Copa America Centenario: l’Argentina di Re Messi cancella gli Stati Uniti, il Cile ci mette 4 ore per domare la Colombia e alla fine, dalle semifinali, esce la rivincita dell’ultima Finale

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E alla fine sarà rivincita! Dopo le semifinali giocate in questi due giorni, il verdetto parla a favore della ripetizione della Finale dell’ultima Copa America, quella dello scorso anno, tra Argentina e Cile. Una sfida affascinante tra le due squadre che meglio si sono espresse in questa seconda parte di torneo, trascinate dai propri uomini migliori e maggiormente rappresentativi, come era giusto aspettarsi.

USA-ARGENTINA 0-4 – Partita nel pieno rispetto del pronostico: ci si aspettava che l’Argentina trionfasse e l’Argentina ha trionfato; ci si aspettava che l’Argentina asfaltasse gli statunitensi e gli statunitensi sono stati asfaltati; ci si aspettava emozioni e spettacolo e, nonostante sia stato un autentico monologo, emozioni e spettacolo ci sono state. Vedere Klinsmann che scuote la testa contrariato a inizio secondo tempo, con un eloquente labiale “Umbelievable”, mentre la sua squadra è già sotto di 2 gol, paventando reiterati torti arbitrali, potrebbe fuorviare il giudizio sulla partita. In realtà il buon Klinsi ha ragione, qualcosa di “Incredibile” si è visto: una squadra di una forza debordante, guidata da un condottiero straordinario, che, per una volta, sta mostrando il suo valore anche lungo tutta una competizione per Nazionali (fin qui evento piuttosto raro) e assecondato da una serie di altri campioni in un periodo di forma strabiliante. Abbastanza incredibile anche la pochezza della sua squadra: un po’ infantile appellarsi a presunte ingiustizie quando si ha una compagine che non tira verso la porta avversaria per, praticamente, tutto l’incontro. Difficile far credere che le responsabilità siano da ascrivere a non ben specificate congiure arbitrali (quando si gioca in casa il torneo, per di più…) quando dopo 3′ si è già sotto di un gol per un colpo di testa di Lavezzi su assist di Re Messi. Ancor di più quando, dopo neppure mezz’ora, Messi Re d’Argentina lo diventa davvero non tirando UNA punizione, ma LA Punizione, una palla perfetta che si insacca a pochi millimetri dall’incrocio, dove Guzan non sarebbe arrivato neppure con una scaletta, per il suo 55° gol con l’Albiceleste, recordman assoluto, un centro oltre Batistuta. Poi, pochi minuti dopo quell’Umbelievable arriva anche il terzo sigillo, a firma Higuain, che mette nel sacco una corta respinta dell’estremo statunitense e poi vede bene anche di piazzare la doppietta, a pochi minuti dalla fine, sottomisura, su assist, guarda un po’, di Messi, a ulteriore conferma che lui i gol se li era davvero tenuti per la fase più calda del torneo, spegnendo definitivamente le critiche, se ancora ce n’erano. Unica nota negativa della serata l’infortunio a Lavezzi, frattura del braccio (particolarmente negativa se si pensa alle modalità, essendo franato oltre i cartelloni, a corpo morto, sul 3-0, nel tentativo di un innocuo stop di petto in elevazione lungo la linea laterale), che lo terrà fuori dalla Finale. Poi tutti sorrisi, con la terza finale consecutiva in altrettante competizioni (Mondiale 2014, Copa America 2015 e 2016), stavolta da favorita assoluta, alla caccia, finalmente, di un lieto fine per alzare un trofeo che manca da troppo tempo.

USA-ARGENTINA 0-4 (3′ Lavezzi, 32′ Messi, 50′ e 86′ Higuain)

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CILE-COLOMBIA 2-0 – Il Dottor Jekyll e Mister Hide del torneo, il Cile, è la seconda finalista. Nessuno avrebbe potuto preventivarlo guardando la squadra impacciata e poco convincente che ha passato il girone anche grazie ad un regalo arbitrale. Tutti avrebbero potuto scommetterci dopo il quarto con il Messico, letteralmente spazzato via, anche oltre i propri demeriti. E proprio della partita con i centroamericani quella con la Colombia sembra la naturale prosecuzione: il Cile prende possesso della fascia destra, in cui manda fuori giri Fabra, e da lì crea una serie di azioni in velocità che, letteralmente, stordiscono i Cafeteros che, nei primi minuti, non ci capiscono più nulla e subiscono 2 gol nel giro di 11′. Al 6′ è Aranguiz a mettere dentro, con un rasoterra al volo, solo davanti al portiere, un assist involontario di Cuadrado. Al 10′ invece è Sanchez, che deve fare a meno del compagno Vidal squalificato, a controllare un pallone su rilancio lungo del suo portiere, mandare fuori giri i difensori avversari e scagliare un rasoterra potente che colpisce la base del palo e torna sui piedi di un liberissimo Fuenzalida che deve solo appoggiare la palla in gol. Sembra prospettarsi un’altra pioggia di gol come col Messico. Invece, pian piano, la Colombia si ritrova e, complice anche un abbassamento del ritmo degli avversari, nonostante l’assenza di Bacca, fuori per infortunio, comincia a vedere la porta. Al 23′ la prima occasione, con Martinez che si fa parare un bel diagonale dopo l’assist di James Rodriguez, il quale, pochi minuti dopo, ci prova da solo, sfiorando il palo. Non arriva la pioggia di gol, ma la pioggia vera e propria sì: nell’intervallo arriva il temporale che si attendeva da tutto il giorno, con pioggia, lampi e tuoni che, per le leggi americane, prevedono evacuazione delle tribune e sospensione dell’incontro. Le squadre tornano in campo solo dopo quasi 2 ore e mezzo e questo, è innegabile, una sua incidenza sulla partita ce l’ha. La ripresa non vede più gol, ma tanti scivoloni, qualche occasione per entrambe le squadre, l’espulsione di un giocatore colombiano, Sanchez, per doppia ammonizione, racimolata nel giro di pochi minuti (di gioco effettivo…) a cavallo dell’intervallo, che complica terribilmente le cose per i propri compagni, e una richiesta di rigore per parte, a 2′ dall’inizio per la Colombia, a 2′ dalla fine per il Cile. Ci sono anche una serie di invasioni che contribuiscono ad allungare ulteriormente una partita biblica, tanto che alla fine di tennistico non ci sarà il risultato, ma la durata dell’incontro (4 ore!). Alla fine, però, quel che conta è che la Roja è la seconda finalista del torneo, per una rivincita dell’ultima Finale giocata, giusto un anno fa, chiusa ai rigori con la vittoria degli allora padroni di casa cileni.

CILE-COLOMBIA 2-0 (6′ Aranguiz, 10′ Fuenzalida)

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PROGRAMMA FINALI

FINALE 3°/4° POSTO Usa-Colombia (25 giugno, Glendale)
FINALE 1°/2° POSTO Argentina-Cile (26 giugno, East Rutherford)

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