F1, in Austria le Mercedes si toccano all’ultimo giro, vince Hamilton. Ferrari a podio con Raikkonen, a Vettel esplode un pneumatico

BATTAGLIA– Il Gran Premio d’Austria, nona prova del mondiale, ci ha regalato una gara piena di emozioni ed un finale d’altri tempi, con le due Mercedes a giocarsi la vittoria all’ultimo giro. L’ha spuntata Lewis Hamilton, che alla curva 2 dell’ultima tornata si è toccato con il compagno Rosberg, che era arrivato lungo, forse per un problema ai freni, danneggiando la propria vettura e finendo solo quarto (al momento in cui scriviamo rischia anche una penalità). Ancora un capolavoro del campione del mondo, scattato dalla pole position e in grado di compiere 21 giri in testa con le gomme Ultrasoft, le più morbide fornite dalla Pirelli, mentre il compagno, penalizzato in prova per la sostituzione del cambio, perdeva tempo nel traffico ed era costretto ad anticipare la prima sosta. La safety car, entrata per l’incidente di Vettel, ha penalizzato l’inglese, che non si è perso d’animo e con gomme soft più fresche del compagno, alla ripartenza lo ha avvicinato, fino all’ultima sosta, in cui ha rimontato le soft, mentre a Rosberg sono state montate le supersoft (scelta questa che lascia più di una perplessità; perché non mettere i due piloti nelle stesse condizioni per il finale? Rosberg aveva finito le Soft nuove, quindi sembrava logico montare le Supersoft anche ad Hamilton…).  In generale Rosberg, comunque penalizzato per un suo errore nelle libere, sembra faticare a reggere la pressione di un duello che quest’anno, a differenza dei precedenti, lo ha visto partire in vantaggio, ed ora vede Lewis avvicinarsi a soli 11 punti. Ancora più in generale, anche in Austria la supremazia Mercedes non è mai stata messa in discussione; a parità di soste e di gomme, le frecce d’argento anche qui avevano un consistente vantaggio sulla concorrenza, che finora non si traduce proporzionalmente in punti di vantaggio in classifica (ma comunque 8 vittorie su 9 gare) essenzialmente per il doppio ritiro del Montmelò, ma che non lascia speranze agli avversari nemmeno per quest’anno.

FERRARI- Ennesimo podio, ed ennesimo problema; e la vittoria, ancora una volta, è rimandata. Dopo qualifiche problematiche (se la pista si asciuga, bisogna entrare in pista il più tardi possibile…), e la penalità subita da Vettel, gli strateghi di Maranello decidono di tentare una tattica a una sola sosta, facendo partire entrambi i piloti con le supersoft, che almeno in teoria dovrebbero durare qualche giro in più delle ultrasoft con cui partivano invece i diretti avversari. Con la differenza che Raikkonen viene fermato al 22esimo giro, subito dopo Hamilton, mentre Vettel continua, coerentemente con la strategia concordata, ma unico del lotto a non fermarsi; il graining sulle sue gomme è ben visibile, nonostante il pilota e il muretto sostengano che non c’erano segnali, e al 27esimo giro la posteriore destra esplode. L’idea in se (provare a fare una sola sosta) era anche buona, tanto è vero che Raikkonen e Verstappen, anch’essi con una fermata sola, sono arrivati secondo e terzo. Ma una cosa è fare 30 giri con le SS all’inizio, con pista lavata dalla pioggia e quindi poco gommata, nel traffico, che stressa più l’aerodinamica e quindi le gomme, e serbatoi pieni, un’altra e farne 50 con una gomma più dura a condizioni invertite. Se tutti si erano già fermati, compreso Hamilton che girava a pista libera, un motivo c’era; sta di fatto che, per recuperare il gap di prestazioni con la Mercedes, in Ferrari devono inventarsi tattiche rischiose o azzardate, magari sperando nella pioggia, e spesso, come oggi, gli va male. Difficile capire da questa gara, funestata dalla pioggia il sabato, e da incidenti di vario tipo la domenica, quanto fosse ampio il divario, ma la sensazione è che le Mercedes sia ancora ampiamente davanti, come dimostra la lunga serie di giri veloci inanellati a turno da Hamilton e Rosberg,  e la Ferrari fosse invece al livello della Red Bull, che correva si in casa, ma che su una pista da cavalli e trazione avrebbe teoricamente esser dietro. Comunque, Raikkonen ha artigliato un podio, con una bella gara e dei buoni sorpassi, agganciando Vettel al terzo posto in classifica. Le prestazioni non progrediscono e anzi da dietro gli avversari rinvengono, le strategie lasciano perplessità; non un quadro esaltante per i tifosi del Cavallino, ma mancano ancora 12 gare, la vittoria arriverà.

LA CORSA DEGLI ALTRI- Un’altra gara esaltante di Max Verstappen, capace di concludere secondo, seppur aiutato  dalla safety car e dall’incidente tra le due Mercedes, ma finito ben davanti a Ricciardo. Una particolare menzione merita Jenson Button, autore di una splendida gara ( dopo le solite qualifiche “umide” che esaltano il fiuto dell’inglese campione del mondo nel 2009), che lo ha visto ottimo sesto con una McLaren Honda che continua a progredire, mentre va registrato l’ennesimo ritiro per Fernando Alonso che comunque era alle spalle del compagno. In una gara condizionata dalle circostanze e da una griglia di partenza anomala, hanno deluso le altre macchine equipaggiate Mercedes. Male le Williams, che l’anno scorso qui finirono 3° e 5°; nono Bottas, ma doppiato,  (ricordiamo che si è ripartiti al 30esimo giro, dopo la Safety Car, con distacchi annullati) ritirato Massa che era più indietro. Peggio ancora le Force India, entrambe ritirate dopo una gara anonima e dopo che Hulkenberg era addirittura partito in prima fila. Fantastico decimo posto per il promettente Wehrlein sulla Manor, primo piazzamento a punti per la cenerentola della F1, dopo il nono del compianto Jules Bianchi a Monaco 2014. Ottimo ottavo posto per Sainz con la Toro Rosso, partito 15esimo (weekend da dimenticare invece per Kyviat, partito ultimo e ritirato dopo soli 3 giri). In una gara anomala si rivede a punti la Haas, con Grosjean, mentre sempre indietro le Sauber (se non altro Nasr stavolta ha lottato) e le Renault, tutte e 4 fuori dei punti e doppiate

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