose di spettacolarità, come dimostrano anche i due gol che hanno generato il risultato: la rovesciata di Velazques, con cui la vinotinto si porta in vantaggio quando la partita è cominciata da 10′ e lo slalom irresistibile con cui Corona semina avversari su avversari prima di mettere a segno il pareggio quando lo stesso numero di minuti manca alla fine dell’incontro. L’altra, invece, Uruguay-Giamaica, come detto, è servita solo per gli annali, essendo stata disputata tra due squadre già eliminate ancor prima dell’inizio dell’incontro. A vincerla, da pronostico, almeno per questa volta, è stato l’Uruguay, che ha regolato i giamaicani con un rotondo 3-0 generato dalle reti di Abel Hernandez, Watson (autogol) e Corujo.

Messico-Venezuela 1-1 (10′ Velazques (V), 80′ Corona (M))
Uruguay-Giamaica 3-0 (21′ Hernandez, 66′ aut. Watson, 88′ Corujo)
CLASSIFICA: Messico e Venezuela 7, Uruguay 3, Giamaica 0

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GRUPPO D – Anche in questo gruppo si giocavano due partite dall’importanza diversa, una utile solo per le statistiche, l’altra un vero e proprio spareggio, con in palio, però, non solo la posizione sulla griglia della classifica, ma la vera e propria qualificazione alla fase successiva. Infatti, con l’Argentina già sicura del primo posto, avendo battuto entrambe le contendenti per il secondo posto, Cile-Panama, la sfida tra le due squadre appaiate a 3 punti, è diventata la sfida decisiva per il secondo posto e, quindi, per il dentro o fuori dalla competizione. A spuntarla sono stati i campioni in carica, ma non senza difficoltà ed apprensione, a confermare la poca lucidità già dimostrata nelle due gare precedenti, la sconfitta con l’Argentina e la vittoria al 100′ contro la Bolivia grazie all’aiutino dell’arbitro. Subito in svantaggio dopo appena 5′ grazie ad una serie di pasticci difensivi che favoriscono la rete di Camargo, il Cile ci mette qualche minuto a riorganizzare le idee e se ci riesce è solo grazie alla buona vena del duo Sanchez-Vidal, migliori in campo della squadra. Sono loro, ad esempio a confezionare l’azione che porta al pareggio di Vargas, altro ex italiano in campo, che a pochi minuti dall’intervallo trova anche il vantaggio, di testa. Una buona partenza nella ripresa illude i cileni, soprattutto dopo che Sanchez porta il risultato sul 3-1, ma l’uscita alla distanza di Panama crea più di un grattacapo alla retroguardia sudamericana, che, a 15′ dalla fine capitola ad opera di Arroyo. Ancora un po’ di paura per gli uomini di Pizzi, anche se con la consapevolezza che anche un pareggio potrebbe andar bene, fino al gol del definitivo 4-2, ad opera, ancora, del Nino Maravilla. Pura formalità, invece, in Argentina-Bolivia, partita giocata tra una squadra già sicura del primo posto e una già eliminata. Un’albiceleste che lascia Messi in panchina per tutto il primo tempo, ha vita facile contro i boliviani, risolvendo la pratica in poco più di mezz’ora. I gol arrivano da Lamela su punizione, da Lavezzi che è rapido a insaccare la respinta su un colpo di testa di Higuain, che resta ancora a secco in questo torneo, e da Cuesta, che segna il suo primo gol in Nazionale alla seconda presenza personale. Così arriva, senza troppe apprensioni, la terza vittoria in altrettante gare, unica del torneo, ed ora c’è il Venezuela ai quarti.

Cile-Bolivia 4-2 (5′ Camargo (B), 15′ e 43′ Vargas (C), 50′ Sanchez (C), 75′ Arroyo (B), 89′ Sanchez (C))
Argentina-Bolivia 3-0 (13′ Lamela, 15′ Lavezzi, 32′ Cuesta)
CLASSIFICA: Argentina 9, Cile 6, Panama 3, Bolivia 0

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PROGRAMMA DEI QUARTI 

Stati Uniti-Ecuador (16 giugno, Seattle)
Perù-Colombia (17 giugno, New Jersey)
Argentina-Venezuela (18 giugno, Boston)
Messico-Cile (18 giugno, Santa Clara)

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