#Euro2016, Il Pagellone degli Azzurri: da 0 a 10 i voti dell’Europeo dell’Italia

Dare un voto ai singoli giocatori non sarebbe corretto visto che questa è stata la Nazionale del gioco di squadra. A chi ha saputo farci emozionare e svagare in un momento storico così delicato, non si può che dire: Grazie!

Voto 10 a Italia-Spagna 2-0: la partita più bella dell’Italia degli ultimi due anni, semplicemente un capolavoro tattico. Un match straordinario, da cineteche del calcio, che sancisce la fine del domino europeo della Spagna e la rivincita dei colori Azzurri dopo le sonore sconfitte del recente passato.

Voto 9 alle Lacrime di Barzagli: vedere un uomo di 35 anni piangere è pur sempre straziante, ma quando sai di essere (probabilmente) alla tua ultima esperienza Azzurra lasci parlare solo le tue emozioni più naturali dopo il grande rammarico dell’impresa sfiorata. “Nessuno si ricorderà di questa di questa Nazionale che ha dato tutto” dichiarazioni più da “Sepolcri di Ugo Foscolo” che di un calciatore, ma non ti preoccupare “Barzaglione” ci avete insegnato di più di quanto credi…

Voto 8 a Conte il Condottiero: L’Italia aveva il suo top-player in panchina. Senza di lui non ci sarebbe stato nessun Sogno Azzurro, l’uomo giusto al momento giusto, che ha saputo ridare verve a movimento spento e senza entusiasmo. Dalle frasi ad effetto in conferenza stampa, motivatore e maniaco del controllo: Conte ha dimostrato a tutta Europa che per gestire una Nazionale di calcio, non basta essere un selezionatore, ma bisogna essere un’allenatore, un padre e un fratello per i propri giocatori.

Voto 7 alla classe operaia: il gioco di squadra e la coesione del gruppo sono stati i punti centrali della Nazionale, che faceva perno sull’umiltà dei singoli di Giaccherini, Parolo, De Sciglio e Eder. Giocatori che non hanno vinto niente in carriera, ma sempre pronti a dare il massimo per il bene comune.

Voto 6 alle reti di Pellé al Novantesimo: sia contro il Belgio che contro la Spagna Graziano Pellé ha siglato i goal che hanno chiuso definitivamente le due partite. Le sue reti hanno tolto la tensione dai finali concitati e ci hanno fatto provare grandi emozioni come solo un goal allo scadere sa fare.

Voto 5 ai troppi infortuni: in principio Verratti e Marchisio, poi Candreva e De Rossi. Probabilmente con il Pescarese e lo Juventino a centrocampo sarebbe stato tutt’altro europeo e con De Rossi e Candreva titolari contro la Germania, con due rigoristi in più, la storia sarebbe potuta cambiare, ma gli infortuni sono un imprevisto del mestiere.

Tabellone euro 2016

Voto 4 a un Tabellone Europeo squilibrato: i complimenti più sentiti vanno a cloro che hanno elaborato la serie di incroci dagli ottavi alla finale. È vero che non si può dare la colpa al destino, ma questa formula, che vede da una parte le grandi Nazionale e dall’altra le out-sider, è un bellissimo spot per il calcio e lo sport ma non lo è dal punto di vista agonistico.

Voto 3 all’incubo calci di rigore sempre dietro l’angolo: la grazia del Mondiale 2006 è un’eccezione, perché i calci di rigore hanno sempre fatto soffrire l’Italia. Nel 80, per tutti gli anni 90, nel 2008, nel 2013 e ora nel 2016. Una maledizione sempre pronta a colpire gli Azzurri…

Voto 2 al cucchiaio mancato di Pellé: se “sfotti” un portiere dicendo che gli vuoi fare il cucchiaio “FAGLIELO”! Per di più se sai anche tirarli, visto che in passato li hai battuti alla perfezione. Comunque la tensione in quei momenti è così alta che è veramente difficile rimanere lucidi ed è troppo facile recriminare ora dietro una tastiera…

Pellé dopo il rigore

Voto 1 al balletto di Zaza sul dischetto: è diventato l’emblema della sconfitta con la Germania, ed è già un tormentone. Tutti avevano già capito dai suoi primi passetti alla “Fred Flintstone” che quel rigore non sarebbe mai andato a finire in porta. Non si può addossare a Zaza tutta la colpa, ha sbagliato un rigore come è successo a tanti altri, ma nessuno aveva mai fatto una danza in area prima di tirare.

Voto 0 a una “Iella Scarogna di Tutti i Colori”: la Dea Bendata ci ha voltato le spalle nuovamente. Probabilmente fu troppo clemente quarantotto anni fa’, quando l’Italia vinse il suo unico Europeo. Tra infortuni, Grandi Avversari, rigori parati e sbagliati, non è stata una spedizione Azzurra tra le più fortunate, ma questa Nazionale non ha mai mollato contro nessuno e si è dovuta arrendere sciaguratamente solo alla sorte. È andata così… per questa volta!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *