NAPOLI-MILAN, LUCI ED OMBRE NEL DERBY SUD-NORD

Arkadiusz Milik, attaccante polacco del Napoli

Napoli-Milan non è mai una partita banale. Quando i colori Azzurri si scontrano con quelli Rossoneri affiorano alla mente ricordi di tante sfide, molte delle quali scudetto, dove Maradona affrontava Van Basten, oppure dove Zola affrontava lo schiacciasassi di Capello o più recentemente Cavani cercava con la sua band di strappare al Diavolo il suo ultimo scudetto.
La più titolata squadra della principale città del Nord contro la squadra della principale città del Sud: inutile dire che sia sempre stato anche un derby, Napoli-Milan.
Questa sera era importante per capire le prospettive delle due formazioni, in un campionato che parrebbe segnato visto lo strapotere della Juventus, ma che proprio per questo potrebbe diventare inaspettatamente aperto. Nel gran ballo delle pretendenti al titolo Napoli e Milan entrano di diritto, nonostante i grandi cambi fatti in estate ed anzi, proprio in virtù di questi. Vediamo cosa ci pare sia uscito dalla sfida di stasera relativamente ai due team.

CASA NAPOLI – Il risultato premia gli Azzurri, e questo è il fatto importante, ma tre punti possono duranre anche una sola settimana, sono altre le cose che possono aiutare a dimensionare correttamente la squadra di Sarri.
Ciò che ha colpito questa sera è l’ottimo inserimento che i nuovi acquisti hanno avuto nella squadra. Doppietta di Milik e giocate ottime di Zieliński, decisive (inizia lui l’azione del 3-2), cosa volere di più? Di sicuro quest’anno il Napoli ha perso Higuaìn, ovvero il top player, ma con il ricavato ha allestito una squadra che ha comunque qualità ma ha aggiunto una cosa che le mancava: la quantità e le possibilità di scelta, con la conseguente potenzialità di cambiare più spesso ed anche a gara inziata la propria tattica.
Notevole è stata, e non ce lo si aspettava, la risposta emotiva dell’ambiente e della squadra alla perdita dell’asso Argentino: il Napoli gioca come se tale presenza non ci fosse mai stata. Segue Sarri alla perfezione. E gioca bene, un calcio fluido e veloce ma ragionato, che ha ben impressionato.
Male invece la tenuta difensiva e male il controllo partita: farsi rimontare due goal non è mai buon segno, anche se l’avversario è il Milan, e tenere aperta fino al 93′ una partita in 11 contro 9 non è opportuno.
Di sicuro, posto che Sarri deve lavorare per migliorare la copetura da parte dei suoi (ed è strano: è la cosa che meglio aveva fatto l’anno scorso), questo Napoli è da titolo. Vedremo se saprà mantenersi.

CASA MILAN – Il risultato non da ragione ai Rossoneri, ma i motivi per essere contenti sono tanti. Il Milan, dopo 3 anni di buio, è tornato. No, non è ritornata quella squadra immensa che valeva quanto un Real od un Barcellona ed a volte anche di più, ma è ritornato ad avere una squadra, un manager con le idee chiare e preparato e che soprattutto viene seguito, ed un gioco. E che gioco!
Certo, il primo tempo è stato davvero ad appannaggio del Napoli, si è chiuso con un pesante 2 a 0 di svantaggio e con tante parate di Donnarumma, ma il secondo tempo ha mostrato un Milan con una trama di gioco interessantissima, fluida, sensata, voluta (non buttando mai via la palla, il credo del suo mister), ed ha portato a recuperare su un campo non certo facile e con un avversario al top in Italia ben due goal.
La cosa che impressiona è che finalmente ci sia qualcuno in panchina in grado di far uscire il talento che in rosa comunque c’è sempre stato (Niang, Romagnoli ad es.), e che sappia valorizzare risorse mandate in giro senza senso invece che essere sfruttare e fatte sbocciare (Suso). Con questo materiale, Montella può fare ottime cose.
Male invece, e su questo bisogna lavorare, la tenuta difensiva. Troppe volte la difesa non viene aiutata dal resto della squadra e va in difficoltà, troppo spesso concede il tiro agli avversari. Finchè a far la partita sono i Milanesi tutto va bene, ma quando si subisce forse occorre palleggiare un po’ meno e compattarsi meglio.
Male anche l’atteggiamento psicologico di alcuni giocatori. Le espulsioni di Kucka, Niang e quella risparmiata di Romagnoli (benchè ininfluente a quel punto) sono davvero state insensate, ma più che altro hanno colpito perchè raramente si sono viste sui campi Italiani: insomma, davvero stupide.
Il Milan è un po’ un cantiere e lo staff deve recuperare totalmente i suoi giocatori su tutti i piani, e non ultimo quello mentale, ma le serate così dottor Jekill (nel gioco) e mr Hide (nella condotta) sono un lusso da non concedersi più. Se il Milan ce la fa, sì, lo dichiaro: è potenzialmente da titolo. Vedremo più avanti come si muoveranno dalle parti di Milanello.

MARCATORI: Milik (N) al 19′ e al 33′ p.t.; Niang (M) al 6′, Suso (M) al 10′, Callejon (N) al 29′ e al 49′ s.t.
NAPOLI (4-3-3): Reina 7; Hysaj 7, Albiol 6 (dal 44′ s.t. Chiriches 6), Koulibaly 5, Ghoulam 5; Allan 5 (dal 27′ s.t. Zielinski 7), Jorginho 6, Hamsik 6; Callejon 7, Milik 7, Mertens 7 (dal 33′ s.t. L. Insigne 7). (Rafael, Sepe, Strinic, Valdifiori, Maggio, Gabbiadini, Grassi, R. Insigne, Lasicki). All. Sarri 6
MILAN (4-3-3): Donnarumma 7-; Abate 5 (dal 35′ s.t. Calabria 6,5), Gomez 5, Romagnoli 6, De Sciglio 5; Kucka 5-, Montolivo 6, Bonaventura 6; Suso 7 (dal 41′ s.t. Lapadula 6), Bacca 6 (dal 35′ s.t. Sosa 6), Niang 6. (Diego Lopez, Gabriel, Vangioni, Antonelli, Ely, J. Mauri, Honda, Locatelli, Luiz Adriano). All. Montella 6,5

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