A tutta B: speciale con tutti voti alla stagione, squadra per squadra

Ultima puntata stagionale di questa rubrica, quella con i voti assegnati per il campionato disputato squadra per squadra.

ASCOLI 6 – Era una delle squadre ripescate, per di più all’ultimo momento, tanto da dover partire saltando la prima giornata per poter allestire la squadra al meglio possibile. Ha disputato una stagione sottotono, senza lampi, ma anche senza particolari picchi negativi, guidata da un rinato Cacia, che, soprattutto nella seconda parte di stagione, si è attestato tra i migliori bomber del torneo. Ha dovuto ricorrere ad un cambio di allenatore, con Mangia chiamato al posto di Petrone, che poi, però, ha abbandonato ad una giornata dal termine, ufficialmente, per problemi di salute. Dopo un campionato di medio bassa classifica, si è salvato abbastanza tranquillamente all’ultima giornata.

AVELLINO 5 – Era reduce dalla semifinale play off della scorsa stagione, persa per una traversa al 90′, e ripartiva con buone prospettive. In realtà ha disputato una stagione da “vorrei ma non posso”, con una prima fase in cui è stato coinvolto anche nella lotta per i posti play off, e una seconda, coincisa anche col cambio dell’allenatore, in cui ha abbandonato ogni obiettivo. Cambio disastroso, con Marcolin, sostituto di Tesser, in grado di raccogliere pochissimi punti, tanto da peggiorare ulteriormente, e irreparabilmente, la condizione di classifica della squadra, e da guadagnarsi la cacciata dopo poche giornate a favore del ritorno del vecchio allenatore. Gli irpini, così hanno chiuso il proprio grigio campionato con diverse giornate d’anticipo.

BARI 7 – Ancora un campionato d’alta classifica per i galletti, ma, stavolta, almeno, disputato con una società forte alle spalle e senza lo spettro del fallimento. Anche stavolta, però, il sogno si infrange ai play off. Stagione da alti e bassi, con una prima parte molto positiva, una fase di notevole calo, che costa il posto a Nicola, a favore di Camplone, una nuova fase di ascesa che lo porta a lottare fin quasi alla fine per il terzo posto, perso, però, all’ultima giornata, scivolando addirittura al 5° che significa preliminare. Lì avviene il patatrac, visto che pur giocando in casa contro l’8^ classificata, perde alla fine di una rocambolesca partita portata fino ai supplementari.

BRESCIA 6,5 – A inizio stagione era in Lega Pro. Ripescata quasi all’ultimo momento, era convinta di disputare un campionato con obiettivo salvezza e, invece, ne ha disputato uno di alta classifica. Ha raggiunto pian piano le posizioni di riguardo della graduatoria, trovandosi a lottare, per diversi mesi, per i posti play off più alti, esprimendo uno dei giochi migliori del torneo, con tanti giovani interessanti messi in mostra e già appetiti dalle squadre migliori. Poi un calo nella seconda parte ha precluso la partecipazione ai play off, ma resta, comunque, un ottimo campionato, oltre ogni più rosea previsione.

CAGLIARI 8 – Ritorno immediato in A e vittoria del campionato. Tutto come da previsione. Il voto, però, non è altissimo perché, benché i pronostici siano stati rispettati, i rossoblu hanno fatto molto più fatica di quanto preventivato per raggiungere l’obiettivo. Dovevano fare loro il campionato di un sol boccone e, invece, si sono trovati a dover lottare, non senza difficoltà, contro uno scatenato Crotone, cedendogli spesso la testa della classifica. Le lunghe fasi caratterizzate da risultati risicati, la perdita dell’imbattibilità al Sant’Elia, fortino inespugnabile solo fino alla prima parte del campionato, la difficoltà a raggiungere la promozione matematica, rimandata per tre giornate consecutive e ottenuta solo a due turni dalla fine, nonostante il distacco abissale avuto sulla terza per buona parte del torneo, hanno indispettito i tifosi in più di un’occasione, portandoli a fischiare la squadra in diverse partite. Poi, alla fine, è stata A e pace fatta.

CESENA 7 – Buon campionato quello disputato dai romagnoli, soprattutto nella prima parte, in cui il Manuzzi è stato l’arma in più degli uomini di Drago. Un po’ di calo nella seconda parte ha reso più tribolato del previsto l’accesso ai play off, conquistati comunque, da 6° in classifica. A testimoniare il campionato a due velocità anche il preliminare play off, in cui, nonostante la partita da giocarsi in casa e con due risultati a disposizione, i bianconeri si sono fatti eliminare dallo Spezia al termine di una delle partite meno brillanti del torneo. Tante le individualità espresse dai romagnoli, su tutti Ciano e Ragusa.

COMO 4,5 – Una neopromossa, che, a differenza di quanto fatto dalle squadre che l’hanno precedute nelle ultime stagioni, non ha saputo disputare un campionato all’altezza ed è ritornata immediatamente in Lega Pro. Un campionato disputato all’ultimo posto fin dalle primissime giornate. Posizione praticamente mai abbandonata e, questo, nonostante ci siano stati periodi in cui la squadra non ha demeritato sul campo, con risultati anche di rilievo, come essere stata la prima squadra ad uscire imbattuta dal Sant’Elia. La mole di pareggi messi insieme a discapito delle poche vittorie è stata una delle cause della classifica deficitaria, che ha caratterizzato tutte e tre le conduzioni in panchina, sia quella di Sabatini, che quella di Festa, che quella di Cuoghi. Ha lasciato, comunque, il torneo a testa alta, rifilando un 4-0 allo Spezia quando era già retrocessa, ed ha espresso uno dei bomber più forti del torneo, quel Ganz figlio d’arte, già nel mirino della Juve.

CROTONE 9,5 – Poco da dire: la più bella sorpresa del torneo, il simbolo di questa Serie B. Partito per salvarsi con tranquillità, ha cominciato la stagione con uno 0-4 a Cagliari che sembrava confermare le aspettative. Poi, però, da lì è partito per un cammino favoloso, un campionato di altissima classifica, sempre in lotta per uno dei primi due posti, conservando il primo anche per lunghi tratti del torneo. Bel gioco, eccellenti risultati, tante individualità messe in vetrina, come il Budimir terzo sul podio dei cannonieri, con tanti giovani, vedi Ricci, come nella miglior tradizione crotonese, fin dai tempi di Drago: queste sono state le carte vincenti messe sul tavolo dai calabresi e che hanno permesso di dominare il campionato e conquistare la storica promozione in A, mai in dubbio durante il torneo, passando dalla sorpresa e lo scetticismo iniziale alla concretezza e sicurezza del resto del cammino. Un mezzo voto in meno alla stagione perfetta per aver mollato nelle ultime 3 giornate dopo la promozione conquistata, buttando via l’occasione storica di vincere anche il torneo cadetto.

LATINA 5 – Stagione giocata sottotono e gestita ancora peggio. Campionato di medio bassa classifica con la salvezza conquistata matematicamente solo all’ultima giornata. Ben due cambi d’allenatore, con l’impressione, però, di essere sempre affrettati e di non portare mai ad una reale svolta: esonerato Iuliano quando la squadra era in una posizione di tutta tranquillità; pausa invernale tribolata con il tecnico Somma ad un passo dall’esonero, poi ritirato, salvo poi effettuarlo davvero, con la squadra ancora lontana dalla zona più calda della classifica; gestione Gautieri molto al di sotto delle aspettative, con l’ingresso ufficiale in zona salvezza, ottenuta, non senza apprensioni, come detto, all’ultima giornata.

LIVORNO 3 – Doveva essere una delle protagoniste in lotta per la promozione, è arrivata, invece, la retrocessione diretta in Lega Pro. Al di là delle polemiche di fine stagione su gestione del caso Lanciano e i torti subiti all’ultima giornata contro gli stessi abruzzesi, che ne hanno decretato la retrocessione, è innegabile che quella dei toscani sia stata una stagione pessima sotto qualsiasi punto di vista, da quello del rendimento tecnico a quello della gestione societaria. Partenza a razzo con 4 vittorie consecutive sotto la guida Panucci, che proiettano immediatamente i labronici nell’Olimpo delle squadre di questo torneo e la rendono una delle favorite d’obbligo alla promozione. Poi qualcosa si rompe e arriva un lungo periodo di risultati poco esaltanti, che portano alla discesa in classifica e all’esonero di Panucci, quando la squadra è, comunque, ancora in zona play off. L’arrivo di Mutti peggiora ulteriormente la situazione, con pochi punti e tante sconfitte. In una giornata di rabbia Spinelli si dimette e caccia l’allenatore, richiamando Panucci, ma ormai la china è in discesa e né lui, né Colomba (che porta a casa 4 sconfitte in altrettante partite) né l’ultimo arrivato Gelain, riescono a risollevare la barra, così che arriva la retrocessione, che non va cercata solo nelle beghe di Palazzo.

MODENA 5 – Brutta stagione quella gialloblu, chiusa con la retrocessione diretta, senza neppure l’appello dei play out. Tribolato fin dall’inizio, il campionato emiliano è stato di medio bassa classifica fin dalle prime giornate. Sotto la guida di Crespo la squadra ha sempre dato l’impressione di occasioni buttate via, con partite giocate anche bene, ma mai finalizzate a dovere e, quindi, spesso, concluse in modo beffardo. Da una squadra con in panchina uno dei più prolifici bomber della storia del calcio ci si sarebbe aspettati molto di più nella fase offensiva, ma la scarsa vena del capocannoniere dello scorso campionato, Granoche, ha inciso sicuramente in modo importante. Il cambio con Bergodi in panchina ha portato a modificare di poco le carte in tavola. In lotta fino all’ultima giornata per la salvezza, sia quella diretta che attraverso la sfida play out, con la sconfitta all’ultima giornata è stata Lega Pro immediata.

NOVARA 7,5 – Una neopromossa nella miglior tradizione di queste ultime stagioni, con un campionato di alto livello e nessun timore reverenziale. Partita male, con anche l’occupazione di posti di bassissima classifica, improvvisamente Baroni ha trovata la quadratura del cerchio e ne è scaturita una rincorsa importante e, quindi, una stagione di alta classifica, in lotta, praticamente fino all’ultimo, per i posti play off, con tanto buon gioco espresso e diverse individualità a trascinarla, come il solito Gonzalez, Galabinov, Faragò o Evacuo, per troppi anni considerato inadatto alla categoria. Conquistati i preliminari grazie all’8° posto, i piemontesi hanno battuto a domicilio il Bari in una rocambolesca partita, sovvertendo pronostico e classifica. Alle semifinali si sono infranti contro un Pescara decisamente superiore, ma grandi cose erano già state fatte.

PERUGIA 5,5 – Verrebbe da definirlo campionato scialbo quello disputato dagli umbri. Puntavano ai play off, ma non sono arrivati, e, anzi, a 2 giornate dal termine il campionato degli uomini di Bisoli era già terminato. Stagione di medio alta classifica quella disputata dai perugini, con anche buone puntate per le posizioni che contano, senza, però, mai dare l’impressione di avere il controllo deciso del proprio cammino. Cosicché, quasi sempre, il susseguirsi di risultati negativi ha ridimensionato le ambizioni dei biancorossi. Fino alle ultime giornate, quando è parso chiaro che non avessero il passo delle altre pretendenti ai posti play off e, infatti, ne sono rimasti fuori anticipatamente.

PESCARA 8,5 – Promozione in A meritata, per quella che è stata una delle formazioni migliori del torneo di quest’anno, per gioco espresso e individualità messe in vetrina, a cominciare dal capocannoniere del campionato, Lapadula, primo con 27 gol, senza rigori e con 10 reti di distacco dal secondo, per non parlare di Caprari, Verre, Zampano, oltre all’intramontabile Capitan Memushaj. Avrebbe potuto conquistare la A direttamente, essendoci stato un momento in cui la squadra aveva quasi 10 punti sulla quarta, limite oltre il quale gli spareggi non si sarebbero disputati. Poi l’inspiegabile crollo verticale, che ha portato la squadra fuori dalla zona play off, ha messo in discussione perfino il posto di Oddo, ed ha costretto gli abruzzesi ad una rincorsa, comunque, prepotente, che, nel giro di qualche settimana, l’ha riportata alla lotta per il terzo posto, perso solo all’ultima giornata. Costretta, così, alla disputa dei play off, ha conquistato quello che le spettava con 3 vittorie e un pareggio, regolando anche la sorpresa di questo campionato, il Trapani, senza, però, praticamente, mai rischiare il raggiungimento dell’obiettivo.

PRO VERCELLI 6 – Lottava per conquistare una tranquilla salvezza e, anche se tanto tranquilla non lo è stata, alla fine l’obiettivo è stato raggiunto. Stagione piuttosto anonima, disputata nelle zone medio basse, senza particolari picchi, ma anche senza grossi demeriti. Invischiata anche nella lotta per la retrocessione diretta, si è salvata all’ultima giornata. La guida tecnica di un esperto come Foscarini, che ha sostituito Scazzola dopo le prime giornate, ha avuto, sicuramente, un suo peso.

SALERNITANA 4,5 – Costruita con ben altri obiettivi, seppur neopromossa. Primo fra tutti una salvezza tranquilla, poi qualche ambizione in più, motivata da un mercato di alto livello, sia durante l’estate che nella pausa invernale. Li ha toppati un po’ tutti: l’alta classifica se l’è dovuta dimenticare in fretta, trovandosi coinvolta, ben presto, nella lotta di bassa classifica e anche la salvezza ha dovuto tribolare non poco a raggiungerla, occupando lungamente il penultimo posto in classifica e riuscendo a salvarsi solo grazie ad una serie di buoni risultati in coda (e grazie al proprio bomber Coda, per restare in tema) che le hanno consentito l’approdo almeno ai play out, all’ultima giornata, dove ha avuto ragione di un Lanciano arrivato con le batterie scariche. La chiusura tra i fischi del proprio pubblico e la mancata esultanza per la salvezza conseguita sono state il miglior riassunto della stagione.

SPEZIA 7,5 – Stagione strana quella aquilotta, ma, comunque, estremamente positiva, avendo raggiunto il miglior piazzamento in B della sua storia. Partita con i favori del pronostico vista la, finalmente, continuità con la buona stagione precedente, sia dal punto di vista degli uomini, che della conduzione tecnica, dopo un inizio positivo che aveva portato la squadra a sfiorare perfino i primissimi posti della classifica, la formazione ligure è entrata in una fase involutiva che l’ha portata a scendere al di sotto della metà classifica. Il cambio con Di Carlo e una serie di innesti azzeccati, che sembravano dover servire a mettere al sicuro la salvezza, si è rivelata la svolta della stagione, tanto che, con una serie di ottimi risultati nel girone di ritorno, al punto che, alla fine i bianconeri risulteranno la seconda miglior squadra di questa parte del torneo come numero di punti raccolti, anche più di Cagliari e Crotone, gli aquilotti hanno raggiunto i play off da sesti (ma sognando a lungo anche il terzo posto). Qui, a differenza delle due precedenti occasioni, hanno superato il preliminare, seppur in trasferta a Cesena, e si sono fermati solo in semifinale contro il Trapani, ma solo al netto di alcuni episodi a sfavore e non di una evidente inferiorità. Se si aggiunge il cammino in Coppa Italia, con l’impresa dell’Olimpico, la stagione è da incorniciare. Ma migliorabile…

TERNANA 6 – Stagione senza infamia e senza lode. Salvezza raggiunta con anticipo e senza particolari apprensioni, tanto da poter seguire le ultime giornate in tutta tranquillità. Avvicendamento tra Toscano e Breda da ascrivere come positivo, con la squadra che acquisisce maggior consapevolezza dei propri mezzi e assesta la classifica, galleggiando sempre lontano dalla zona promozione, ma anche in acque tranquille rispetto alla zona retrocessione.

TRAPANI 8 – Lo scettro di sorpresa massima del torneo lo deve cedere, giocoforza, al Crotone, ma la squadra di Cosmi compie un’autentica impresa, difficilmente dimenticabile, anche se non premiata dalla promozione. Squadra costruita per un campionato di medio alta classifica, affidandosi all’esperienza del proprio allenatore e ad un parco giocatori di tutto rispetto, seppur non di prim’ordine, il Trapani ha condotto un girone d’andata in linea con quelle che erano le aspettative. Al ritorno, però, anche appoggiandosi alla voglia di riscatto di alcuni calciatori, Petkovic su tutti, ha letteralmente cambiato registro, cominciando a mietere risultati positivi. La sconfitta di Chiavari sembra poter ridimensionare i siciliani e, invece, è divenuta un punto di svolta, perché è stata l’ultima: da lì 8 vittorie consecutive (record pareggiato con quello della Juve del 2006/07), in una sequenza, comunque, di 18 risultati utili consecutivi, che si interromperà solo ai play off. Spareggi promozione conquistati addirittura da 3^ e approdo alla finale dopo aver eliminato lo Spezia con una doppia vittoria in semifinale. Mezzo voto in meno proprio per aver sbagliato la partita nel momento peggiore, la gara d’andata della Finale, in cui il Pescara ipoteca la promozione. Resta comunque una favola straordinaria che ha conquistato gli appassionati di calcio e fatto piangere un duro come Cosmi…

VICENZA 5,5 – Partita con ben altri obiettivi, soprattutto dopo i play off raggiunti nella stagione precedente da 3^ classificata, ha disputato un campionato a due velocità, una prima parte decisamente positiva, in cui era perfino in lotta per i posti play off e una seconda, invece, molto deficitaria, tanto che la squadra si è trovata presto invischiata nella lotta per la salvezza ed è stata costretta ad un cambio di allenatore per dare una sferzata all’ambiente. L’arrivo di Lerda ha ottenuto il cambio di registro cercato e la squadra è approdata alla salvezza alle ultime giornate. Molto positivo, almeno per una buona parte di stagione, l’apporto di Raicevic, attestatosi tra i migliori marcatori del torneo.

VIRTUS ENTELLA 7 – Era una delle ripescate dell’ultimo momento e, in quanto tale, costretta a cambiare i piani in fretta, cosa che le avrebbe potuto portare ripercussioni di classifica. E, invece, i liguri si sono trovati a disputare una stagione al di sopra di ogni più rosea aspettativa, decisamente migliore della scorsa, in cui il tempo di preparare il campionato di B c’era stato tutto e che si era chiuso con la retrocessione dopo i play out. Un campionato d’alta classifica, con un buon gioco espresso e risultati rilevanti che l’hanno tenuta in lotta fino, praticamente, all’ultima giornata per un posto nei play off, perso proprio all’ultimo turno, quando la sconfitta ha decretato il suo approdo al 9° posto, ad appena un punto dal Novara. Ottima la fase difensiva, con Iacobucci a lungo imbattuto e la difesa confermatasi tra le migliori del torneo, e anche buone individualità espresse, su tutti Masucci e Capuano il quale, migliorando il proprio record personale, è diventato vice-capocannoniere con 17 gol segnati.

VIRTUS LANCIANO 6 – Retrocesso al termine dei play out, ma punito oltre i propri demeriti sul campo da problemi societari più grandi di lui. Partito da subito con una penalizzazione di punti, non ha sicuramente disputato un campionato facile e positivo, reso ancor più complicato dopo il mercato invernale, quando è stato privato di alcuni pezzi forti come Piccolo, capocannoniere della squadra fino a quel momento e Capitan Mammarella. L’arrivo di Maragliulo, però, al posto di D’Aversa ha dato una netta sferzata alla squadra che, per buona parte del girone di ritorno è rimasta tra le migliori squadre, cosa che le ha consentito di risalire la classifica fino a posizioni di tranquillità. La nuova sanzione, seppur poi mitigata nell’entità, è stata un’ulteriore mazzata che ne ha compromesso in modo deciso la classifica, assieme ad un calo fisiologico del gioco nell’ultima parte di stagione, che l’hanno costretta a disputare i play out. Qui la squadra ha letteralmente tirato i remi in barca e, sbagliando completamente la partita d’andata, ha compromesso fin da subito l’esito degli spareggi. Resta comunque il fatto che, sul campo, la squadra si sarebbe salvata anche senza dover disputare i play out.

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