Nel giorno di João Mário l’Inter non si sblocca

La seconda di campionato era sulla carta un’occasione perfetta per riscattare il passo falso di Verona. Con i 40.000 di San Siro ed i nuovi vertici societari che accoglievano il neo arrivato João Mário (secondo acquisto più costoso della storia del club), e la squadra che si presentava al proprio pubblico contro un avversario in teoria più che abbordabile.
Invece, per la seconda volta nel giro di una settimana, Frank de Boer ha avuto la riprova che in Italia non esistono partite facili, le insidie sono dietro l’angolo e gli errori, seppur minimi, si pagano a caro prezzo.

Tattica rivista, condizione fisica ancora precaria

Dopo l’inspiegabile 3-5-2 di Verona, il tecnico olandese torna su terreni già esplorati e propone un 4-3-3 che potrebbe diventare il suo marchio di fabbrica anche in Serie A. Murillo, scontata la giornata di squalifica, si riappropria del posto in mezzo alla difesa al fianco dell’indiscutibile Miranda, mentre, causa infortuni, le corsie esterne sono presidiate da D’Ambrosio e Santon.
Interessante novità a centrocampo con Banega regista e la coppia Medel&Kondogbia a protezione dell’ex Siviglia. Davanti Eder e Perisic a supporto di Icardi. La squadra, nonostante il cartello “Attenzione, lavori in corso “, è parsa più logica rispetto al match del Bentegodi.

I novanta minuti hanno messo in luce problemi già noti: assenza di trame di gioco (serve tempo), difficoltà nello scardinare le ostiche retroguardie avversarie (tema ricorrente soprattutto con le medio piccole pronte a difendersi con unghie e denti e spesso con 8/9 uomini dietro la linea del pallone), scarsa qualità degli esterni bassi (Santon inguardabile), e come già menzionato una condizione atletica allarmante.

Piccoli passi avanti

Al di là dello striminzito punticino che muove di poco la classifica, ma non cambia l’umore della piazza, non tutto è da buttare. La difesa ha sbandato ma non è sembrata disastrosa come contro Birsa e compagni. Medel ha lottato come di consueto su ogni pallone, Icardi ha ritrovato la via del gol (ma quanta imprecisione!), e le sostituzioni di FdB hanno rianimato la squadra quando sembrava sull’orlo del baratro. Il giovane Miangue, subentrato a Santon, non ha tremato nonostante sia stato chiamato in causa in una fase delicata della partita, mentre Candreva preso il posto di un evanescente Perisic, ha cambiato la sfida grazie alle sue accelerazioni a destra. Due note liete da tenere in considerazione per il prosieguo del campionato.
Lecito aspettarsi di più, molto di più, dai grossi calibri Banega (spaesato), Kondogbia (intermittente) e Perisic (spento).

Sosta e mercato: due motivi per sperare

La sosta del campionato sembra arrivare nel momento migliore. FdB ed il suo staff non potranno lavorare con l’organico al completo visto che molti nerazzurri saranno impegnati con le rispettive Nazionali, ma anche a ranghi ridotti l’olandese potrà continuare ad impartire la sua dottrina, in attesa che nelle ultime ore di mercato si finalizzi l’ingente lavoro di ricostruzione avviato da Suning. Dopo i botti Candreva, Gabriel Barbosa e João Mário, urge puntellare la retroguardia. Un ultimo sforzo per non rendere vano quando di buono fatto finora.

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