Cosa ci lascia in eredità il GP d’Ungheria? Diverse conferme, qualche sorpresa ed alcuni quesiti

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Partiamo dalle conferme.
Questo mondiale, sulla falsariga di quanto accaduto negli ultimi due anni, è un affare di famiglia. Lo strapotere Mercedes sembra, almeno a stretto giro di posta, inattaccabile. Si può sperare che Hamilton e Rosberg abbiano una giornata no, o qualche problema di affidabilità, ma in condizioni normali le Frecce d’Argento sono due spanne sopra gli altri. Ed ora che Lewis ha completato la sua rimonta conquistando la vetta della classifica iridata, sarà difficile scalzarlo da lì.
Si conferma in ascesa la Red Bull.
Il team austriaco è in questo momento la seconda forza del mondiale. La decisione di rimpiazzare Kvyat con il baby prodigio Verstappen, unita all’inesorabile sviluppo della vettura (ogni riferimento alla Ferrari e puramente voluto), ha consentito a Christian Horner di riprendere la Rossa, distante ora solo un punto nella Classifica Costruttori. E bravo anche Ricciardo che nonostante un compagno di squadra scomodo, tira per la sua strada e conquista un meritato podio.
Continua il periodo(?) nero per il Cavallino Rampante.
Se si eccettua la splendida rimonta di Raikkonen (14 al via e 6 al traguardo), a Maranello hanno ben poco da stare allegri. Grave errore strategico nella fase cruciale delle qualifiche con Kimi estromesso dalla Q3. Distacchi abbissali tra prove e gara in qualsiasi condizione meteo. E pensare che dodici mesi fa su questo stesso circuito Vettel centrava la sua seconda vittoria in rosso.
La monoposto non è progredita nel corso della stagione e la guida tecnica di Allison (colpito duramente dalla scomparsa della moglie pochi mesi fa), scaricato e sostituito da Binotto, è venuta meno rendendo ancora piu evidenti i limiti aerodinamici e telaistici della SF16H. I sogni iridati imprudentemente sbandierati da Marchionne, sono un lontano ricordo.
Allo stato attuale l’unica certezza sembrano essere i piloti.
Una gradita sorpresa è il settimo posto di Fernando Alonso.
Fa piacere rivedere il due volte Campione del Mondo lottare per posizioni più consone al suo talento. Lo spagnolo non brilla per simpatia ed alcuni episodi del passato non hanno contribuito a migliorarne la reputazione ma, in termini di talento puro, Fernando è uno dei migliori piloti in circolazione. La McLaren continua ad essere distante anni luce dai Top Team, ma lo spagnolo non molla e quando puo graffia.
I quesiti sarebbero tanti, ma ci limiteremo a quelli di stringente attualità.
Come si può confermare la Pole Position di Rosberg, ottenuta in regime di bandiere gialle in pista? Secondo i cervelloni della FIA Nico avrebbe rallentato a sufficienza ma la mancanza di regole chiare non può che alimentare sospetti.
Che senso ha penalizzare chi oltrepassa di almeno 20cm la linea bianca che delimita alcune zone della pista mentre si ritiene normale il doppio cambio di direzione che ha consentito a Verstappen di difendere la quinta posizione? Tra l’incoerente ed il ridicolo, fate un po’ voi.
I vertici della F1 hanno bisogno di un profondo ricambio generazionale, un ringiovanimento che dovrebbe favorire lo spettacolo ed eliminare alcune assurde restrizioni.

 

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