JUVE, I NUOVI SI INTEGRANO. OPPURE NO?

Prima partita allo Stadium per la nuova Juve di Higuaìn e Dani Alves, e c’è poco da dire: tutti si aspettavano l’esordio di questa Juve chiamata ad una stagione da grande protagonista, sia in Italia, dove già da 5 anni è dominatrice incontrastata, che in Europa, dove i titoli latitano da 20 lunghi anni.
Per farlo sono arrivati nuovi giocatori e che giocatori, ma è anche partito un top assoluto come Pogba.
Diciamo che da quanto abbiamo visto questa sera, ci sono molte certezze ma anche qualche dubbio, e solo il tempo ci dirà se davvero la Vecchia Signora sia destinata a dominare davvero o se gli equilibri si siano in realtà spostati di poco nonostante l’attività di mercato.
La cosa che più ha stupito di questo derby Juventus-Fiorentina è che è sembrata davvero una partita della scorsa stagione. Entrambe le squadre, dopo il primo tempo, sembravano esattamente la copia medesima della loro passata stagione, e se per la Juve la cosa si spiega anche con il solo Dani Alves come innesto nuovo messo in campo dall’inizio, davvero è stato strano a prescindere, perchè di anno in anno le soluzioni ed i movimenti si affinano e si cambiano. Stasera invece, sia la Vecchia Signora che la Viola erano in versione 15/16, ed è sicuramente un bene più per la Juve che per i Fiorentini, ma in realtà non è un bene per nessuna delle due.

NOTE LIETE IN CASA JUVE – La nota più positiva del match per i Bianconeri, che sono gli indiziati e gli analizzati in questo articolo, è l’integrazione di Dani Alves che sembra già un veterano della squadra, e seppur questo sia già accaduto con Evrà, non era scontato.
Il Goal di Higuaìn è positivo solo per il risultato e perchè l’Argentino ha dimostrato di essere davvero il fuoriclasse che serviva ai Bianconeri in mezzo all’area: goal di rapina, di classe ed impatto devastante sulla partita, come solo i top player sanno fare, specie se attaccanti.
Male, ma ne parleremo, il resto.
Bene Dybala, anche questa nota lieta era assai scontata da aspettarsi, ma il ragazzino sta crescendo e pure bene. Davvero diventerà forte, e già lo è a mio avviso.
Bene il centrocampo e la manovra in fondo: Pogba pare già dimenticato.

NOTE STONATE – Non sono poche. Andrò in ordine e senza approfondire troppo, perchè in realtà sono tutte note che chiederanno conferma al campo e che sono davvero puntuali e modificabili da Allegri per poter essere analizzate subito come se fossero “malessere profondo”, ma debbono destare alcuni dubbi in casa Bianconera.
La Juve fino all’entrata di Higuaìn, nonostante un buon Dybala, è stata abulica, o meglio, è stata in difficoltà a concretizzare le occasioni costruite esattamente come in tutti questi ultimi anni. Questo non si giustifica rispondendo che l’Argentino è stato preso per questo: se davvero si vogliono conseguire gli obbiettivi fissati, occorre che anche gli altri crescano.
Higuaìn peraltro è sembrato fuori dal gioco. Ha fatto goal perchè è un campionissimo, ma è stato servito male e pochissimo nei minuti avuti a disposizione.
In più, davanti ad una Fiorentina assai modesta (la stessa dell’anno scorso, quindi ottima in quella stagione, ma ormai prevedibilissima) la fragilità nel chiudere la partita e nel mantenere il vantaggio è parsa la stessa fragilità dell’inizio anno scorso, con solo la differenza che oggi c’è più qualità, ma se così fosse ci sarebbero degli equivoci molto pericolosi nell’ambiente.

Il tempo ci dirà la qualità vera di questa comunuque fortissima Juventus, almeno sulla carta.

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