Platone in infradito… E il naufragar m’è…

… E il naufragar m’è… no non è dolce per niente. E’ amaro come niente al mondo. E’ difficile riuscire a filosofeggiare in modo scanzonato dopo la notte appena passata.

Avrei voluto citare un mio connazionale questa mattina: “Cantami o diva della divina Fede” e invece eccomi a citare uno che neanche ho conosciuto. Uno triste, che più triste non si può. Un certo Leopardi che mi dicono fosse afflitto da ogni genere di sfortuna.

E non lo cito a caso o solo perché ha parlato di “acque”, lo cito perché i pochi centesimi che separano un’atleta divenuta leggenda per i colori azzurri dalla medaglia non possono non essere frutto di un disegno divino più grande o di una sfortuna enorme. E allora non mi rimaneva che citare testi religiosi, ma non mi sembra questo il contesto, o Leopardi.

“Forse è tempo di cambiare vita” ha scritto la Divina Fede in uno di quei cosi che chiamate social network (al tempo mio ci si affidava alle tavolette). Ha ragione, e non lo dico perché abbia deluso le aspettative e qualcuno debba sentirsi in dovere di essere arrabbiato con lei, ma lo dico per lei. Ha dato tanto, tutto nella sua carriera. E’ stata antipatica e arrogante e poi solare e umile quanto basta. Lo è ora nel momento delle lacrime ribadendo un ritiro che aveva già annunciato, quando ancora sperava di poter aggiungere un’altra medaglia al suo palmares. E’ giusto così, è giusto che adesso lasci questo tornado che è la vita sportiva e si dedichi alla donna che è. Perché Federica Pellegrini non è solo una nuotatrice, una campionessa, ma è soprattutto una donna ed è gusto che ora si goda una vita che i sacrifici non le hanno fatto vivere a 360 gradi. Non resterà lontana dalla piscina, lo sappiamo. Non potrebbe mai, ma ora deve voltare pagina, lo sa lei e lo sanno i suoi tifosi.

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Certo chiudere con una medaglia olimpica, come ha fatto Tania Cagnotto, anche lei divina insieme a Francesca Dallapè con quell’argento che vale molto più di un oro perché primo e unico a 5 cerchi per l’altoatesina, sarebbe stato diverso. Ma nessuno potrà mai biasimare Federica per quello che ha fatto. E passata la rabbia e la delusione enorme lo capirà anche lei perché, in Italia, ne avete avuti davvero pochi di campioni così, capaci di stupire, di vincere senza sforzi ma anche di cadere e rialzarsi.

Adesso Divina Fede non ti resta che calare il sipario su una splendida carriera ed aprirlo su una splendida vita, accompagnata da un altro deluso, il tuo Filippo Magnini che ieri ha salutato le Olimpiadi senza neanche scendere in vasca (i compagni delle staffette non si sono qualificati per la finale dove avrebbe dovuto nuotare lui).

E noi in futuro continueremo a “Cantare delle Divina Fede”…

Firmato Platone

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P.S. E comunque non per tornare a parlare di scaramanzia ma avete mai sentito parlare della “maledizione del portabandiera”?

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