Francia-Germania, il derby della Simpatia va ai Francesi

Era la partita di cartello di queste semifinali, se non altro perchè dopo Scapoli-Ammogliati di ieri sera una semifinale Antipatici-Presuntuosi, ehm scusate, Francia-Germania qualcosa sul piano tecnico lo prometteva. Ma ammettiamolo: questa semifinale, vista dall’Italia, era più o meno come vedere la radiocronaca della giornata lavorativa di Equitalia, la diretta della prenotazione del simpaticone che si prende i posti centrali al cinema prima di voi, il film sulla spledida vita che il vostro ex miglior amico fa con la vostra ex.
Francia contro Germania non è solo una partita di calcio, è lo scontro tra due filosofie: insomma, una palla pazzesca.
Non ne sono sicuro, ma l’auditel Italiano deve essere stato come se la semifinale fosse stata Cortellesi-Pausini od una puntata di Passepartout di Philippe Daverio, che io adoro, ma essendo Alsaziano quindi sia Francese che un pò Tedesco stasera se la merita.
Ma veniamo alla palla, ehm alla partita.

PRIMO TEMPO

Dal primo minuto ti accorgi che manca qualcuno. No, non si parla di Hummels, di Gomez, di Gignac. Si parla dell’Italia. Ma tant’è.
La partita di articola di fatto così: la Germania lancia i suoi Panzer cercando di conquistare l’area Francese, i Francesi rispondono con la loro classica Ligne Maginot davanti alla porta, purtroppo non c’è nessun Belgio nei paraggi (e manco in finale, almeno una gioia ogni tanto) ergo i Crucchi non trovano alcun modo di poterla aggirare, ma il merito non è certo di quei geniali Francesi.
La Francia prova a ripartire, quando lo fa è pericolosa, colleziona anche dei calci da fermo da posizioni interessanti la i piedi stasera sono più molli di un escargot. Neuer, che già ha avuto da ringraziare ballerini e cucchiaini di recente, ringrazia i variopinti Blues.
Poi, dove non arriva la mollezza estenuante di Pogba e stasera anche di Payet arriva “the worst top player in the wolrd” Oliver “ma io pensavo di essere un modello di Armani” Giroud, che si invola da solo, potrebbe tirare, passare a Griezmann in depressione da quanto si sente solo ma preferisce farsi recuperare da un Kimmich a caso e farsi rimpallare come una foca monaca. Oliver, da tifoso dell’Arsenal, lo sai: ti adoro.
Lo spettacolo latita comunque: strano, chi lo avrebbe mai detto con tanta genialità in campo. Con questi due grandi paesi.
Tra una Grandeur ed una infallibile Affidabilità e l’altra, si arriva al 45′ senza poterne più, quando le due grandi superiperpotenze mondiali in qualsiasi cosa (senza fonte) si esibiscono nei loro più tradizionali da un lato, recenti dall’altro, schemi di gioco: “l’episodio dubbio a favore” per i Francesi, since 1998 e 2000, ed il gioco del “Muro pallavolistico in area” per i Crucchi: con noi era stato Boateng, questa volta è Swanitasshshsigneher (o come si pronuncia) a murare. 1 a 0 Francia e tutti a riposo (specie gli spettatori).

SECONDO TEMPO

Mais oui la France! Lo sappiamo tutti che il calcio, in fondo, nonostante quegli Inglesacci, lo hanno inventato loro. E che in fondo, hanno fatto vincere a noi 4 mondiali perchè è poco chic vincere spesso. Quindi nel secondo tempo i Blues prendono il pallino del gioco, complice il fatto che i Tedeschi hanno una discesa in campo veloce e pronta come i movimenti di Mesut Ozil, insomma, più o meno come una Tartaruga. Di 90 anni.
Ci provano i Francesi, e addirittura arriva il 2 a 0. Neuer decide che ormai questa cosa del miglior portiere del mondo gli sta stretta, lascia lì una saponetta e ben si vede di chinarsi a raccoglierla in mezzo a tutti questi che dicono “Mais oui ullalà” e possiamo capirlo, Griezmann si ricorda di non essere poi davvero Spagnolo e fa 2 a 0. Game Over.
Da qua i Francesi iniziano davvero a farsela sotto, perchè diciamo che i precedenti con la Germania sono molto favoreli, anche in condizioni come queste: chiedete a Platini “Ciao Michel, Spagna ’82” e gli verranno ancora i conati di vomito. Eppure poco si muove, anzi, la Francia, primo commento serio di questo articolo, rischia pure di fare il 3 a 0 più volte, la Germania rimane forse imbambolata dalla geyser sound dei tifosi Francesi (ma come, non sapete che l’hanno inventata loro?).
Tifiamo per l’Islanda anche in tribunale ovviamente, sappiatelo.
Nel finale, quando ormai è chiaro che i Francesi hanno vinto, nonostante la loro nonchalance nel buttare via le occasioni del 3 a 0 che poi non è raffinato vincere così largamente, bof, la Germania si ricorda che è la squadra che non molla mai ma che soprattutto inchiappetta (Francesismo d’occasione) i Blues storicamente, e ci prova, quasi ci riesce, ma Lloris senza manco sapere come e la scarsa mira non fanno neanche un timido 2 a 1 che riaprirebbe l’incontro.
Niente, dopo la caduta del tabù Italia per la Germania, cade anche il tabù Germania per la Francia. Chissà, allora forse cadrà anche il tabù “vittoria in una competizione” per il Portogallo.
Dechamps va in finale, l’ultima volta, col suo Monaco, affrontò una squadra Portoghese in finale, allenata da un altro maestro della Simpatia. Forse, molto Italianamente, dovrebbe fare qualche scongiuro. Comuque ci va, parlando un attimo seriamente, da favorito e con molte chance di farcela.
A noi rimane il rimpianto invece: non eravamo poi così peggio di queste due (ottime) squadre di stasera. Peccato.

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