F1: Hamilton è il Re D’Inghilterra, Profondo Rosso Ferrari

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La decima prova del Mondiale di F1 ha emesso alcune sentenze.

A Silverstone, qualora ci fossero dubbi, Lewis Hamilton ha ribadito di essere il candidato numero uno per la vittoria finale.

Nonostante un inizio in salita, ed alcune tribolazioni legate all’affidabilità della sua monoposto, il campione del mondo in carica ha di fatto annullato il suo ritardo in classifica portandosi ad una sola lunghezza da Rosberg.

Nico dal canto suo, a parte la penalità per le indicazioni ricevute via radio, ha palesato i consueti limiti di tenuta mentale, soprattutto quando si trova in battaglia. Il corpo a corpo con Verstappen (eccezionale l’olandesino capace di centrare un altro podio nonostante la pista resa insidiosa dall’acquazzone iniziale) gli ha fatto perdere contatto con il leader della gara, e la superiorità di Lewis, giunto al quarto successo nel Gran Premio di casa, ha fatto il resto.

Ad inizio stagione Rosberg ha approfittato delle disavventure del suo rivale, ma non appena la sfortuna ha lasciato in pace l’asso britannico, il divario a livello di prestazione tra i due pare netto. Il Mondiale non e’ di certo finito, ma la direzione presa sembra abbastanza chiara.

Ferrari, crisi irreversibile?

In Inghilterra la Ferrari vive una delle peggiori giornate della sua storia recente.

Un colpo durissimo alle ottimistiche (eufemismo) speranze mondiali sbandierate ad inizio anno dal Presidente Marchionne.

Se alla vigilia aveva suscitato scalpore la decisione di rinnovare il contratto di Raikkonen per un’altra stagione, la pista ha sancito in maniera inequivocabile che a Maranello quello dei piloti e’ l’ultimo dei problemi.

Proprio a voler smentire i suoi detrattori, Kimi centra un quinto posto che gli permette di issarsi al terzo posto della classifica mondiale, ovvero primo dei comuni mortali, mentre Vettel incappa in una delle sue peggiori giornate e conclude soltanto nono.

Ma a preoccupare sono soprattutto i riscontri cronometrici.

La SF16H ha beccato un secondo e mezzo in prova, e concluso la gara ad oltre un minuto. Senza dimenticare che anche la Red Bulla e stata nettamente superiore.

Il mancato sviluppo della Rossa ha reso ancora più evidenti le carenze del telaio ed i limiti aerodinamici.

A questo punto i vertici di Maranello farebbero bene a chiedersi se ha ancora senso continuare a dedicare tempo e risorse alla monoposto di quest’anno, oppure congelarne lo sviluppo per dedicarsi anima e corpo al progetto 2017. Una decisione non facile, nel mezzo di una stagione che avrebbe dovuto sancire la riscossa e si sta trasformando nell’ennesimo calvario.

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