LA ROMA “DA SCUDETTO”, UNA SETTIMANA DOPO

Titolo non provocatorio: è semplicemente il seguito di un articolo di una settimana fa, quello che parlava dell’esordio (molto convincente) dei ragazzi di Spalletti contro l’Udinese.
In mezzo sembra già passato un secolo, e dopo un esordio da favola, che sembrava il prologo di una cavalcata Giallorossa verso obbiettivi assai ambiziosi, siamo dopo una settimana già a parlare di problemi, forse, di una vera e propria minicrisi già iniziata.

CRISI DEL SECONDO ANNO? – Siamo sinceri e senza peli sulla lingua: nessun club al mondo brucia allenatori e li delegittima meglio della Roma. Già questa è una caratteristica del club capitolino, che ha spazientito o bruciato allenatori vincenti come Capello, Bianchi, Spalletti stesso, Luis Enrique ed anche Garcia. Allenatori che avevano già vinto o che lo avrebbero fatto anche dopo alla grande, ma che per qualche mistero finiscono sotto processo da parte dell’ambiente (e di questo ambiente fanno parte anche i giocatori, caso unico in Italia probabilmente) come caprio espiatorio e che escono dal club con l’etichetta del perdente o dello scarso: se qualcuno avesse dubbi nel mettere nel calderone succitato anche Capello, ricordiamo che il tecnico friulano vinse a Roma, ma se ne andò etichettato (oltre che come traditore) come “tecnico che in fondo poco aveva dato al calcio a livello tattico”, il che sarà pur stato vero (Capello non era un innovatore principalmente), ma quando si dispone di uno dei migliori in circolazione l’ambiente dovrebbe dar peso alle qualità più che cercare peli nell’uovo.
Questo prologo per dire che forse siamo alle solite. Spalletti viene da un fine settimane di critiche, per la disgraziata partita col Porto, sulla quale forse hanno più colpa i suoi che lui.
Stasera il tecnico toscano è stato almeno seguito dalla squadra sul piano del gioco, ma la scarsa concentrazione e determinazione dei talenti romani fa presagire un’altra annata all’insegna del “cambiamo il tecnico e vinciamo l’anno prossimo”. Si augura ai giallorossi che non sia così ovviamente.

CASA CAGLIARI – Altro clima c’è in Sardegna. Venuti dal purgatorio della B, bruciati dall’annata di due anni fa disgraziata e mal gestita, la nuova proprietà ha dimostrato di capirne e di aver appreso dai suoi errori, nonchè di avere idee. Il Cagliari di quest’anno non può che arrivare ad una salvezza comoda come ambizione, ma pare essere davvero una buona squadra.
Carattere, buona tecnica, acquisti azzeccati ed anche le conferme, ed un buon gioco.
Specie nel secondo tempo i cagliaritani hanno preso il pallino del gioco ed hanno messo sotto quella che comunque è una seria candidata al Tricolore, quindi non male, specie pensando che lo 0 a 2 del primo tempo avrebbe steso un toro.
Si può perdonare lo spazio lasciato alla Roma in contropiede quando, specie negli ultimi 30 minuti, i rossoblù cercavano di riprendere i giallorossi, unica cosa bisognerà studiare qualcosa per queste occasioni, a livello tattico. Stasera gli svogliati e non determinati Salah e Dzeko non hanno punto, altre grandi, a partire dalla Juventus per arrivare alla Lazio, si sarebbero assai divertite probabilmente.

PROSPETTIVE ROMANE – Non vogliamo già disperare per quanto riguarda le ambizioni capitoline. Come scrivevamo solo 8 giorni fa, i conti vanno fatti tra qualche mese, la Roma potrebbe vincere anche se fosse a 0 punti ancora, figuriamoci ora che ne ha comunque 4 su 6.
Si deve, più che lavorare sul piano tecnico e tattico, su quello mentale.
La Roma ha una squadra di livello Europeo se guardiamo la rosa, ed un ottimo allenatore. La squadra stasera è parsa disattenta (su di un passaggio assurdo anche per la squadra Pulcini di Florenzi è arrivato il 2 a 2 cagliaritano) e poco determinata (Dzeko pare giochi con il timore di un esordiente con poco temperamento) ma chi sa guardare al gioco ed al tocco di palla, nulla da eccepire, e si sa. Anche la manovra è fluida, manca solo la concretezza vera nel gestire la partita.
Spalletti e la società debbono lavorare molto sull’aspetto mentale e la convinzione dei loro, facendo bene da filtro all’ambiente che già da domani metterà sotto accusa tutto lo staff e la squadra.
Il tempo c’è tutto, le possibilità ci sono, basta solo non lasciare troppi altri punti per strada, per evitare di passare l’Estate 2017 a parlare di un altro improvviso, mirabolante, interessante, ennesimo progetto.

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