F1; a Silverstone Hamilton domina sul bagnato e sull’asciutto, Ferrari sempre più giù

DOMINIO- Quarto successo stagionale per Lewis Hamilton, nel decimo appuntamento iridato sulla storica pista di Silverstone, gran premio di casa per il campione del mondo; gara condizionata dalla pioggia, come spesso accade da queste parti, ma anche in queste condizioni Hamilton, che ora si trova a sole 4 lunghezze dal compagno Rosberg (che al momento in cui scriviamo è però sotto investigazione per un “aiuto” via radio non consentito dal regolamento), ha dimostrato la sua netta superiorità di guida su Nico, apparso invece in difficoltà nella prima parte della gara con pista letteralmente allagata, tanto da far partire tutti i piloti con gomme da bagnato estremo, peraltro sostituite con le intermedie dopo i primi 5 giri, corsi dietro la safety car. Decisione, quest’ultima, ai più sembrata eccessiva; d’accordo la sicurezza, ma l’incognita meteo fa parte di questo sport, al momento del via non pioveva più, ed eliminare la fase più emozionante della corsa, la partenza, ed effettuare ben 5 tornate dietro la SC toglie spettacolo ed incertezza, di cui invece la F1 avrebbe enorme bisogno, ma tant’è. La superiorità della Mercedes sul resto del lotto, addirittura disarmante in qualifica con oltre un secondo di vantaggio sulle Red Bull, si è leggermente ridotta sul bagnato, grazie all’efficienza telaistica ed aerodinamica delle vetture austriache, ma su un circuito difficilissimo per la presenza contemporanea di curve velocissime e medio-lente, le frecce d’argento hanno ancora una volta fatto il vuoto. Dopo un inizio favorevole a Rosberg, l’inerzia del campionato sembra  aver svoltato a favore del campione del mondo, forse in crisi di motivazioni in principio di stagione, ma che ora sembra aver ritrovato grinta e voglia di vincere.

AVANTI E INDIETRO– prosegue l’involuzione tecnica della Ferrari, partita con dichiarati propositi di titolo mondiale, e che qui ha vissuto il peggior week-end della stagione. Se all’inizio le rosse sembravano vicine alle Mercedes, e comunque nessuno metteva in discussione il loro ruolo di seconda forza del gruppo, ora non solo la casa di Stoccarda è lontanissima, ma anche la Red Bull, che piano piano si era avvicinata, ora ha chiaramente superato la scuderia di Maranello. Lo sviluppo del motore Renault ha restituito alla scuderia quattro volte campione del mondo quella potenza che era invece mancata nel 2015, e grazie alla sua efficienza aerodinamica e alla bravura dei suoi progettisti, la casa austriaca, specie su una pista molto esigente per il telaio come Silverstone, e ancor di più in condizioni di bagnato, ha raggiunto e superato la Ferrari, mettendone a nudo le carenze di carico aerodinamico; se il motore di Maranello ha avuto vari aggiornamenti nel corso della stagione (alla Ferrari sono rimasti solo 2 gettoni di sviluppo, sui 21 di partenza), la parte telaistica è invece sostanzialmente rimasta ferma, col risultato che la Mercedes si è definitivamente allontanata, e ora si insegue pure la Red Bull. Da notare inoltre, il diverso contributo dato dai piloti, in una gara sul bagnato o comunque non asciutta; mentre Verstappen è sempre più un valore aggiunto, in grado sul bagnato di lottare alla pari con Hamilton e Rosberg (a cui ha rifilato un sorpasso da campione) e di difendersi pure sull’asciutto, Raikkonen ha arpionato, dopo una gara regolare ma senza acuti, un non esaltante quinto posto a un minuto e dieci secondi da Hamilton, mentre Vettel, penalizzato per la seconda volta di fila sulla griglia per la sostituzione del cambio (almeno l’affidabilità negli anni passati era una certezza..), si è preso grandi rischi sul bagnato finendo più volte fuori pista, ha arrancato a centro gruppo battagliando con macchine che fino a 2 mesi fa doppiava (al 13° giro, con 5 dietro la SC, aveva 39 secondi di ritardo da Hamilton!) ed ha concluso a malapena nei punti dopo un’altra penalizzazione, questa volta per sorpasso irregolare nei confronti di Massa (decisione apparsa troppo severa, anche se non ha influito sul piazzamento finale del tedesco), e salvandosi per poco dal doppiaggio. Infine, dopo l’ennesimo azzardo di strategia (Vettel è stato il primo pilota a montare le gomme slick, con pista ancora bagnata in vari settori), implicita ammissione delle difficoltà di prestazioni della macchina, decisione comunque vanificata dalla successiva virtual safety car (quando le cose non vanno nemmeno la fortuna ti aiuta), lascia più di un dubbio la decisione di rinnovare il contratto a Raikkonen, essenzialmente, pare, per i suoi buoni rapporti con Vettel e per le sue doti di collaudatore più che per le sue prestazioni, anziché puntare su un pilota giovane o comunque motivato come, per esempio, Perez.  La realtà è che, se il mondiale, nonostante i proclami di Marchionne, è stato sempre una chimera, ora lo sembra anche la vittoria, e c’è da chiedersi dove sono quelli che, a suo tempo, chiedevano a gran voce la testa di Montezemolo e Domenicali.

LA CORSA DEGLI ALTRI– detto del ritorno ad altissimi livelli della Red Bull (non si può non notare che Ricciardo ha concluso a quasi 20 secondi da Verstappen con condizioni che esaltano le capacità di guida), buona la gara delle Force India, con Perez superato nel finale da Raikkonen solo per aver dovuto utilizzare per due terzi di gara un set di gomme medie usate. Discreta anche la Toro Rosso, sorella minore della Red Bull e non a caso molto efficiente sul piano telaistico, ma penalizzata dalla vetustà del motore Ferrari versione 2015. Male la Williams, con entrambi i piloti doppiati, per le ragioni opposte alla Toro Rosso; il motore migliore, ma probabilmente il peggior telaio. Fa piacere rivedere battagliare per i primi posti Fernando Alonso, che ha chiuso poi fuori dalla zona punti per aver rischiato un po’ troppo, e nettamente davanti a Button, di solito invece a suo agio con condizioni estreme; la pioggia lo ha comunque aiutato, minimizzando le carenze del motore Honda. Comunque l’asturiano si era reso protagonista anche di una buona qualifica, conclusa al nono posto, mentre il compagno, anch’egli sulla pista di casa, nemmeno aveva superato la Q1. Prosegue invece l’involuzione della Haas, con Gutierrez ultimo e Grosjean ritirato per problemi tecnici; evidentemente mancano le risorse per lo sviluppo della macchina, che ha iniziato la stagione con buone prestazioni e piazzamenti nei punti, problema, quello dell’aggiornamento della macchina, ancora più evidente alla Sauber per gravissime difficoltà economiche, addirittura con entrambe le vetture partite in ultima fila, e che nemmeno può fermarsi a Silverstone per la due giorni di test nella settimana entrante; la macchina italo-svizzera,  è sostanzialmente ancora quella del Gp d’Australia. Non stanno meglio le Renault, ancora una volta ritirate e lontanissime dalla zona punti.

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