Portogallo – Galles: ad un passo dalla storia

Portugal's forward Cristiano Ronaldo gestures during the Euro 2016 group F football match between Portugal and Austria at the Parc des Princes in Paris on June 18, 2016. / AFP / LIONEL BONAVENTURE        (Photo credit should read LIONEL BONAVENTURE/AFP/Getty Images)
Portugal's forward Cristiano Ronaldo gestures during the Euro 2016 group F football match between Portugal and Austria at the Parc des Princes in Paris on June 18, 2016. / AFP / LIONEL BONAVENTURE (Photo credit should read LIONEL BONAVENTURE/AFP/Getty Images)

Ancora tre sfide e conosceremo la nazionale regina d’Europa.

Si parte stasera con il Galles, rivelazione del torneo, che affronta a Lione il Portogallo di Cristiano Ronaldo.

Sfida tanto inattesa quanto atipica, con le due squadre che si incrociano per la prima volta in un match ufficiale. Nelle precedenti 3 amichevoli, il bilancio sorride ai lusitani in vantaggio per 2 vittorie a 1.

La tradizione ed il valore dei singoli sembrerebbe far pendere l’ago della bilancia dalla parte dei ragazzi di Fernando Santos, giunti alla terza semifinale nelle ultime 4 edizioni, ma per quanto mostrato finora, guai a sottovalutare i gallesi.

Gareth Bale, perno del Galles che questa sera tenterà l’impresa

Il tecnico Coleman, subentrato nel 2012 al compianto Gary Speed, dopo un esordio tutto in salita (5 sconfitte nelle prime 5 partite della sua gestione), ha plasmato una squadra che esalta il talento individuale delle sue stelle, ma che fa dell’organizzazione tattica e dello spirito battagliero i suoi capisaldi.

Interessante la sfida nella sfida tra i due titani del Real Madrid, Gareth Bale e Cristiano Ronaldo, con il gallese che finora ha impressionato molto di più del suo compagno di squadra.

Da una parte la voglia di riscatto dei portoghesi che si affidano al talento intermittente di Quaresma e Nani, all’esperienza dell’inossidabile Ricardo Carvalho (unico reduce insieme a CR7 della sfortunata finale del 2004), e all’astro nascente Renato Sanches.

Dall’altra la solidita di Ashley Williams, le geometrie di Ramsey, le folate offensive di Bale, ed il lavoro sporco di Robson-Kanu per coronare un sogno da molti ritenuto impossibile fino a poche settimane fa.

La logica direbbe Portogallo, ma dopo aver visto nel recente passato i miracoli sportivi di Leicester ed Islanda non ci meraviglieremmo più di tanto di fronte ad un successo gallese.

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